Presidio a Taviano promosso dal Comune. Presenti Prefetto, amministratori, rappresentanti regionali e sindacali. Il sindaco Breschi: «I diritti non hanno periferie». Cresce la richiesta di una soluzione concreta dopo oltre quattro anni di assenza del medico di base

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SAMBUCA PISTOIESE – Un numero che pesa come un macigno: 1.503 giorni senza medico di famiglia. Un’assenza che dura da oltre quattro anni e che continua a rappresentare una delle emergenze più sentite dalla comunità della montagna pistoiese.
Per questo stamani, a Taviano, si è svolta la manifestazione pubblica “I diritti non hanno periferie – Un presidio civile per il diritto alla salute in montagna”, promossa dal Comune di Sambuca Pistoiese per richiamare l’attenzione delle istituzioni su una situazione che cittadini e amministratori definiscono ormai insostenibile.
All’iniziativa hanno partecipato numerosi cittadini, veri protagonisti di una battaglia che da anni chiede il ripristino di un servizio sanitario essenziale. Accanto a loro il sindaco Marco Breschi, da tempo in prima linea nel denunciare le difficoltà vissute dal territorio montano e le conseguenze che l’assenza di un medico di medicina generale comporta soprattutto per anziani, famiglie e persone fragili.
Presente anche una significativa rappresentanza istituzionale, con il Prefetto, i sindaci del territorio, la consigliera regionale Simona Querci, l’assessore al sociale del Comune di Pistoia e presidente della Società della Salute Pistoiese Sandro Giannessi, l’assessore comunale Riccardo Trallori e il presidente dell’Ambulatorio Solidale Articolo 32, Mauro Quattrocchi.
A portare il proprio sostegno alla mobilitazione anche la CGIL, lo SPI CGIL Prato-Pistoia e la Lega SPI della Montagna Pistoiese, che hanno partecipato al presidio ribadendo la necessità di garantire pari diritti ai cittadini che vivono nelle aree interne e montane.
Il messaggio emerso con forza durante la mattinata è stato chiaro: il diritto alla salute non può dipendere dal luogo in cui si vive. Un concetto espresso dallo stesso sindaco Marco Breschi, che ha più volte sottolineato come la mancanza del medico di famiglia sia diventata il simbolo di una più ampia carenza di servizi nei territori montani.
Nei giorni scorsi il caso è tornato anche al centro del confronto politico regionale. Il consigliere regionale Alessandro Capecchi ha annunciato la presentazione di un’interrogazione urgente alla Regione Toscana per chiedere chiarimenti sul progetto dell’ambulatorio di prossimità e sui tempi necessari per restituire alla comunità un presidio sanitario stabile.
La manifestazione di Taviano non è stata soltanto una denuncia, ma anche un momento di partecipazione collettiva. Tra gli interventi e le testimonianze è emersa la volontà comune di non abbassare l’attenzione fino a quando non arriveranno risposte concrete.
Dopo oltre quattro anni senza un medico di famiglia, la comunità di Sambuca Pistoiese continua infatti a chiedere ciò che considera semplicemente un diritto: poter accedere alle cure di base senza dover affrontare disagi, spostamenti e incertezze che altrove sarebbero impensabili.
Una battaglia che cittadini, istituzioni e associazioni sperano possa finalmente trovare una soluzione definitiva.



























