Sabato 12 settembre ore 21 nei locali di Bonistallo. Iniziativa di Diapason in memoria dell’artista a 5 anni dalla morte

POGGIO. Sarà Goffredo Gori, critico musicale, a parlare della persona e dell’arte di Giorgio Gatti. Al centro, in particolare, un’opera pucciniana arcinota (“Tosca”) a cui il baritono poggese dette un contributo importante (interpretando la figura del “sagrestano”’) nella mai dimenticata versione diretta, nel 1992, da Giuseppe Patroni Griffi. Da quella versione, allora diffusa in 125 Paesi del mondo, verrà proiettato il primo atto: quello dove compare il “sagrestano” Gatti insieme al Mario Cavaradossi di Placido Domingo.
“Giorgio Gatti l’anima e la voce”. Questo il titolo di un incontro, organizzato da Diapason, che si svolge questo sabato 12 settembre (ore 21:15) nella chiesa di Santa Maria Assunta a Bonistallo, gentilmente concessa dalla parrocchia. La presentazione dell’evento è affidata al giornalista poggese Stefano Cecchi, anche lui profondo conoscitore dell’artista.
“Non abbiamo voluto una serata calata dall’alto – spiegano le donne dell’associazione culturale poggese organizzatrice – ed è per questo che abbiamo puntato su un evento partecipato da una comunità intera che ancora ricorda con affetto un suo così illustre concittadino”.
Nelle scorse settimane sono stati infatti registrati video, con amici e amiche del baritono, per ricordare il particolare legame di Gatti con la sua comunità. Molti gli aneddoti e i ricordi che emergono da queste rapide pennellate già messe in rete da Diapason.
All’incontro parteciperanno anche suor Salvatorica, già Madre Generale delle Minime, e Sergio Campanelli storico presidente della Misericordia: due realtà poggesi alle quali Gatti era, da sempre, molto legato. L’ingresso è a offerta libera con il ricavato in favore della Misericordia poggese
La serata ha ottenuto il patrocinio dell’amministrazione comunale che però non ha assegnato il piccolo contributo economico richiesto. Sarà presente anche la moglie di Giorgio, Maria Teresa, che accompagnerà, al piano, il figlio Paolo anche lui baritono.
Giorgio Gatti nacque al Poggio nel novembre 1948 e proprio al Poggio, ancora ragazzo, trovò i primi sostenitori – appunto nell’ambiente delle “Minime” e della Misericordia – da parte di chi si era presto accorto del suo talento.
Ha cessato di vivere, a Roma, condannato dal Covid, nell’aprile 2021. Merita di essere ricordato anche il particolare sodalizio artistico con la moglie, Maria Teresa Conti, pianista e clavicembalista. La coppia si è a lungo esibita anche in concerti di musica da camera.
Numerose le incisioni di Gatti con le più importanti case discografiche. Di lui si ricorda anche l’impegno per l’opera buffa nonché alcune grandi produzioni televisive.
Molto legato al suo paese di nascita, l’artista non mancava mai di ricordarlo e anche di partecipare ad eventi locali. Forte la sua amicizia con l’indimenticato Luigi Corsetti.
[banchini – associazione diapason]


























