Tre agenti della Polizia Locale sono intervenuti ieri per far rimuovere messaggi civici esposti su proprietà pubbliche e private. I comitati: «Mai tanta solerzia per altri striscioni. Si teme il dissenso dei cittadini». Annunciato accesso agli atti e possibili segnalazioni alle autorità competenti
MONTALE. Nella mattinata di ieri tre agenti della Polizia Municipale sono intervenuti con tempestività per imporre la rimozione di alcuni striscioni affissi su proprietà pubbliche e private, recanti la scritta: “No Inceneritore – Montale ha già dato per 50 anni”. Un’azione rapida che ha lasciato sbigottiti comitati e gruppi civici, soprattutto alla luce del fatto che, sul territorio comunale, striscioni privati per festeggiamenti di lauree o matrimoni rimangono spesso affissi per settimane lungo le strade pubbliche o in prossimità di incroci pericolosi, senza che venga disposto alcun intervento immediato.
«Di fronte a un messaggio civico a tutela della salute e dell’ambiente, invece, il comando locale è stato mobilitato a tempo di record» denuncia il comitato Noinoncistiamo. «Ci chiediamo se sia davvero questo il compito prioritario dei nostri vigili urbani. In un momento in cui la cittadinanza richiede presenza sul territorio, controlli sulla viabilità e tutela della sicurezza urbana, si impiegano risorse per “ripulire” le strade dalle opinioni dei cittadini».
Secondo quanto riferito anche dal gruppo civico Noi per Montale, la motivazione fornita dagli agenti sarebbe il presunto divieto di esporre striscioni “a contenuto politico”. Una giustificazione che ha immediatamente sollevato dubbi. «Quale contenuto politico sarebbe ravvisabile in una frase che esprime una posizione civica e ambientale?» si legge nella nota. «Siamo di fronte a una scusa formale per nascondere il timore dell’amministrazione Betti nei confronti del dissenso popolare sul raddoppio dell’impianto».

I gruppi civici sottolineano come la rimozione di uno striscione affisso in proprietà privata non trovi alcun fondamento normativo nella motivazione addotta. «Quando un’amministrazione arriva a temere un pezzo di stoffa con una scritta civica e risponde inviando la forza pubblica, significa che ha smarrito ogni contatto con la propria comunità» afferma il comitato.
Noi per Montale annuncia inoltre un accesso agli atti per ottenere copia dell’ordine di servizio che avrebbe disposto l’intervento. «Si tratta di una situazione inaccettabile e antidemocratica, che viola la libertà di parola e di espressione, oltre a essere anticostituzionale. Ancora una volta l’amministrazione Betti dimostra di essere dalla parte sbagliata».
I comitati fanno sapere che, qualora simili modalità operative dovessero ripetersi, saranno presentate segnalazioni alle autorità competenti. Nel frattempo, invitano la cittadinanza a non farsi intimidire: «Continuiamo a manifestare liberamente il nostro dissenso, a far sentire la nostra voce e a riempire balconi e proprietà private di striscioni per dire no all’inceneritore. La libertà di espressione non si rimuove».
La protesta contro il raddoppio dell’impianto, sottolineano, «cresce e si allarga con l’informazione. Nessuno può pensare di fermarla né tantomeno di nasconderla con questi mezzi».


























