serravalle. LA GIUNTA REPLICA ALLE POLEMICHE: «NESSUN TAGLIO AL SOCIALE, SOLO UN ERRORE CORRETTO TEMPESTIVAMENTE»

L’amministrazione comunale interviene dopo il consiglio del 16 ottobre e respinge le accuse ricevute. «I 33 mila euro non sono stati sottratti alle politiche sociali. Si è trattato di una semplice svista di trascrizione immediatamente sanata dagli uffici e dalla giunta»

Piero Lunardi, sindaco di Serravalle Pistoiese

SERRAVALLE. L’amministrazione comunale di Serravalle Pistoiese interviene per fare chiarezza su quanto emerso durante il consiglio comunale del 16 ottobre scorso, in particolare riguardo all’assegnazione di alcuni fondi di bilancio che hanno generato un acceso confronto politico.

Secondo quanto spiegato dal sindaco e dalla giunta, all’origine della vicenda vi sarebbe un banale errore di trascrizione che ha portato una somma destinata alle spese per fiere, mercati e mostre a essere inserita in un capitolo differente, gestito dal Suap. Una svista che, sottolinea l’amministrazione, è stata individuata e corretta tempestivamente attraverso un apposito provvedimento della giunta comunale, consentendo così di ripristinare la corretta destinazione delle risorse.

Più dura la presa di posizione nei confronti di una parte della minoranza consiliare, accusata di aver utilizzato l’episodio per alimentare una polemica ritenuta infondata. Nel mirino dell’amministrazione le dichiarazioni secondo cui sarebbero stati sottratti 33 mila euro alle politiche sociali per finanziare una festa.

«Si tratta di un’accusa gravemente distorta della realtà», affermano sindaco e giunta, che parlano di una ricostruzione non corrispondente ai fatti e finalizzata a generare confusione nell’opinione pubblica e a danneggiare l’immagine dell’ente.

L’amministrazione ribadisce inoltre che il settore sociale continua a rappresentare una priorità nell’azione di governo comunale, con investimenti e servizi rivolti alle fasce più fragili della popolazione. Da qui l’invito ai cittadini a valutare i fatti e a distinguere tra errori materiali, rapidamente corretti, e ricostruzioni politiche ritenute strumentali.