PISTOIA. L’intervento di un lettore riguardante la giornata dedicata alla famiglia.
Che il Family day abbia raccolto a Roma due milioni di persone (come sostenuto dagli organizzatori) o un numero realisticamente inferiore, poco importa.
La giornata di sabato scorso è stata importante perché ha ribadito dei concetti sostenuti dalla maggioranza degli italiani: la contrarietà alla creazione di una seconda tipologia di famiglia sovrapponibile a quella detta naturale, alla maternità surrogata e alla genitorialità come diritto e non come eventuale possibilità.
I fautori dell’omosessualità, della teoria gender, i negazionisti dell’esistenza di due sessi diversi, insomma coloro che si definiscono “la società civile” danno due spiegazioni a quest’orientamento maggioritario: per metà è dovuto alla Chiesa che influenza il dibattito politico, per metà è dovuto alla rozzezza di questi italiani omofobi e fanatici.
La prima spiegazione è in parte vera e, mi spiace per loro, non è evitabile. Mi pare comunque che Papa Francesco abbia espresso concetti nuovi, sicuramente più cari alla società civile progressista che ai rozzi conservatori.
Il secondo motivo che lor signori ci concedono è invece vecchio come il mondo, e si rifà alla tradizione della peggior sinistra per la quale o la pensi come loro o sei un idiota.
Il problema è che al Family day hanno partecipato anche diversi esponenti cattolici del Pd, e non credo loro accetteranno tali insulti di buon grado. È evidente ci sia una falla in questa ricostruzione e spiegazione dei fatti.
La realtà è diversa, e poco ha a che fare con le tanto sbandierate unioni civili contro cui nessuno ha manifestato: in Italia esiste ancora un fronte coeso contrario ai fenomeni che i progressisti presentano come inevitabili, inarrestabili, e che finirebbero per disintegrare la società italiana e, permettetemi, per estensione l’intera società occidentale.
I due fenomeni di cui parlo sono l’omosessualità (non più orientamento sessuale ma partito, lobby, intoccabile perché portatrice di interessi superiori per definizione) e l’immigrazione di massa (che non può esser messa in discussione perché evento epico che possiamo solo subire e non regolamentare).
Dunque da una parte vengono distrutte le fondamenta della nostra società, ovvero la famiglia tradizionale: società semplice preesistente allo Stato grazie ai cui figli è garantita la sopravvivenza di un popolo.
Dall’altra avviene una progressiva sostituzione della nostra cultura (valori e tradizioni) con quella di chi arriva qui come ospite, ma si comporta da padrone di casa. Ebbene, vista la crisi economica e valoriale che imperversa nel continente, questo progetto suicida potrebbe facilmente compiersi.
Sabato a Roma un folto gruppo di italiani ha battuto i pugni sul tavolo contrapponendosi a tutto questo. Se Renzi rappresenta veramente la politica nuova non potrà non ascoltare questo grido di protesta.
Lorenzo Zuppini





























Buona sera Lorenzo, a volte mi capita di non essere d’accordo con Lei e questa è una di quelle. Infatti Lei come altri, finge di non sapere che la legge sulle unioni civili, non è stata pensata per gli omosessuali in quanto tali, ma è una legge che riguarda le coppie di fatto. Cioè quella stragrande maggioranza di coppie non sposate eterosessuali. Tale legge ove fosse approvata, prende atto di una realtà che vede le coppie di fatto essere ormai più delle coppie sposate (non lo dico io ma l’ISTAT). Quindi, cosa vogliamo fare? Se una famiglia su due è fatta di persone non sposate, vogliamo continuare a chiudere gli occhi e a negare loro i diritti che sono o dovrebbero essere garantiti costituzionalmente? Non siamo forse tutti uguali davanti alla Costituzione? Se uno paga le tasse perchè mai non dovrebbe vedere riconosciuto questo diritto alla pari dignità?
Le ricordo poi che siamo stati condannati dalla Corte di Giustizia Europea per questa mancanza che fa del nostro, l’unico Stato dell’Unione a non avere regolato la materia per legge.
Altra considerazione: mi sembra che in questa nazione si faccia molta confusione tra Chiesa e Stato: il nostro è uno stato laico e chi governa deve pensare a tutti i cittadini e non a una sola parte. Inoltre a giudicare dalle chiese vuote vorrei capire tutto stò rigurgito di fede quanto è sentitto e quanto è di facciata. In ogni caso è amaro constatare che la nostra comunità procede sempre non per aggregazione, per avanzamento dei diritti di tutti, ma per divisione, negando i diritti agli altri. Questo è il modo con cui veniamo governati da sempre. hanno fatto di noi un greggie di pecore nere, bianche, gialle, viola: le une contro le altre armate. E chi governa naturalmente ne è felice.
PS. anche sull’immigrazione un approccio meno semplicistico non guasterebbe, soppesare i pro e i contro anche non sarebbe male.
Buona serata
scusate…”ma è una legge che riguarda le coppie di fatto. Cioè quella stragrande maggioranza di coppie non sposate eterosessuali”…e anche omosessuali ovviamente…