
PISTOIA. L’avvocato Elena Baldi del Foro di Pistoia, membro dell’Assemblea Nazionale del Pd, scrive al senatore pistoiese Vannino Chiti:
L’errore accompagna la vita, ne rappresenta una componente essenziale a cui ognuno di noi cerca disperatamente di sottrarsi. Senza però definitivamente riuscirci.
Non è quindi un errore il fattore che può condizionare in assoluto il giudizio sul nostro operato, sia esso nell’ambito professionale, sociale e persino sentimentale. Baggio e Baresi sbagliarono i rigori decisivi nella finale del Campionato Mondiale contro il Brasile ma il loro valore non è stato intaccato perché “non è da questi dettagli che si valuta un calciatore”.
Caro Senatore, mi chiamo Elena Baldi faccio l’avvocato a tempo pieno e sono membro dell’Assemblea Nazionale del Pd. Non so perché sia stata eletta, non ho meriti particolari, ma ne sono orgogliosa e in tutte le assemblee a cui ho partecipato ho cercato di dare il mio contributo con interventi che mi sono sembrati apprezzati.
Ero ancora una ragazzina e quando a Pistoia si parlava di politica si faceva spesso il suo nome come autorevole esponente del Pci. Devo dirle con franchezza che io mi interessavo poco della materia e partecipavo indistintamente alle Feste dell’Unità e alle Feste dell’Amicizia senza particolari imbarazzi. Mi interessavano di più alle persone piuttosto che alle idee.
Sono passati molti anni ed il suo prestigio si è meritatamente consolidato, rivestendo ruoli sempre di maggiore rilievo all’interno del Pci e delle successive promanazioni, confluite oggi del maggiore partito Europeo, il Pd, di cui sia io che Lei siamo entrambi tesserati.
Ho sentito il bisogno di scriverle queste poche righe perché le vicende legate a questa continua frizione all’interno del nostro partito ritengo che non siano utili né al partito né al Paese. Non sono qui a spaccare il capello in quattro sulle singole vicende nelle quali la cosiddetta minoranza Dem ha criticato ed anche ostacolato l’operato del governo guidato dal nostro segretario. Talvolta possono essere state anche valide sul piano del merito.
Quello che però mi sembra inaccettabile è che un dialogo, talvolta aspro ma prettamente interno al Pd, sia spesso tracimato addirittura nelle aule della Camera e del Senato. Certo è lecito non riconoscersi nell’operato altrui ma pretendere di poter concretamente contrastare l’operato del proprio partito, arrogandosi il possesso del verbo, questo mi sembra veramente eccessivo. Quando poi il proprio operato si allinea a quello di forze reazionarie, populiste e di spiccata destra quali sono quelle guidate da Grillo, Salvini e Berlusconi il quadro mi sembra troppo chiaro per non essere percepito.
Caro Senatore il messaggio che l’elettorato ha lanciato è stato chiaro: in Italia e all’estero. C’è stanchezza verso quelle formazioni e quelle ideologie chiamiamole pure “tradizionali” e ciò ha favorito gruppi che prendendo spunto dalla crisi mondiale fanno leva sui bassi istinti e sulle pulsioni peggiori annidiate in ognuno di noi.
Solo il Pd, e mi perdoni, il Pd di Renzi ha saputo reggere l’urto e si è ritagliato il ruolo di maggior partito europeo alle ultime elezioni, raccogliendo un numero di voti superiore a quello di tutti gli elettori della Grecia messi insieme. Non possiamo disperdere questo patrimonio di fiducia e di speranza che al nostro partito è stato affidato, neppure in ossequio a principi importanti che in quel momento non riteniamo perseguiti nel modo migliore bensì nel modo che la maggioranza dei Dem vuole. Caro Senatore l’errore è un dettaglio della nostra vita e quando è commesso in un settore che condiziona il futuro è un dettaglio decisivo da cui si valuta un uomo politico.
Un abbraccio.
Elena Baldi
Vedi anche: lettera-al-senatore-vannino-chiti-diversa-opinione/



























La situazione interna del PD è simile a quella che c’è in un nido di uccelletti visitato dal cuculo.
