everything I see. QUANTI “BEGOLARDI” SULLA FACCIA DELLA TERRA CHE IL SOSTITUTO CURRELI VUOLE “APERTA” DISOBBEDENDO ALLE LEGGI DELLO STATO E SENZA CHE NESSUNO GLI TIRI LE ORECCHIE!

Chi è che viola la legge se non la procura conculcatrice delle libertà costituzionali, da un lato (Linea Libera); e favoreggiatrice delle ipotesi concrete di reati di vario genere e natura dall’altro (Vicofaro-rifugiati)?


Non sarebbe il caso di smetterla di giocare con «i numeri in colore»?


È QUESTA LA DOMANDA DI STAMANI:

CHI ‘CRIMINA’ DI PIÙ IO O BIANCALANI?

E PER SQUARCIARE PIÙ SERRATI VELI:

SON IO ’L CRIMINATOR O INVER CURRELI?


 

Nei prossimi giorni vedremo quanto è vero il motto ciceroniano «summum ius, summa iniuria»

 

Oggi è il famoso the day after della decisione dell’illuminata Corte di Cassazione, chiamata a decidere sul ricorso della sostituta Chiara Contesini, invelenita nei miei confronti, anche se non ho fatto niente né a lei né ad altri e ho solo scritto everything I see.

Magari qualche giorno ancora ci vorrà per sapere l’esito della prognosi: se io sono o no un anarchico, disobbediente, controcorrente, irriverente, un po’ demente: ma non deficiente.

Poi vedremo, per tabulas, come dicono i penalisti (rectius, per Pistoia, pen[e]alisti: o tremanti sostenitori della correttezza della procura in relazione all’uso perfetto dell’art. 358 cpp; vedi la Camera Penale al bacio della pantofola di Coletta e non solo…).

Oggi l’analogia – fondamentale in logica scientifico-matematica, che non è il forte degli uffici del terzo piano, dove l’aritmetica si esercita (e ben si vede) coi famosi “numeri in colore”) – mi spinge a chiedere a tutti uno sforzo, ma minimo minimo, delle celluline grigie di Poirot.

Seguìtemi che… vi meno per mano, step by step.

PRIMO PASSO

Che don Biancalani (che io, come sapete, non condanno perché segue le sue pulsioni di “pazzo idealista”) violi le leggi, è di solare evidenza, come scriveva, temporibus illis, Fabrizio Amato, ex presidente del Tribunale di Pistoia e, ancor prima, pretore del lavoro.

La verità sta nelle cose tesse: 1. ha trasformato una chiesa in un ostello; 2. quell’ostello, come tuti gli ostelli, è lurido; 3. quel lurido, come tutte le luridità, richiama topi, scarafoni e quant’altro; 4. in quell’ostello, stando a everything I see, si spaccerebbe e ci si drogherebbe (una foto di giovane donna che si buca, la abbiamo anche pubblicata); 5. chi dice male di Vicofaro è razzi-fascista; 6. la Regione di Rossi, l’Usl e il Papa aiutano e spronano il diligente don Massimo, anche se il Tomasi (che non si sbilancia più di tanto) gli appioppa multe regolarmente mai pagate.

Dulcis in fundo – e me ne catafotto di chi non ci crede perché non vede – certi ospiti sono stati un pericolo, anche sanitario, per la popolazione. Certo per le ragazze giovani della Scampia di Pistoia-Vicofaro. Perché i neri – caro procura di Coletta – molestano: che vogliate o no.

SECONDO PASSO

La legge ascolta e rispionde? A noi non risulta proprio…

Fermo restando che l’articolo 3 della Costituzione stabilisce il principio di uguaglianza per tutti, giudici inclusi ovviamente, leggo, nel seguente art. 54 che «Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi».

Ma leggo anche, subito dopo, che «I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge».

Ecco inquadrati magistrati, pubblica amministrazione e i politici (oltre che i militari) come i sindaci che giurano nelle mani del prefetto/a. Che ridere, però!

La procura è tenuta a sottostare alla legge (Costituzione, art. 117): «I giudici sono soggetti soltanto alla legge. I magistrati del pubblico ministero sono indipendenti da ogni potere e godono delle garanzie stabilite nei loro riguardi dalle norme sull’ordinamento giudiziario».

Ma se andiamo a controllare – com’è diritto del popolo sovrano e datore di lavoro – il comportamento di tutta la procura, vediamo: 1. Coletta viola la legge sulla trasparenza negando atti dovuti ai cittadini; 2. Coletta non cede alle «prossimità sociali», ma ha sulle spalle un macigno come l’accusa di aver favorito la sorella di un suo ex superiore fiorentino, la dottoressa Lucia Turco; 3. Coletta pure a conoscenza delle incompatibilità di Curreli nel suo coniugio, non solo da alcova ma pure da tribunale, tace ed è pertanto correo in questo suo difetto di controllo; 4. Curreli lavora per l’immigrazione clandestina con Terra Aperta, e opera contro la legge che dovrebbe rispettare per essere degno e in linea con l’articolo 54 della Costituzione, ma è protetto; 5 Curreli adopera la sua posta elettronica istituzionale per farsi gli affari suoi con gli scout-Agesci, ma Coletta tollera che il duo De Gaudio-Serranti perseguiti il comandante Lara Turelli per peculato, mentre tralascia di prendere provvedimenti nei confronti di Curreli per la medesima ipotesi di reato; etc. etc. etc.

