Il consigliere di Noi per Montale torna a chiedere il ripristino del flusso d’acqua della scultura «Il Sacrificio, una morte per una vita». Dalla risposta del vicesindaco Guazzini nessuna scadenza e nessun progetto. Paperetti: «In questi anni quali passi concreti sono stati fatti per individuare una soluzione? Zero»

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MONTALE. Sono trascorsi diversi anni, ma sulla fontana del monumento «Il Sacrificio, una morte per una vita» di Jorio Vivarelli, collocato nel Parco Pubblico di Fognano, tutto sembra essere rimasto immutato. Nessun intervento programmato, nessuna tempistica per il ripristino, nessuna soluzione tecnica ed economica illustrata alla cittadinanza. Soltanto la generica promessa di intervenire quando saranno reperite le risorse necessarie, accompagnata dalla precisazione che, grazie alle mozioni precedentemente presentate dal professor Paperetti, sono stati ripuliti sia l’affresco “San Francesco e il miracolo della fonte” di Ardengo Soffici sia la tomba di Vivarelli. Ciò è quanto emerge dalla risposta fornita dal vicesindaco e assessore competente Alessio Guazzini all’interpellanza presentata l’8 ottobre dal consigliere comunale Michael Paperetti, del gruppo Noi per Montale.
Una risposta che, secondo il consigliere di opposizione, non chiarisce quali passi siano stati compiuti nell’ultimo anno e non offre alcuna prospettiva concreta per restituire piena funzionalità a un’opera di rilevante valore artistico e identitario per la frazione di Fognano.
La vicenda non è nuova. Già il 23 luglio 2025 il gruppo consiliare Noi per Montale aveva presentato un’interpellanza per richiamare l’attenzione dell’Amministrazione sulla mancata riattivazione della fontana, da anni privata del flusso d’acqua previsto dalla concezione originaria dell’opera. Nella seduta consiliare del 24 settembre 2025, Guazzini aveva ricondotto il problema principalmente all’impossibilità di utilizzare acqua potabile a perdere e agli elevati costi necessari per realizzare un sistema alternativo di ricircolo.
In quella stessa occasione, l’assessore aveva dichiarato che non risultavano programmati interventi di manutenzione o ripristino, prospettando la possibilità di ricontattare la Fondazione Jorio Vivarelli per valutare eventuali soluzioni tecniche. Una disponibilità che, a distanza di circa un anno, non sembra essersi tradotta in un percorso operativo chiaramente definito.
Proprio per verificare gli sviluppi successivi a quell’impegno, Paperetti ha riportato la questione in Consiglio comunale, chiedendo se fossero stati avviati contatti con la Fondazione o con altri soggetti competenti, se fossero state elaborate ipotesi progettuali, se fossero state effettuate valutazioni tecniche ed economiche e se l’Amministrazione intendesse individuare risorse proprie o finanziamenti esterni. Il consigliere ha inoltre domandato se esistesse una reale volontà politica di procedere al ripristino della fontana e, soprattutto, entro quali tempi.
Domande puntuali, alle quali non è seguita una risposta altrettanto puntuale
Nel suo intervento, il vicesindaco Guazzini ha ribadito che «la volontà dell’amministrazione comunale c’è», precisando tuttavia che si interverrà «quando sarà possibile reperire le risorse necessarie». Ha quindi richiamato gli interventi già realizzati sul monumento in piazza Soffici e sulla tomba di Jorio Vivarelli nel cimitero di Fognano, sostenendo che anche per la fontana si auspica di poter procedere nel più breve tempo possibile.
Un richiamo che, tuttavia, non risponde al nodo centrale sollevato dall’interpellanza: che cosa è stato fatto, concretamente, per risolvere il problema della fontana?
Nella risposta dell’assessore non sono stati indicati contatti effettivamente avviati con la Fondazione, progetti predisposti, preventivi acquisiti, costi quantificati, finanziamenti individuati o scadenze, neppure orientative. La dichiarazione di volontà, pur ribadita, rimane così priva di un corrispondente impegno operativo reso noto in sede consiliare.
Guazzini ha inoltre osservato che, dal lato dell’opposizione, sarebbe facile incalzare l’Amministrazione, mentre chi governa deve disporre di tutti gli elementi necessari per realizzare gli interventi. Ma è proprio questo il punto contestato da Paperetti: governare significa anche attivarsi per acquisire quegli elementi, verificare le alternative, stimare i costi e programmare le risorse. Le difficoltà possono essere reali, ma non possono diventare una giustificazione permanente per rinviare ogni decisione.
Paperetti: «In questi anni quali passi concreti sono stati fatti? Zero»
Nella replica, il consigliere di Noi per Montale ha dichiarato la propria insoddisfazione, sottolineando come, a distanza di circa un anno dalla precedente discussione, la situazione sia sostanzialmente identica: nessun intervento previsto e nessuna tempistica.
«Devo dire, però, che anche questa volta, come già avvenuto nella precedente occasione, mi dichiaro insoddisfatto», ha esordito il professor Paperetti, prima di porre la domanda che riassume il senso della sua contestazione: «Ma proprio per questo mi chiedo: in questi anni quali passi concreti sono stati fatti per individuare una soluzione? Zero».
Un’affermazione netta, con la quale il consigliere ha contestato non tanto la necessità di reperire risorse, quanto l’assenza, nella risposta ricevuta, di risultati concreti e di un percorso verificabile verso il ripristino dell’opera.
