patrioti agrumìesi. IL RECUPERO DI VILLA BALDI È POSSIBILE. MA COME E CON QUALI SOLDI?

Gatta ci cova sulla petizione pro “Villa Baldi” di Ferruccia, che potrebbe essere restaurata e valorizzata. C’è forse una cordata di imprenditori dietro o davvero l’operazione sarebbe condotta solo in spirito di salvaguardia e recupero del patrimonio immobiliare del Comune? Ma con quali risorse?

La Villa Baldi in stato di degrado è bene sia recuperata, ma chi pagherà?

AGLIANA. “Villa Baldi è una dimora secolare costruita in diverse epoche: la più bassa che ne diede le sembianze della classica villa Toscana a metà del 1700, circa un secolo dopo, per l’esattezza nel 1860 fu aggiunto un ampliamento che ne diede le attuali sembianze. Al suo interno abbiamo una esplosione di colori, tra affreschi e decorazioni che ricoprono ogni stanza”.

Questo è scritto sulle pagine on line del Comune di Agliana e dunque davvero intrigante è l’articolo della collega Piera Salvi su La Nazione dello scorso 15 Febbraio, nel quale si pubblicizzava un’iniziativa di alcuni cittadini che hanno lanciato una pubblica petizione tesa a recuperare l’importante plesso architettonico, certamente pregevole Ma, c’è un ma!

Massimo Gori, lancia una meritevole sottoscrizione pubblica. Ma c’è qualcuno che la sostiene dietro le quinte?

Alcune informative, ci permettono di proporre alcune perplessità sull’iniziativa a finalità apparentemente cultural/paesaggistico e dubitare (permettetècelo ex art. 21 della Costituzione) sulla genuinità dell’operazione “popolare” che potrebbe avere avuto un retro-impulso da una cordata di immobiliaristi intenzionati al recupero, meglio se con il contributo sostanziale (leggàsi vaìni pubblici) dell’Amministrazione comunale  di Luca Benesperi. Lui, non disdegna le ipotesi di rilancio di una ipotesi di recupero e, infatti, lo conferma nell’intervista con un commento eloquente.

L’iniziativa è lodevole, infatti è promossa dall’Associazione “Cittadinanza attiva” capitanata da Massimo Gori che, in concorso con la famiglia Betti, quale discendente della proprietà che nel 1964 era del filantropo Mario Baldi, ma che non è più proprietaria a oggi;

veduta zenitale dell’area e del parco annesso alla Villa Baldi

alla sua morte, gli eredi vendettero l’intera proprietà al sig. Fiorenzo Magnolfi, il quale sembra aver poi rivenduto negli anni 90 alla famiglia Betti che andrà a rivendere (si dice nei primi anni 2000) a una impresa che aveva visto l’affare con un investimento da circa 1,5 milioni di base, per ottenere, grazie a una concessione edilizia dedicata a un intervento di recupero così straordinario e rilevante, un pregevole complesso d’uso residenziale.

Il progetto era stato paventato dai venditori, ma le concessioni non sono state date e la soc. La Greca è rimasta con il cerino in mano.

Negli anni ‘90, si inizierà infatti a parlare di “rischio idrogeologico” e proprio l’area della Villa è massimamente esposta all’esondazioni dell’Ombrone, come ci ricordano le nostre cronache del 2014.

Questa sarà una pesante ipoteca per il nuovo proprietario, che ha “in mano l’affare” o quel che poteva essere tale, ma che dovrà superare le limitazioni del rischio idraulico di prossimità all’Ombrone.

Luca Benesperi è disponibile a proporre al Consiglio una ipotesi di studio e rilancio dell’importante restauro della Villa Baldi? Con quali soldi?

Bene dunque che il nobile Comitato locale, si adoperi presentando una richiesta al Sindaco di Agliana, alla PresidentA del consiglio comunale Milva Pacini, ad assessori e consiglieri comunali, alla Soprintendenza archeologica Belle arti e Paesaggio, alla delegazione regionale del Fai, per il recupero, ma con quali prerogative di esposizione finanziaria?

Il Comitato, non manca di lanciare sul tavolo la proposta con l’ipotesi di una concessione di volumi a destinazione d’uso pubblica per l’utilizzo di uffici comunali, aree di convegno e affini, in una sorta di prelazione dell’Amministrazione che, chiaramente, dovrebbe intervenire con un investimento atto a recuperare il plesso, oggi in mano alla società La Greca che è impantanata nella sabbie mobili delle restrizioni imposte dalle limitazioni urbanistiche, sempre più stringenti e soffocanti ogni attività edilizia (salvo quelle in grazia delle cordate vicine alla Ciampolini che riescono a costruire anche sotto gli argini della Bure.)

Prospetto di Villa Baldi

E quindi, il sindaco ha chiaro quali sono le insidie speculative sul plesso quando dice alla Piera Salvi che “Fa piacere che si pongano all’attenzione le sorti di un edificio storico, forse il più bello del nostro territorio ed è senz’altro affascinante l’idea di poterne fare un giorno un luogo pubblico di aggregazione”.

Dietro a questa operazione di intervento pubblico, ci sono anche dei ristori diretti a qualche soggetto privato che potrebbe cavalcare l’onda emozionale del Comitato proponente per ottenere delle compensazioni?

n che ruolo sono i referenti dell’operazione Gori/Betti che, secondo nostre informazioni, non hanno più alcun controllo sulla proprietà della bella Villa storica?

Qualcuno pensa alla capienza del fenomeno dei contributi con il P.N.R.R. che potrebbe aprire spazi di investimenti privati ma con un contributo a carico delle pubbliche casse? 

Il sindaco Benesperi sappia che anche a noi piace l’aggregazione e la cultura, ma chi la pagherà? Pantalone?

Alessandro Romiti                                        

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