Tutta Pistoia lo sa, tutta Pistoia tollera. Una… vera casa di tolleranza.

TERZO PASSO

La presidente dell’ordine degli avvocati di Pistoia ci consentirà di poter essere scriminati in virtù della Costituzione, visto che Claudio Curreli, Patrizia Martucci, Giuseppe Grieco, Luca Gaspari si inventano anche il reato inesistente di stalking giornalistico? O, in ossequio delle «autorità costituite», si sentirà offesa dalle nostre opinioni…?

La Costituzione costò, concretamente, lacrime e sangue, ma è la legge più violata dai Signori degli anelli, dalle procure d’Italia, dai giudici e da tutti gli antifascisti antirazzisti dell’universo mondo. Ciò un po’mi schifa, scusate…

L’articolo 21 della Costituzione recita: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
«La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
«Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili»…

Domanda al muto Coletta: infrange la legge, in maniera più chiara, don Massimo Biancalani oppure un pericolosissimo stalker come me, che ha chiesto al Pm di riportare l’ordine sul Montalbano disordinato dagli uffici sghembi, orbi, sordi e muti del Comune di Quarrata (fors’anche protezionisticamente mafiosi)? Dinanzi a questo, solo il silenzio. E 104 giorni di arresti domiciliari ad mentulam canis!

No. Coletta ha lasciato scorrazzare in lungo e in largo un Curreli che, fra le altre cose, ha violato costantemente (se lo fanno tutti i Pm e sostituti è ragione di legittimazione e di legalità per prassi?) l’art. 358 ccp; e ha favorito l’istinto accusatorio-colpevolista del suo sostituto (non senza macchia), che sembra obnubilato e incapace di astenersi dal desiderio incontenibile di perseguitare i «disegni criminosi» degli altri, assolvendo, nel contempo, con grande facilità se stesso. E mi chiedo (e gli ho chiesto) perché: ma non ho mai avuto risposta. È il silenzio di Dio?

QUARTO PASSO E CONCLUSIONE

Cosa farà Coletta, con due pilastri cotali della giustizia Pistoiese al suo fianco, i sostituti Curreli e Contesini, accaniti contro il Leviatano Linea Libera?

Li rimetterà, domani, in corsa a chiedere a qualche timoroso Gip, l’emanazione di un decreto di sequestro per Linea Libera al fine di conculcare la libertà di espressione, critica, cronaca, commento, satira, denuncia di re nudi che vanno in giro liberi e provocano il 26% di errori nel confezionamento delle loro persecuzioni contro la gente in nome di «disegni criminosi» fra i quali i primi sono proprio quelli dei sostituti che a forza di copia-incolla si rendono, oltre che ridicoli, colpevoli di reati nei confronti dell’umanità? Perché ammazzare la libertà di espressione e di informazione non è, in buona sostanza, un reato da Corte di Norimberga?

  1. Nessuno risponde mai a nessuno. E la chiamano amministrazione giudiziaria: sì, a chlometro zero!

    Che cosa ha di illegale e clandestino Linea Libera? Non ha il diritto, per legge, di non essere registrata come le testate periodiche con meno di 100 mila € di giro di affari e che non hanno mai avuto sovvenzioni statali o pubbliche?

  2. Quale disposizione penale ha violato il suo direttore (io, per la cronaca) se l’art. 348 cp prevede la pena solo in assenza di «una speciale abilitazione dello Stato», che peraltro possiede (superato esame da giornalista professionista nel novembre 1995)? È colpevole solo di aver chiesto la disiscrizione dall’albo dei giornalisti per non voler stare in un ordine a insopportabile gestione personalistica come potrà essere documentato in aula, anche se Coletta e la procura pistoiese rifiutano i documenti ufficiali che non tornano loro comodi?
  3. Procura e presidente del Tribunale Barbarisi, hanno svolto indagini sulle dichiarazioni allucinate dei presidenti dell’Ordine Giornalisti Toscana, Carlo Bartoli e Giampaolo Marchini, prima di avere agito a mosca cieca? Credo proprio di no.
Spesso si ha l’impressione che in procura facciano i calcoli delle indagini con i «numeri in colore»

 

Dunque, sic stantibus rebus (espressione che piace a mio cugino), chi è che viola la legge se non la procura conculcatrice delle libertà costituzionali, da un lato (Linea Libera); e favoreggiatrice delle ipotesi concrete di reati di vario genere e natura dall’altro (Vicofaro-rifugiati)?

E se questo mio intervento – come logico – è inoppugnabile: è giusto o no chiedersi se viviamo in una repubblica democratica fondata sul lavoro e sotto la sovranità del popolo; oppure in una dittatura democratica di Pm e sostituti sostenuta da giudici penali che si chinano alle bislaccherie delle indagini con scarti di lavorazione che – come asserisce Coletta stesso – variano dal 40% in media in Italia, al 26%, da lui certificato, su Pistoia?

Che ne dicono don Manone Bardelli di Tvl-Canto al Balì e la Camera Penale pistoiese, prona ed ossequiosa «détournement de pouvoir»?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]