“PENELOPE”, LA BELLEZZA RITROVATA DOPO IL TUMORE AL SENO

Maria Sciamannini, Sandro Giannessi, Prisca Nisi
Maria Sciamannini, Sandro Giannessi, Prisca Nisi

PISTOIA. Gli uomini non capiscono, perché non possono capire. Soprattutto di fronte al dolore, in particolare quando la diagnosi dice: tumore. Agli uomini basta guarire, il prima possibile. Per le donne, spesso, la guarigione, anche se vitale, è meno importante dell’aspetto e per questo ogni dettaglio estetico, con il gentil sesso, diventa fondamentale.

Lo sanno benissimo Prisca Nisi e Maria Sciamannini, due chirurghe senologhe dell’ospedale San Jacopo di Pistoia che nel tardo pomeriggio hanno organizzato un incontro al Museo Marino Marini di Pistoia, L’aperitivo con Penelope. Tumore alla mammella, la bellezza ritrovata.

“Abbiamo deciso di organizzare questo incontro – racconta una delle due organizzatrici, la chirurga senologa Prisca Nisi – perché i tumori femminili sono purtroppo crescenti, così come la consapevolezza delle donne, dell’essere donna: l’aspetto è sempre più un elemento inscindibile dell’equilibrio delle donne e una donna che ha subìto un intervento al seno, oltre ad essere passata sotto le forche caudine della malattia, è anche e soprattutto angosciata dall’idea di non essere più quella di prima, la stessa”.

E infatti, all’incontro di oggi, oltre che medici, ex pazienti e tante donne sensibili e preoccupate, c’erano anche parrucchiere, estetiste, tatuatori, istruttori di palestre, personaggi che rappresentano quei mestieri che hanno una strettissima correlazione con gli incubi femminili legati al dramma del tumore.

“Alcune donne – aggiunge l’altra chirurga senologa, Maria Sciamannini – pensate, si rifiutano addirittura di sottoporsi alle cure chemioterapiche solo per non vedersi, improvvisamente, senza più capelli, con le sopracciglia non curate e la pelle martoriata. Per questo, da chirurghe, ma soprattutto da donne, ci siamo volute e dovute immedesimare nell’intimità delle nostre pazienti e abbiamo capito, nel corso del tempo, quanto importante, decisivo e fondamentale sia, per le donne affette da queste patologie, riuscire ad accompagnare il decorso della guarigione con la dignità e la leggerezza di non trasfigurare, conservando quell’angolo di bellezza femminile che contraddistingue le donne, tutte le donne. Per questo, all’incontro, hanno aderito parrucchieri, estetisti, tatuatori, che ormai accompagnano, quasi inscindibilmente, la cura dei tumori alle mammelle. Tutto ciò che può aiutare a sentirsi meglio, in questi casi, è un elemento fondamentale anche e soprattutto per la psicologia della guarigione”.

“Un’iniziativa del genere non poteva che nascere dall’idea di una donna – afferma candidamente Sandro Giannessi, primario di chirurgia del San Jacopo, uno dei pochi uomini presenti all’incontro –. A noi uomini, affetti da questa malattia, ma da qualsiasi altra patologia, basta guarire, punto e basta. Senza dare il minimo peso a quello che diventeremo dopo l’intervento, le cure e tutto quello che, spesso, può deteriorare l’aspetto. Le donne, invece, sono profondamente diverse e anche nei confronti del dolore non possono perdere la gentilezza che le contraddistingue. Da sempre”.

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