PAGHIAMO IL CANONE IN BOLLETTA PER FINANZIARE IL RAI-FERENDUM?

La faccia di (s)bronzo di Matteo Renzi
Faccia di (s)bronzo

PISTOIA. A Matteo Renzi non manca la faccia tosta necessaria per chiamare il popolo al referendum piegando però, preventivamente, l’informazione pubblica al suo volere, creando di fatto una tivvù di governo.

È necessario difatti una faccia di (s)bronzo per proclamare ad alta voce “via i partiti dalla Rai” finendo poi per nominare, come direttore generale, chi tenevi a braccetto, il quale, investito di poteri pari a un dirigente d’azienda, nominerà a sua volta conduttori e moderatori dichiaratamente di parte.

E fanno tutto questo pazziare, questo gran chiasso, inneggiando a un futuro radioso, stralunati come sono, in nome di un Paese normale. È invece evidente che se fossimo un Paese normale non accadrebbe che, poco prima di un referendum importantissimo, la presenza in Rai delle ragioni per il “sì” si attestasse al 51% contro il 36% di quelle per il “no” (dati AgCom).

Tantomeno accadrebbe che il palese intento del governo fosse quello di attrarre a sé la massa di indecisi creando o modificando talk show con la stessa spensieratezza con cui comprerebbero le case durante una partita di Monopoly. Il nuovo programma Politics, voluto dalla renziana Bignardi e già sotto i riflettori per lo scarso share, verrà riadattato secondo le esigenze referendarie.

fandonie-renziÈ difatti lo stesso Campo Dall’Orto (il d.g. di prima) che afferma che “faremo una programmazione più legata al referendum fino alla data del voto”. Provando comunque a rassicurarci dicendo che “verranno impiegate tre prima-serata su Rai1 e la fascia di access prime time per attività ulteriori a quelle in vista del referendum”, dimenticandosi di ricordare che pure questi eventi verranno condotti da personaggi filogovernativi poiché, da qualche mese, la Rai è stata epurata di tutti i dissidenti.

Il referendum inoltre invaderà anche altri spazi come Uno mattina, Linea Notte, Agorà, In mezz’ora, RaiNews24, RaiParlamento e TgR.

Per dirla con i sepolcri imbiancati che rivendicavano da Berlusconi comportamenti da Paese normale, non è affatto normale che il servizio pubblico televisivo venga monopolizzato dal capo del governo (non eletto da nessuno, ma impostoci da un presidente che si sarebbe dovuto beccare un impeachment per i tre governi di non eletti),  che si appresta a chiederci un atto di fiducia immane sottoponendoci un quesito referendario che gli consegnerebbe le chiavi delle istituzioni italiane, ovvero dell’Italia intera a spregio dei fanti e dei santi.

Vuoi vedere che stiamo pagando il canone in bolletta per finanziare un Renzi da Rai-ferendum?

[Lorenzo Zuppini]

One thought on “PAGHIAMO IL CANONE IN BOLLETTA PER FINANZIARE IL RAI-FERENDUM?”

  1. Buon giorno, mi permetto di aggiungere un informazione da servizio pubblico: c’è un modo assolutamente legale per non pagare il canone e vedere la Rai (posto che uno davvero non abbia altro da fare). Lo si può fare buttando la Tv nel cassonetto ed untilizzando un computer, che non abbia il sintonizzatore tv, che non sia cioè adatto a ricevere i canali televisivi tramite piattaforma a pagamento o tramite antenna tv. Infatti, la Rai può tranquillamente essere vista via internet, tutti i canali, e pure le teche. In questo ultimo caso il canone non è dovuto.

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