Bè…che dire…..diciamolo, diciamolo: c’è solo una cosa, attualmente peggiore del PD renziano: la minoranza del PD. Inoltre: Renzi ha preso il 40% alle europee che corrisponde più o meno agli abitanti della sola Lombardia…vede Sig.ra Baldi che se ribaltiamo l’angolo da cui si osservano le cose, questo risultato appare molto meno strabiliante…sopratutto se si considera che quel 40%, alle amministrative è diventato un 20% o poco più….una roba che nemmeno Bersani….
Massimo Scalas
Nemmeno “bellina” di foto.
Chiaramente una figlia della “scuola dell’obbligo”.
Chiaramente una che non si spende per fare pulizia in casa propria.
Chiaramente “il nulla”.
Bimbina, Vannino ti mangia viva.
E fa bene, se questo è l’ex partito comunista.
Condivido anche le virgole di questa lettera aperta scritta da Elena Baldi a Vannino Chiti. Aggiungo che per anni la “ditta” professava disciplina di partito senza nemmeno che organi di partito o gruppi parlamentari si fossero espressi con votazioni democratiche. Adesso che si decide la linea in direzioni e gruppi con maggioranze, si può essere “ribelli”. Insomma, quando la ditta comandava, zitti e buci, adesso che non comanda più, tutto è lecito.
Roberto Bartoli (da fb)
se lo dice wc net c’è da credergli.
In merito alla lettera aperta di Elena Baldi a Vannino Chiti apparsa su LINEEFUTURE.it, vorrei risponderle:
No Elena, questa volta non sono d’accordo con te.
Non ce la faccio a dare la colpa a Vannino e alla minoranza DEM in genere. Un partito si tiene assieme solo se si vuole, tu mi insegni che la democrazia in un partito si completa se c’è mediazione,dialogo anche aspro ma dialogo, quando si mettono all’angolo gli oppositori, sostituendoli nelle commissioni, se non allineati salvo poi in altre occasioni in cui le commissioni decidono di votare in certo modo, poi in aula si fa diversamente , giustificando con caso di coscienza ( vedi Azzollini), non si cerca la pacificazione ma si allarga il solco che divide.
Noi dobbiamo ricordarci che governiamo grazie al programma e al consenso, anche se minimo, che aveva avuto Bersani, con ITALIA BENE COMUNE.
Renzi , governa per grazia ricevuta, ha avuto come dici tu un grande consenso alle Europee, è vero,ma quel consenso non è una legittimazione piena per governare in Italia, pertanto se vuole/vogliamo ricreare un clima disteso,dobbiamo TUTTI, ripartire dal dialogo e non dalle minacce solo così potremmo essere davvero il più grande partito socialista Europeo , cacciando le derive populiste che anche tu sottolinei
Paolo Poli (da fb)
Lettera al Senatore Vannino Chiti – diversa opinione
di Filippo Torrigiani
Gentile Elena,
la tua lettera “aperta” e indirizzata a Vannino Chiti, mi offre un’interessante spunto per esprimere una diversa opinione di merito, relativamente a questioni così importanti per la nostra democrazia.
Il Partito in prima analisi. Sorprende, ad esempio, l’assenza del merito delle questioni: nessuna considerazione sul Paese, sulla direzione da intraprendere, che non può concretizzarsi solo in una perenne rincorsa ai proclami; come fanno gli elettori a comprendere se non si snocciola il merito delle questioni? Il dissenso, a mio avviso, non può essere relegato a semplice colpa. Le ragioni dell’obbedienza, stanno nel dibattito politico interno che oggi, salvo rare eccezioni, e assente per mancanza di confronto. E ancora: nella tua, sottolinei come l’elettorato in generale, sia stanco delle ideologie che non sono premiali. Credo invece che, esempi concreti come le sconfitte elettorali che abbiamo purtroppo subito in Comuni importanti della nostra Regione, ci indichino chiaramente che la strada da seguire è altra: c’è bisogno di un progetto politico progressista e di sinistra. Ad esempio, la continua emorragia di perdita di iscritti al Pd, denota uno scollamento pericoloso tra il gruppo dirigente e il tessuto sociale del Paese; posto che stiamo governando insieme al centro destra di Alfano, nondimeno preoccupa e molto, l’ammiccamento – vero o presunto – verso forze politiche di cui fanno parte personaggi più che chiacchierati come Verdini: la storia insegna che, senza una robusta politica di sinistra, passa la destra. E’ sempre stato così.
