A testimonianza che l’operazione intrapresa dal Bianchini è giornalisticamente ammissibile, vi è – paradosso – l’assordante silenzio di quella categoria di pennivendoli che per un piatto di lenticchie cede la propria credibilità e professionalità al “potere” di questo branco di analfabeti e pecorai che dirigono la cosa pubblica e leccano le terga al primo imbecille che abbia vinto un concorso in magistratura secondo il Vangelo-Palamara
Si mette agli arresti domiciliari un giornalista per una più che lecita inchiesta su certi comportamenti di un’amministrazione comunale, nel caso specifico il Comune di Quarrata che, ripeto, non adisce a vie legali, a differenza di un suo cittadino, evidentemente conosciuto in tribunale: e nessuno, dico nessuno, specialmente in Pistoia, fra gli addetti al mestiere, cioè i “giornalisti”, muove un dito…
TROPPO DICE, APRE LA MENTE:
«LINEA LIBERA» È INDECENTE!
Viva la democrazia e i democratici di valore! Un non-presidente della repubblica e un presidente della “camera degli addormentati” si accordano per dare un nuovo stravecchio s-governo tre a una nazione di servi della geleba e del Pd del deserto. È sempre una questione di fichi
AD OGGI la cronaca ci dice che abbiamo un’armata Brancaleone politica di mentecatti che sta facendo finta di operare per il bene comune, ma in sostanza sta facendo i propri porci comodi per continuare a farsi mantenere dal popolo bue.
Chi ha visto quell’essere chiamato Fico (fratello della fica?) sfilare come un cercatore di ratti dinnanzi al picchetto militare schierato per rendere gli onori e poi andare dal “bianchino” che vive ai piani alti di quel palazzo, beh, avrà compreso che paese di burattini “sono” gli italioti.
Però se questo è un paese disgraziato, bisogna pur dire che “almeno” la giustizia in Italia funziona; la giustizia dei Palamara, dei magistrati “disponibili”, “responsabili” di quelli che, toltasi la toga, si vestono da cretini vestiti da bambini o viceversa.
Una giustizia che applicando con rigore la legge, escussi gli atti e valutata la pericolosità sociale dell’individuo, mettono in gabbia un galantuomo, seppure ai domiciliari, da ben quasi due mesi, per supposti crimini verso chi o che cosa non si comprende.
L’unica cosa che in questa vicenda si comprende è che il Comune di Quarrata, oggetto di attenzione giornalistica, non sporge querela e tace, mentre altri, evidentemente ben conosciuti all’interno del Tribunale di Pistoia, “possono”.
Almeno questo si deduce nella vicenda di Edoardo Bianchini, direttore di Linea Libera, il quotidiano on line che ha il difetto di non guardare in faccia nessuno.
Lotti, Mattarella, Palamara. Questa è la giustizia in Italia: vi piaccia o no. Accomodavano le seggiole sotto il culo dei giudici con le regole del Vangelo del quinto evangelista, un Luca anòmalo…
A testimonianza che l’operazione intrapresa dal Bianchini è giornalisticamente ammissibile, vi è – paradosso – l’assordante silenzio di quella categoria di pennivendoli che per un piatto di lenticchie cede la propria credibilità e professionalità al “potere” di questo branco di analfabeti e pecorai che dirigono la cosa pubblica e leccano le terga al primo imbecille che abbia vinto un concorso in magistratura secondo il Vangelo-Palamara.
Se qualcuno pensa che stia “sbarellando”, affermo che in questa società di magnaccioni, certa legge e certa politica vanno tranquillamente a braccetto e ve ne fornisco un esempio.
Si mette agli arresti domiciliari un giornalista per una più che lecita inchiesta su certi comportamenti di un’amministrazione comunale, nel caso specifico il Comune di Quarrata che, ripeto, non adisce a vie legali, a differenza di un suo cittadino, evidentemente conosciuto in tribunale: e nessuno, dico nessuno, specialmente in Pistoia, fra gli addetti al mestiere, cioè i “giornalisti”, muove un dito, mentre si ignora, salvo qualche rigo, la vicenda di un politico che “ruba” in un supermercato; lo si fa patteggiare tranquillamente senza neppure temporaneamente inibirlo dal gestire la cosa pubblica, e addirittura lo si promuove ai superiori livelli della sua mansione; una mansione che riguarda tutti noi, perché di carattere sanitario e quindi operante sulla nostra salute.
Adottiamo questo libro come testo unico per le scuole democratiche italiane: può darsi che dopo gli studenti siano meno asini di oggi
Naturalmente il beneficato in questione è un compagno ed in quanto tale, libero di rubare, continuare a lavorare e “migliorare” in carriera. Chi, al contrario, si permette di andare a riguardare le bucce a una amministrazione rossa, è sbattuto in galera.
Bravi giudici pistoiesi, rallegramenti! Mi permetto di segnalare il libro dello scrittore Zurlo, Baldini & Castoldi: Il libro nero della Magistratura. Dopo averlo fissato in una libreria pistoiese, dopo quindici giorni che stranamente non arrivava l’ho comprato su Amazon, alla faccia del compra-italiano.
È proprio vero: quando la canaglia impera, il posto della gente per bene è la galera!
Un’analisi spietata di una società denaturata come l’alcool. Ovvero la dissociazione mental-morale che guida le mirabili scelte di geni come Bonelli, Fratoianni, Conte, Schlein, Salis (1 e 2), Lepore, Bonaccini, Sou...
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