Fratelli d’Italia attacca l’amministrazione comunale e chiede un consiglio straordinario urgente su ATO Toscana Centro, Plures e Tari. «I cittadini rischiano di pagare il conto di uno scontro da 65 milioni di euro, mentre il dibattito viene rinviato e le richieste dell’opposizione vengono ignorate»

Se Prato non riesce a incidere sulle decisioni, la responsabilità è di chi la rappresenta. Per anni ci è stato detto che tutto andava bene e che dovevamo accontentarci dei dividendi. Oggi i nodi vengono al pettine, e le responsabilità di chi ha costruito questo sistema e ne ha scelto i vertici sono evidenti. Una multiutility fa causa all’ente regolatore, e quindi ai suoi stessi soci, su una partita da 65 milioni. Il rischio concreto è che a pagare siano famiglie e imprese».
Il 7 settembre il gruppo di Fratelli d’Italia, insieme alla capogruppo in Consiglio regionale, aveva depositato la richiesta di un Consiglio comunale straordinario. La richiesta era accompagnata da una mozione su impianti e Tari, per ottenere chiarimenti su ATO e sull’aumento delle tariffe.
Il Pd aveva poi presentato una richiesta analoga solo nel titolo, e la seduta era stata convocata. Il Presidente del Consiglio l’ha però annullata, accorpando le due richieste. In questo modo la nostra, precisa e puntuale, è sparita insieme alla loro. «Ci viene più di un dubbio che sia stato fatto apposta», dichiara Zecchi. «non è stato rispettato il termine dei venti giorni e non sappiamo ad oggi quando sarà convocato. Ho già chiesto che alla prossima conferenza dei capigruppo si fissi una data utile per calendarizzare il dibattito, per non annacquarlo portandolo avanti a giochi fatti».
Sul fronte delle nomine pesa il rinnovo del cda di Plures, atteso entro metà novembre. «Il Consiglio comunale, prosegue Attucci, non può continuare ad apprendere queste vicende dai giornali. Prima di qualsiasi rinnovo delle cariche, il Sindaco venga in aula a illustrare la linea che intende tenere. Gli indirizzi devono essere stabiliti dal Consiglio, davanti ai pratesi, e non nelle segreterie di partito».
«Se la nostra richiesta dovesse finire in cavalleria, non staremo a guardare: stiamo già preparando altri atti e iniziative», concludono Zecchi e Attucci. «Chi ha gestito questa partita non è stato all’altezza, e i cittadini hanno diritto di saperlo prima di vedersi recapitare le bollette. Basta rimpalli di responsabilità: si convochi il Consiglio».



























