
AGLIANA. Luisa Tonioni è ricordata per essere l’assessore più contraddetta dalle (sue) medesime azioni di indirizzo politico: tutti ricordano quando permise alla Comandante Nanni di sforbiciare di 1.500 euro il compenso all’associazione Auser, spendendone oltre 9.000 con il pagamento del servizio “nonno vigile”, poi affidato ai vigili urbani sottratti così alla prevalente funzione di presidio sul territorio.

Doppio danno alla cittadinanza: soldi e servizi mancati (la vigilanza del territorio) che mise alla luce il conflitto familistico che da sempre esistente dalla presenza del padre Aldo, noto esponente comunista, anima del Pd aglianese e così interessato anche alle funzioni dell’ex assessore in house, la cara figliola.
Valentina Noligni è invece l’emblema del gruppo dei codardi che abbandonò l’Amministrazione del sindaco Mangoni alle sorti di un commissariamento prefettizio, oggi rimpianto (in assoluto silenzio) dal Sindaco della dignità, che ha resistito al nubifragio politico, ricomponendo una rovinosa “giunta macedonia”.

Un’altra revenant di rilievo è la consigliera Elena Signori che ha rinunciato a una certezza di risultato per l’insediamento (visti i precedenti di Vannino Chiti a Torino e la Maria Elena Boschi in Trentino) che, avrebbe avuto nella ipotesi di candidatura al Comune di Lamporecchio, con il Pd dominante.
Una scelta che gli avrebbe permesso di mantenere il ruolo di delegata del Pd in altri poltronifici, ma che evidentemente, vedrà soluzione nel precipizio della crisi locale e nazionale del P[artito] D[ominante].
La prerogativa era di sfruttare il consenso “sicuro” degli elettori piddìzzati di Lamporecchio e ottenere una sedia in consiglio per proseguire nella più partitocratica carriera politica, ma i giochi sono chiusi e la Signori resta in una unica lista, quella casalinga.

Silvia Novelli, un’altra figura di sicuro “invecchiamento” (politico): nel 2018, la consigliera ha avuto il palmares per le assenze dai Consigli comunali con oltre il 60% di abbandoni; il Pd con lei ha così dimostrato di avere la “faccia come il …” (la Cassazione l’ha sdoganato, ma non vogliamo passare per degli scostumati).

La Serena Galardini è sottratta alla candidatura, ma ha però piazzato in lista la mamma Elvira Perla, già dipendente pubblico (bidella alle scuole) che avrebbe delle ambizioni serie, anzi convinte ci dicono, di fare l’Assessore all’Istruzione: noi le crediamo, se c’è stata la Luisa Tonioni, perché lei no?
E che dire di Andrea Acciai, alias Conte zio; l’uomo perfetto che una volta insediato alla presidenza di qualche commissione, saprà bene come modulare ogni progressione di accertamenti volti a dare chiarezza e impulso alle esigenze di tutela del “bene comune” che sgorga nella bocca di ogni politicante dei demokrats.
Acciai, ha del resto allocato la figlia Carolina nella squadra di Guido del Fante, sotto la regia di Eleanna Ciampolini, sacerdotessa dell’immigrazione spinta.
Massimo Vannuccini, vorrebbe così proporsi con questa lista per una “nuova politica”?
Assistiamo a un film già visto e rivisto, sul quale non serve spendere altri byte. O no?
[Alessandro Romiti]
alessandroromiti@linealibera.online




















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