Per quanto concerne le Riforme Costituzionali, giova aver presente che, una nuova Legge elettorale che consenta agli elettori di indicare i propri rappresentanti, superando l’attuale stortura, è quanto mai necessaria; certo , ad una stortura, non si può rispondere con una nuova stortura, come ad esempio la proposta di eleggere un Senato semi – elettivo.
E tuttavia, premesso che sulla riforma elettorale in questione, che è materia Costituzionale, non ci devono essere imposizioni: ogni parlamentare, come espressamente sancito dall’art. 68 della Carta risponde alla propria coscienza su queste materie:”I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni” .
Cosa differente è il comportamento che ha tenuto responsabilmente la minoranza Dem su altre riforme (non Costituzionali) quali Jobs Act, la Scuola, i decreti sblocca Italia e il Ddl sulla pubblica amministrazione: nonostante alcune frizioni, questa ha sostenuto con correttezza l’operato del Governo. Soprassedendo pure a provvedimenti autoritari come l’estromissione di un uomo delle Istituzioni dello spessore di Vannino Chiti, dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato.
Vedi Elena, a mio giudizio, i partiti rappresentano, nel senso più alto del termine, un mezzo e non un fine: ed è paradossale che, in un Partito plurale come il nostro, si voglia imporre il “centralismo democratico” che neppure il PCI aveva più, rifiutando il metodo della discussione e del confronto. Anche le parole pronunciate da Giorgio Napolitano, non possono venire prima dell’impianto Costituzionale, come neppure e soprattutto ad esso, possono essere imposte scelte di Governo o di Partito in generale.
Giova infine ricordare cosa sosteneva Don Sturzo nel 57’:
“La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà”
Concordo in gran parte con i sig.ri Poli e Torrigiani e “discordo” alla grande da Bartoli, sono stato per un breve periodo favorevole a Renzi, ma adesso, proprio no! Non sopporto la sua presunzione, arroganza, supponenza! Tutti quelli che avrebbe dovuto rottamare sono ancora al loro posto ed anzi di più, mentre invece sono finite rottamate od emarginate le persone che, semplicemente, gli fanno ombra.
Quanto alla questione del Senato, non ho la conoscenza delle cose necessaria per addentrarmi più di tanto nel merito; ma un concetto deve essere chiaro, al di là dei paraventi verbali (e verbosi) dietro i quali ci si nasconde per evitare di confrontarsi onestamente con chi la pensa in modo diverso (vero, Boschi, Serracchiani, ecc?): che io, come elettore e cittadino, voglio avere il pieno ed indiscutibile diritto di votare per chi pare a me, senza listini bloccati, candidati nominati, ed altre alchimie più o meno disoneste e mistificatrici. Punto! E ci tengo a dire che considero questa una esigenza di democrazia e civiltà tout court, avulsa da qualunque discorso di schieramento e da qualsiasi etichetta strumentale di “destra” o “sinistra” che gli possa venire appiccicata.
Piero Giovannelli Tessera P.D 9722 circolo Pistoia Ovest-
Buona sera Piero…come sempre il suo è un punto di vista che mi fa pensare. Devo dire che purtroppo le preferenze sono state tolte proprio da coloro che oggi si stracciano le vesti tipo Bindi e D’Alema. Per la precisione durante l’epoca dei governi “tecnici” Ciampi-Amato che notoriamente erano appoggiati da lor signori. In ogni caso sia il sistema delle preferenze che quello con le liste bloccate hanno i loro pro e contro. Se è vero che il primo permette di scegliere è anche vero che è soggetto a forti rischi di voto di scambio. Il secondo non permette la scelta che spetterebbe alla classe politica se fosse davvero in grado di proporre i migliori. Si potrebbe tagliare la testa al toro, proponendo un sistema che prevede le liste bloccate precedute dalle primarie fatte però seriamente (stile USA) per determinare poi le liste stesse per le elezioni di Camera e Senato (che io abolirei e basta). Su Bartoli ormai, tranne lui e Conad Baldi siamo tutti d’accordo penso. Ma che si cheti.
