Dopo furti e danneggiamenti, l’allarme lanciato durante la Messa. Distrutte le candeline votive davanti all’altare della Madonna. Rischia di essere chiuso uno dei luoghi simbolo del centro storico di Pistoia

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PISTOIA. [a.b.] Un gesto che ha suscitato indignazione e amarezza tra i fedeli e che potrebbe avere conseguenze pesanti per l’intera comunità. Durante la celebrazione odierna, il parroco della chiesa di San Francesco, padre Maurizio Vismara, ha informato i presenti dei ripetuti episodi di vandalismo e microcriminalità che stanno interessando l’edificio religioso di piazza San Francesco.
Non si tratta soltanto delle ormai ricorrenti sottrazioni di denaro dalle cassette delle elemosine o dei lumini lasciati dai fedeli in attesa di essere accesi. Negli ultimi giorni, infatti, si è verificato un episodio particolarmente grave: qualcuno ha svitato tutte le candeline elettriche collocate davanti all’altarino della Madonna per poi distruggerle, frantumandole sul pavimento della chiesa e persino sul sagrato.
Un atto che va ben oltre il semplice danno materiale e che colpisce un luogo di raccoglimento e spiritualità frequentato ogni giorno da cittadini e visitatori.
Di fronte al ripetersi di simili comportamenti, il parroco ha prospettato una misura estrema: la chiusura della chiesa al di fuori delle celebrazioni religiose, con apertura limitata alle funzioni liturgiche. Una decisione che, se confermata, priverebbe molti fedeli della possibilità di entrare in chiesa per una preghiera, un momento di silenzio o di riflessione personale durante la giornata.
La questione riguarda però anche l’immagine della città. La chiesa di San Francesco rappresenta infatti uno dei principali punti di accesso al patrimonio artistico e religioso pistoiese. Non è raro vedere gruppi organizzati e comitive di turisti scendere dai pullman proprio in piazza San Francesco e fare del complesso monumentale la prima tappa della loro visita nel centro storico.
L’episodio solleva inoltre interrogativi che vanno oltre il singolo atto vandalico. Se, come riferito dal parroco, i responsabili sarebbero alcuni giovani, resta da comprendere quali siano le ragioni di un comportamento apparentemente privo di motivazioni economiche. In un contesto segnato da difficoltà sociali e disagio giovanile, la distruzione gratuita di oggetti destinati alla devozione religiosa appare come un segnale preoccupante che interroga famiglie, scuola, istituzioni e comunità.
Sui social, dopo il racconto dell’accaduto, non sono mancati i commenti di sconcerto. «Non ho parole», scrive una cittadina, mentre altri si interrogano sulla possibilità che telecamere presenti nella zona possano aiutare a identificare gli autori del gesto.
Resta ora l’amarezza per un episodio che colpisce non soltanto un edificio storico ma un luogo che da secoli rappresenta un punto di riferimento spirituale, culturale e artistico per la città di Pistoia.
E che oggi rischia di pagare il prezzo dell’inciviltà di pochi a danno di un’intera comunità.



























