I leghisti erano cattivissimi: si sentivano “perculati” dal Trio Benesperi-Aveta-Ciottoli. E avevano deciso di rovesciare il tavolo del poker. In realtà sembra che abbiano fatto ben poker se tuttora lo «schiaffeggiatore di via dell’Impero« (citazione da Totò) è lì e il Silvio Buono è stato rabbonito dall’uso dell’emblema del sindaco…
Come un nastro può compiere un miracolo
«CHI TIRA COZZOTTÓN VADA ALLA STRIGLIA!»
STRILLI, PODÓPO BACI: OH, MERAVIGLIA!
È STATO UN TEMPORÀL CO’ UN SOLO TUONO
CHE HA RABBONITO INFINO SILVIO… BUONO
Se la prendono tutti con noi di Linea Libera perché deridiamo l’incongruenza, l’incoerenza, la non-vergogna di mostrare una faccia indegna: ma che altro possiamo fare, se non frustare con la satira, ridendo e deridendo i costumi osceni di chi dovrebbe invece dare ogni giorno l’esempio e non lo fa?
PEGGIO di una piazzata tra allegre comari di Windsor, la sceneggiata Lega-Agliana Civica. Anche questi hanno fatto come il Benesperi e il Ciottoli: son partiti lancia in resta con l’idea di arruffare Agrùmia, e hanno finito per ritrovarsi poi tutti a mangiare costolato di maiale e salsicce all’Osteria del Gambero Rosso, d’amore e d’accordo.
Diceva il Mattaccino (altro soprannome della Piana, detto per il sostituto Giuseppe Grieco) che se il prete era in grado, con un pizzico di sale, di trasformare l’acqua in acqua santa, lui poteva benissimo mangiare la carne di venerdì, cosa che all’epoca era proibita, senza fare peccato mortale.
Perché lui – e lo sottolineava con la profonda irriverenza tipica del mondo contadino – con un pizzicotto di sale e un po’ di pepe trasformava una bistecca in baccalà.
Anche se il Mea(culpa)relli ha indossato la fascia all’incontro, in qualche modo dobbiamo perdonarlo. Fra gli ignoranti istituzionali del suo partito, infatti, ci sono personaggi ben più illustri del camicière di Qua...
C’è chi sfascia l’Italia del mite Mattarella in nome dell’ascolto dei giovini che devastano le città; e c’è chi ama fasciarsi e ri-fasciarsi perché vuole mostrarsi, senz’altro saper fare, se non paserellare...
Oggi il linguaggio istituzionale è mutato. La ventata rossa (pigia a più non possa) ha stravolto bipedi e quadrupedi, sia a due piedi che quadrizzoccolùti… INSEGNATE, ORSÙ, A TANACCA CHE LA FASCIA VUOL LA GIACCA. M...
Tra tutte le bischerate che i politici di questa rossa regione sparano a larga mano a mo’ di ippopotami che defécano, spargendo zaffate stercorarie all’intorno, la “meglio” s’è sentita recentemente dalla bocc...
Vorrei vedere che l’abbonamento a teatro numero 001 (se i posti del Libero Grassi sono 180, il numero non può che essere a tre cifre) è targato Gabriele Romiti; e che lo 002 è intestato a Marco Mazzanti… CON L’O...
«Io non sono pazzo: non mi piace pagare. È una rinuncia alla mia dignità di imprenditore». Così Libero Grassi intervistato da Michele Santoro l’11 aprile 1991. Era nato a Catania il 19 luglio 1924; morì a Palermo...
Il sindaco di Quarrata, quello che viaggia con la fascia tricolore in tasca e la tira fuori per indossarla anche se attraversa le strisce pedonali in una strada vicinale in Campriana, nell’area della Laghina, alla Casa...
Un lettore ci invia delle immagini interessanti di un distintissimo noto… E aggiunge che si tratterebbe di un uomo di punta, che oltretutto farebbe il moralista con i colleghi. Nome in codice-Tinder? “Vam 42&...
FIRENZE. Sulla base delle previsioni meteorologiche e delle valutazioni dei possibili effetti al suolo, la Sala operativa unica della Protezione civile regionale ha...