Noi di Linea Libera siamo stati messi e tenuti a forza dinanzi a un vero e proprio plotone di esecuzione, grazie alla fedeltà idolatrica alla Costituzione del gruppo dei “più migliori” che hanno fatto la propaganda per il NO-Nordio

OR METTIAMO A TUTTA GOGNA
CHI DE’ DUE MEN SI VERGOGNA!

RICORDO ancora, con lucida chiarezza, la spudorata domanda che fu rivolta a Alessandro Romiti (imputato di mille reati) in aula Signorelli, mentre alla guida del bus c’era il plasmabile giudice Luca Gaspari.
Gli fu chiesto senza alcun ritegno – riferisco in sintesi – “perché non si vergognasse di seguirmi sulla perigliosa strada della diffamazione aggravata e dello stalking giornalistico”, reato, fra l’altro, inesistente nel nostro ordinamento, ma patrocinato con colpevole ostinazione dai terzi-imparziali-indipendenti magistrati della procura pistòjca e, successivamente, da alcuni, criticabilissimi, giudici penali.
Allo stesso modo – cioè con estrema chiarezza – rammento la risposta sdegnata del Romiti: giocata, però, sul filo dell’ironia e della sàtira, in tutto degna di una commedia di Plauto:
«Mah… vede… Io non mi drogo, non ho l’amante e quindi ho tempo libero per questa mia attività…».
Se vi pare un modo rispettoso di parlare a un cittadino, significa solo una cosa, cari lettori: che siete spudorati allo stesso livello di molti magistrati che il Csm e l’Anm ci hanno rivogato “in punizione a Pistoja” dopo che, forse, potevano aver fatto qualcosa di estremamente sconveniente al pari della storia Curreli-Padre Fedele Bisceglia.
Noi di Linea Libera siamo stati messi e tenuti a forza dinanzi a un vero e proprio plotone di esecuzione, grazie alla fedeltà idolatrica alla Costituzione del gruppo dei “più migliori” che hanno fatto la propaganda per il NO contro Nordio.

Ed eravamo, bontà loro, colpevoli a prescindere, nell’ottica del “sigfridismo senza vergogna” e secondo i metodi illustrati da Daniela Poggi con il suo «in tv ho capito che la giustizia tutela i potenti»; dove per potenti vanno intesi e compresi anche i ruffiani di stato che credono, obbediscono e combattono a favore delle «autorità costituite» in quanto «prossimità sociali» del potere giudiziario.
Non si vergognava, il Romiti, a seguire il Bianchini? Pensateci bene, sciocchi! Cosa avrebbe fatto, questo Bianchini-qui che sta scrivendo, per dover far vergognare il Romiti nella sua decisione di dedicarsi a scoprire i nervi della corruzione del sistema, particolarmente estesa in questa infima provinciuòla?
I fatti, alla fine, parlano da soli:
- In vita sua il Bianchini si era mai drogato? No.
- In vita sua il Bianchini era mai finito sotto inchiesta, nonostante 55 anni di giornalismo e con ben 43 mesi di responsabilità della pagina del Tirreno dedicata alla Piana Pistoiese: Quarrata-Montale-Agliana? No.
- In vita sua il Bianchini, fino ad allora, aveva mai ricevuto querele per diffamazione aggravata? Sì: una. Da parte di Luigi Egidio Bardelli, amico stretto di Curreli, fra l’altro. Ma il giudice Luca Gaspari (dopo il 2020 agli ordini di Herr Claudius & C.) lo aveva assolto con formula piena perché scrivere della santità dell’ex-Aias non costituiva reato.
- In vita sua, in buona sostanza, il Bianchini aveva mai riportato condanne per diffamazione stalking? No.
Esaminati tutti questi fatti, perché Alessandro Romiti avrebbe dovuto vergognarsi di star dietro al pericolosissimo Bianchini, non emulo di Satana, ma addirittura Satana stesso in persona?
Chiedetevelo, interrogatevi e rispondetevi. E, magari, vergognatevi, pistojani tutti che avete votato NO anti-Nordio così caro al Curreli.
Ieri, 25 agosto, il Romiti, che non si vergogna di venirmi dietro, mi ha inviato un richiamo (firmato da una, per me ignota ma sensata, Dalila Di Dio) sulla sfiancante storia di Sigfrido Ranucci, un giornalista osannato dalla sinistra (magistratura compresa) nonostante i suoi molti “buchi neri” e lati oscuri.
E voi non siete che il famoso arnese del Marchese Del Grillo
Vi richiamo a questa vicenda solo perché mostra che “in tv si capisce che la giustizia tutela i potenti”…

Le querele contro Sigfrido si archiviano sempre, dice la Di Dio. Come sempre sono state archiviate le nostre segnalazioni a carico dei nostri persecutori con in prima fila i magistrati del NO. Siano andate, queste segnalazioni, a Roma (Csm, Cassazione, Anm) o a Genova-procura. Tutte mandate al riciclo della carta per creare quattro veli da cesso. Perché noi di Linea Libera non siamo Sigfrido.
Eppure non abbiamo mai fatto arrestare nessun innocente come Padre Fedele; non siamo mai ricorsi a uteri in affitto; non abbiamo mai ottenuto la residenza in una casa senza porte e senza finestre; non abbiamo mai fatto cancellare nessuna figlia d’altri dalle liste dell’asilo per ficcare la nostra al suo posto; non abbiamo mai detto a nessun Gatto di arrestare la gente, negando, il giorno successivo, di averlo fatto; non abbiamo mai favorito – come il Dell’Anno – il commendator Mauro Gualtierotti, crestajolo di rimborsi-benzina della Comunità Montana; non abbiamo mai salvato il culo a segretari comunali corrotti, a sindaci e assessori mariuoli, ad abusivisti favoreggiati come il quarratino Simone Niccolai, agli inquinatori del Cis con 7 anni di inerzia investigativa, a autori di firme false o altro.
Allora? Qual sarebbe stata la nostra colpa? Solo quella di aver detto la verità su protetti come il Perrozzi o l’usurpa-posti pubblici quale il Nesti…?
Ma se le cose stanno in questi termini, chi è che deve vergognarsi di più?
| Il satanico Bianchini | oppure… “Rocco e i suoi fratelli”? |
Si accettano scommesse
Edoardo Bianchini
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checché ne dicano i magistrati della città di Vanni Fucci




