Massimo scalas
Caro Massimo,
premesso che, leggendo anche altri commenti su questa ed altre vicende, Lei ha molta più memoria e conoscenza di me su tanti fatti del passato, se rifletto bene concordo in buona parte sulla figura e l’opera dei sig.ri Bindi e D’Alema; (dando comunque il voto peggiore a quest’ultimo, di cui in particolare ricordo la squallida pantomima ai tempi della “bicamerale”, che continuò di fatto a dare il via libera al delinquente di Arcore).
Detto questo e ricordato che, quantomeno per quel che riguarda i guasti peggiori indotti dal voto di scambio, si era creduto di ovviare introducendo la preferenza unica in luogo delle quattro che erano consentite un tempo, aggiungo che, come in tutte le cose della vita (figuriamoci, quindi, in politica!) la perfezione non esiste; in tal caso, continuo a ritenere che la libertà ( comunque sempre relativa) dell’elettore di votare per chi vuole, sia la cosa di gran lunga migliore. In teoria potrebbe andare bene anche il discorso delle primarie, ma bisogna tenere conto che finora la partecipazione alle medesime, in Italia è stata scarsissima (colpa del popolo elettore, si dirà giustamente) e basandosi su queste rischierebbero di emergere candidati anche in questo caso mandati avanti dalle rispettive caste dominanti in seno ai partiti.
Stando così le cose, al di là delle alchimie teoriche, penso alla fine che in questo Paese non si riuscirà mai a trovare niente di sufficientemente buono se continueremo ad avere la classe politica che abbiamo e se noi cittadini elettori non ci decideremo, una volta per tutte, ad uscire dallo stato di indifferenza/apatia che da decenni ormai ci attanaglia, ed a partecipare con un minimo di passione alla vita ed al dibattito politico.
Quanto a Roberto Bartoli, nel confermare il nostro pieno accordo su di lui, aggiungo una cosa: io lo ho conosciuto ed apprezzato al tempo delle primarie a Pistoia contro Bertinelli, e lo ritengo tuttora una persona sveglia ed intelligente. Non riesco però a capacitarmi (sarà senz’altro colpa mia) su come abbia fatto, in poco più di tre anni, a scendere in posizioni così di retrovia. Se dovessi usare una battuta mutuata dal mondo della scuola, direi che è un alunno che potrebbe fare molto di più, con i mezzi che ha. E questo, alla fine, peggiora assai la sua situazione.
Un cordiale saluto,
Piero.
Buon giorno Piero!…bè che dire. Capisco bene le sue ragioni. Idealmente è chiaro che la possibilità di esprimere la preferenza per un candidato è la cosa migliore. Poi purtroppo siamo in Italia e penso che qualsiasi sistema adottassimo ci sarebbe il furbo in grado di piegarlo ai suoi scopi. In ogni caso ha centrato il problema dei problemi: l’indifferenza dei cittadini….un popolo di bamboccioni che si trastullano tutto il giorno con whatsapp, convinti che l’esercizio della democrazia sia un like su facebook. E parlo sopratutto di quelli dai 30 in su (nei ragazzini è scusabile e spesso devo dire per esperienza che sono meglio dei loro genitori). Eppure non occorrono rivoluzionari: basterebbero persone consapevoli, che quando votano, così come avviene nelle democrazie mature, puniscano inesorabilmente chi governa male e premino chi ha fatto bene. Solo così si può selezionare una classe dirigente degna di tale nome. Quanto a Bartoli, non lo conosco di persona, ma se è come dice Lei, significa che ha seri problemi con il suo ego che deve essere di dimensioni spropositate. Comunque può sempre ripigliarsi e chiedere scusa a Simona Laing (lui e tutto il PD pistoiese).
Buona giornata
Massimo Scalas