sanità. BASTA SCARICABARILE: OSPEDALI E SERVIZI CHIUDONO PER SCELTE POLITICHE NON PER FATALITÀ


Dal Pacini senza pronto soccorso al punto nascita di Pescia, fino alle carenze dell’ospedale di Pistoia: per Democrazia Sovrana Popolare il problema ha un’origine precisa nelle politiche di austerità, nei vincoli di bilancio e nei tagli alla sanità pubblica


In Toscana i tagl,i alla sanità li ha fatti l’illuminata sinistra progressista

 

PISTOIA. Qualche giorno fa alla festa dell’unità l’assessore alla sanità Monni dichiara che l’ospedale Pacini non avrà mai un pronto soccorso. Giani nell’occasione di una inaugurazione a San Marcello disse le stesse cose. Si rimbalzano le motivazioni le varie colpe ai regolamenti a seconda delle occasioni ma alla fine il risultato è sempre lo stesso l’ospedale non torna.

A Pescia è stato tolto il punto nascita in seguito al solito regolamento assurdo in base al quale se non hai più di 500 nascite l’anno non ti spetta. Il comune di Sambuca avrà finalmente un punto sanitario su base volontaria dopo 1500 giorni di mancanza del medico di base ma le istituzioni sanitarie sono esageratamente fallaci nel gestire le cosiddette aree interne.
Lo stesso ospedale di Pistoia non se la passa meglio con la carenza di personale e gli extra turni.
A Pistoia fra l’altro dopo le 20.00 non puoi neanche più farti una radiografia, devi andare a Prato.
Tutte queste situazioni hanno una cosa in comune e nessun politico del quale ho letto le dichiarazioni in questi giorni, di ogni schieramento o istituzione fosse ne ha mai fatto menzione ma si sono limitati a analizzare lo stato delle cose, dichiarare che non è possibile una cosa così in una società civile, riferimenti a seria A e serie B il solito insomma come se tutti si trovassero per la prima volta davanti alla problematica e commentarla.
L’ospedale di Pescia

No signori miei, troppo facile così, occorre invece individuare le cause si ma assumersi le responsabilità e porvi finalmente rimedio.

Le responsabilità hanno un nome ben preciso, si chiamano Unione Europea e vincolo di bilancio, la prima consiglia tagli (svariate decine negli ultimi 10/15 anni per circa 35 miliardi) e i politici li effettuano senza la minima opposizione, quasi ringraziando e tutti hanno le loro responsabilità perché tutti i partiti di appartenenza hanno votato il vincolo in costituzione.
È stata cambiata la vocale U con la A e trasformato i responsabili ospedalieri in cinici amministratori in cerca del centesimo da risparmiare.
Il problema è questo, è inutile nascondersi dietro un dito e se si vuole cambiare la situazione occorrerà che le attuali forze politiche cambino la prospettiva che li vede accogliere, secondo una logica malata del meglio poco che nulla, quelle poche briciole che gli lanciano dalle alte sfere invece di opporsi con fermezza e portare le proteste della popolazione nelle stanze che competono. Bisogna dire basta alla logica del vincolo di bilancio, dei commissariamenti se si sfora, dei piani di rientro, dei tagli lineari e del blocco dei turn over.
Occorre tornare a investire in salute anche in deficit se il caso. Fatelo ora e subito, no sarò geloso, altrimenti lo faremo noi appena sarà possibile.
Gabriele Geri
vice coordinatore Democrazia Sovrana Popolare provincia di Pistoia