PISTOIA. Se ci avesse dichiarato guerra, poniamo, l’Austria e ci avesse aggredito con l’esercito facendo stragi di civili, come ci comporteremmo? Quale sarebbe il nostro atteggiamento nei confronti degli austriaci?
Ci difenderemmo (lo prevede anche la Costituzione…), schierando i nostri militari, chiudendo le frontiere, interrompendo ogni rapporto con gli aggressori, gli austriaci che si trovassero in Italia non avrebbero certo vita facile.
Ma noi non siamo in guerra con l’Austria. A dichiararci guerra è stato l’Islam: e noi che facciamo?
Ci dovremmo difendere, chiudendo le frontiere, interrompendo ogni rapporto con gli aggressori ed espellendo chi si trova qui e appartiene a quel mondo. Invece? Li accogliamo, andiamo a prenderli appena un po’ al largo dalle coste africane, li ospitiamo, li assistiamo.
Malgrado noi, l’ideale dei giovani musulmani è di potersi immolare come martiri per Allah.
A un reporter, un giovane francese islamico, il cui volto è stato ripreso solo di sfuggita dalla telecamera, ha dichiarato che bisogna morire giovani perché tanto si deve morire e allora per la gloria di Allah lo si deve fare quando si è ancora forti, per evitare la perdizione, sterminando quanti più infedeli possibile.
Non importa che esista un Islam moderato, sia perché la sua moderatezza è tale da non riuscire nemmeno a dichiararsi apertamente contro le stragi e gli stragisti, sia perché è comunque affetto dal seme dell’odio verso l’Occidente. Non importa se a casa loro piovono bombe a grappolo, se sono venuti qui per scampare dalla guerra possono ben capire che la guerra non piaccia nemmeno a noi. Non importa se sono nati qui, ma non si sentono in dovere di condannare senza appello gli attacchi mortali all’Occidente.

Ci hanno dichiarato guerra e la guerra è una cosa seria. Se ne assumano la responsabilità e le conseguenze.
Il nostro ordinamento giuridico è splendidamente attrezzato, nella maestà delle sue molteplici fonti, per difendersi e difendere il popolo da abusi di potere, da avventure totalitarie, da sopraffazioni e violazioni al principio di uguaglianza, non importa invocare l’uomo forte che affiancato da belve assetate di sangue venga a mettere ordine.
Né è opportuno evocarlo come deterrente per chi vorrebbe alzare la testa e rifiutare il buonismo che impedisce di ragionare (ma fa invece guadagnare tanti soldi a diversa gente, inutile negarlo dal momento che Salvatore Buzzi braccio destro di Massimo Carminati ha detto, l’abbiamo sentito tutti, che gli immigrati rendono più del traffico di droga).
Chiediamo tutti che sia applicata davvero la legge, prima di tutto la Costituzione, e che sia fatta rispettare da tutti senza eccezioni, perché l’Italia è uno stato laico e di diritto.
La religione non è la legge e chi ha come legge una religione non è compatibile con l’Italia e gli italiani.
[Paola Fortunati]





















![ridicoli. [EU]GENIO GIANI VUOLE MANTENERE L’INCENERITORE: MA NON ERA UNA “MACCHINA VECCHIA, LETALE E DA CAMBIARE”? ridicoli. [EU]GENIO GIANI VUOLE MANTENERE L’INCENERITORE: MA NON ERA UNA “MACCHINA VECCHIA, LETALE E DA CAMBIARE”?](https://www.linealibera.online/wp-content/uploads/2026/09/giani-230x184.jpg)





Brava Paola, sottoscrivo in pieno. Io per esperienze di vita e lavori svolti sono molto aperto e curioso. Ma non fino al punto di suicidarmi.
saluti dal Mirto picchiatore
e il mirto lo sa…
Finalmente un articolo che focalizza la questione. Molti si domandano ancora come sia possibile che vi sia un ingresso indiscriminato nel paese sostanzialmente senza alcuna verifica, una smania di accoglienza e di buonismo. Non è vero buonismo.. e’ il business dell accoglienza…
C’è dell’altro cittadinocomune: la popolazione invecchia, il sistema pensionistico scricchiola, si fanno pochissimi figli e gli immigrati con i loro contributi, tengono in piedi la baracca: il saldo contabile è in attivo per lo Stao per ben 5 miliardi di euro, senza i quali occorrerebbe mettere di nuovo mano alle pensioni…ciò accade in tutta Europa, perchè i nostri politici non riescono ad andare più in la delle prossime elezioni e quindi scelgono sempre le scorciatoie. Per risolvere la faccenda occorrerebbero delle politiche familiari vere e un cambio culturale della gente, che non fa figli perchè rinunciare alle ferie o all’I-phone oggi viene visto come l’anticamera del disonore…parliamoci chiaro…la gente ha fatto caterve di figli in epoche ben più difficili di questa…
Massimo Scalas