PISTOIA. La richiesta avanzata da parte di un gruppo di estremisti locali circa l’organizzazione di un evento che appare di carattere negazionista presso la Biblioteca cittadina, con il supporto del “centro di documentazione” a soli tre giorni, peraltro, dal 10 Febbraio, il Giorno del Ricordo, istituito con la Legge 92/30.03.2004, che custodisce la memoria di coloro che furono assassinati dall’odio comunista o che dovettero lasciare le proprie case, appare evidentemente offensiva e di cattivo gusto.
La principale relatrice, la Signora Claudia Cernigoi, tristemente nota alle cronache per aver definito il dramma delle foibe una “montatura gigantesca” e che ha pubblicato un “libro” dal titolo piuttosto eloquente: «Operazione “Foibe” tra storia e mito», non è nuova a tentativi di questo genere: aveva

infatti in programma un altro evento, in Febbraio, presso Cologno Monzese, pochi giorni prima, evento che è saltato non appena il Sindaco si è reso conto delle tesi negazioniste sostenute dalla stessa, che peraltro appare non avere particolari qualifiche accademiche che anche astrattamente potrebbero sostenere le sue farneticazioni.
Il Presidente della Repubblica Mattarella, lo scorso Febbraio, ha ricordato i “tanti innocenti, colpevoli solo di essere italiani e di essere visti come un ostacolo al disegno di conquista territoriale e di egemonia rivoluzionaria del comunismo titoista. Impiegati, militari, sacerdoti, donne, insegnanti, partigiani, antifascisti, persino militanti comunisti conclusero tragicamente la loro esistenza nei durissimi campi di detenzione, uccisi in esecuzioni sommarie o addirittura gettati, vivi o morti, nelle profondità delle foibe”.
Il Sindaco Alessandro Tomasi e la Direttrice della Biblioteca, nello scongiurare che una tale manifestazione d odio si svolgesse in un luogo pubblico, hanno tutelato con serietà e professionalità non solo la Legge dello Stato e la dignità delle Istituzioni Repubblicane, ma anche la sensibilità di quei discendenti degli esuli istriani, fiumani e dalmati che vivono sul nostro territorio.
Lorenzo Galligani
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