inceneritore. IL COMITATO IONONCISTO ATTACCA IL PD: «CHIEDE SUI GIORNALI CIÒ CHE DOVREBBE GARANTIRE IN COMUNE»


Dopo l’intervento del Pd di Montale sulla consultazione popolare relativa al nuovo piano Ato, il Comitato IoNonCisto replica duramente. Sotto accusa i tempi della consultazione, il ruolo della maggioranza e la richiesta di partecipazione rivolta all’amministrazione sostenuta dallo stesso partito


Così La Nazione

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MONTALE. Si inasprisce il confronto politico e civico attorno al futuro dell’inceneritore di Montale e alla prevista consultazione popolare sul piano ottimizzato di Ato Toscana Centro. Dopo la presa di posizione del Partito Democratico, pubblicata su La Nazione, arriva la dura replica del Comitato IoNonCisto, che accusa il partito di assumere una posizione contraddittoria tra le dichiarazioni pubbliche e l’azione amministrativa.

Nel suo intervento il Pd aveva ribadito la necessità che la consultazione sia «vera ed effettiva» e aperta a tutti i cittadini, chiedendo inoltre che il voto del Comune in sede Ato resti sospeso fino all’esito della consultazione stessa. Una posizione che, secondo il Comitato, solleva più di una perplessità.

«Chi non vorrebbe una consultazione aperta a tutti?», si chiedono gli attivisti, ritenendo scontato che una consultazione popolare debba essere accessibile all’intera cittadinanza. Per IoNonCisto, tuttavia, il punto centrale non sarebbe questo, bensì quello delle tempistiche. Il Comitato richiama infatti quanto emerso nelle commissioni consiliari, sostenendo che i tempi prospettati per la consultazione rischierebbero di collocarne l’esito oltre il momento in cui Ato sarà chiamata ad assumere decisioni rilevanti sul piano.

Ma la critica più aspra riguarda il rapporto tra il Pd locale e l’amministrazione comunale. «Che credibilità può avere oggi il Pd di Montale che si rivolge ai giornali per chiedere al proprio sindaco e alla propria giunta di dare la parola ai cittadini?», affermano dal Comitato, evidenziando come il partito sostenga l’attuale maggioranza.

Secondo IoNonCisto, il Pd non potrebbe chiamarsi fuori dalle responsabilità politiche maturate negli ultimi mesi. Gli attivisti ricordano infatti il voto favorevole espresso dal sindaco in sede Ato e accusano il partito di aver sostenuto le scelte che hanno portato all’approvazione del piano d’ambito. Da qui lo slogan polemico lanciato dal Comitato: «Inceneritoristi in consiglio comunale e antinceneritoristi sui giornali».

La replica investe anche un altro passaggio dell’intervento democratico, quello in cui il Pd si domanda perché il piano Ato non abbia tenuto conto degli impegni assunti in passato per la chiusura del termovalorizzatore. Una domanda che, per IoNonCisto, dovrebbe essere rivolta agli stessi soggetti politici che hanno sostenuto e approvato il percorso oggi contestato.

Infine il Comitato guarda con sospetto al richiamo del Pd alla necessità di riportare il confronto «nella dialettica politica». Un’espressione interpretata come il tentativo di ricondurre una decisione di grande impatto ambientale e territoriale esclusivamente all’interno delle sedi istituzionali. Al contrario, sostengono gli attivisti, la questione richiede il massimo coinvolgimento della popolazione.

Per questo IoNonCisto rilancia l’appello alla partecipazione in vista del prossimo consiglio comunale del 18 settembre, considerato un passaggio decisivo per comprendere quali forze politiche sosterranno concretamente la richiesta di referendum e quali, invece, sceglieranno strade diverse.

Una vicenda che continua dunque ad alimentare il dibattito pubblico a Montale, dove il tema dell’inceneritore si conferma uno degli argomenti più divisivi e sentiti dalla comunità locale.