Paperetti ha riconosciuto esplicitamente che non sarebbe corretto utilizzare acqua potabile a perdere e che un sistema alternativo potrebbe comportare costi. Ha però ribadito che queste difficoltà dovrebbero costituire il punto di partenza per individuare una soluzione, non il motivo per rinunciare preventivamente a cercarla.
«Se il problema è tecnico, occorre affrontarlo e studiare una soluzione tecnica. Se il problema è economico, occorre quantificare il costo dell’intervento e capire quali risorse siano necessarie», ha affermato. «Non possiamo però limitarci a dire che l’intervento costa troppo o che non è prevista una tempistica».
Il consigliere ha quindi richiamato le responsabilità proprie di un’Amministrazione comunale: programmare, pianificare e valutare le diverse possibilità d’intervento, anche attraverso una realizzazione per fasi, la collaborazione con la Fondazione Jorio Vivarelli, il coinvolgimento delle associazioni del territorio o la ricerca di finanziamenti esterni.
«Quello che non possiamo fare, a mio avviso, è arrenderci preventivamente davanti alla difficoltà», ha aggiunto.
«Non è un semplice elemento di arredo urbano»
Al centro della contestazione vi è anche il valore dell’opera, che per Paperetti non può essere ridotto a una questione di manutenzione ordinaria o di decoro pubblico.
La scultura «Il Sacrificio, una morte per una vita» rappresenta un elemento significativo del patrimonio artistico di Fognano e del Comune di Montale. Il flusso d’acqua, ha ricordato il consigliere, non costituisce un accessorio ornamentale, ma una componente integrante della concezione artistica dell’autore.
«Stiamo parlando di un’opera di Jorio Vivarelli, collocata in uno spazio pubblico importante per Fognano. E l’acqua non è un elemento accessorio o puramente ornamentale: è parte integrante dell’opera, del suo significato e della concezione artistica dell’autore», ha dichiarato.
Da qui una considerazione particolarmente incisiva: «Privare permanentemente l’opera del suo flusso d’acqua significa, di fatto, restituire alla cittadinanza un’opera diversa da quella che l’artista aveva concepito».
Secondo Paperetti, il protrarsi di questa situazione richiede pertanto una maggiore attenzione da parte dell’Amministrazione, chiamata a custodire e valorizzare il patrimonio culturale della comunità. Lasciare irrisolta la questione senza indicare un percorso di recupero rischia, a suo giudizio, di trasmettere un messaggio di scarsa sensibilità nei confronti dei beni artistici del territorio e delle richieste dei cittadini.
La proposta: un sistema di ricircolo a circuito chiuso
Nel corso della replica, Paperetti ha indicato anche una possibile strada da approfondire per superare l’obiezione relativa all’utilizzo dell’acqua potabile e ai costi di gestione: la valutazione di un sistema di ricircolo a circuito chiuso.
L’ipotesi prospettata prevede una vasca di raccolta, una pompa e un sistema di filtrazione che consentano all’acqua di essere recuperata e reimmessa continuamente nell’impianto, evitando di ricorrere a un’alimentazione a perdere. Si tratta, naturalmente, di una proposta da sottoporre alle necessarie verifiche tecniche, ma che dimostra, a parere del consigliere, la necessità di esplorare alternative prima di considerare il problema sostanzialmente insolubile.
«Nessuno chiede di spendere risorse senza criterio», ha precisato Paperetti. «Chiediamo che il problema venga affrontato, valutando tutte le opzioni».
È questa la distinzione che il gruppo Noi per Montale intende porre al centro del dibattito: non la pretesa di realizzare un’opera senza considerare i vincoli economici, bensì la richiesta che l’Amministrazione compia gli accertamenti necessari, individui le opzioni percorribili e renda conto del lavoro svolto.
«Alle promesse di future valutazioni non ci crede più nessuno, neppure il vicesindaco»
La conclusione di Paperetti è stata altrettanto esplicita. Il consigliere ha preso atto delle dichiarazioni del vicesindaco, contestando però la distanza tra la volontà genericamente annunciata e gli impegni effettivamente assunti.
«Per questo, più che una semplice disponibilità a ricontattare la Fondazione, opzione per altro neppure avanzata dalla giunta, mi sarei aspettato oggi un impegno vero», ha dichiarato, aggiungendo che, dagli intendimenti espressi dall’assessore, non emergono «alcuna iniziativa tangibile e, soprattutto, alcuna prospettiva certa per la restituzione alla comunità di un’opera che da troppo tempo attende di essere pienamente valorizzata».
Una replica che riporta la questione al suo punto essenziale: non basta dichiarare di voler intervenire quando le risorse saranno disponibili, se nel frattempo non viene indicato quali verifiche siano state compiute, quali soluzioni siano state esaminate e quali passi si intendano intraprendere.
La domanda politica, dunque, resta aperta: quanto tempo dovrà ancora trascorrere prima che alla disponibilità dichiarata corrisponda un progetto concreto?
Per Paperetti, la tutela del patrimonio artistico non può esaurirsi in una successione di rassicurazioni prive di scadenze e la comunità di Fognano, dopo anni di attesa e una nuova discussione consiliare senza risultati operativi illustrati, merita risposte.
La conclusione del consigliere sintetizza il senso della sua contestazione: «Alle promesse di future valutazioni non ci crede più nessuno, neppure l’assessore stesso».
[noi per montale]


























