LA FACCIA TOSTA DEGLI ANTIFASCISTI CHE PRENDONO A PUGNI LE PERSONE E ARRESTANO LE IDEE

Le “idee” che la legge Fiano vuole arrestare

PISTOIA. La legge Fiano, inutile e faziosa secondo opinionisti non di parte, che criminalizza un’opinione, ha fatto ribollire il sangue nelle vene di certa parte di questo Paese, facendo sentire i suddetti esagitati in diritto di (ri)creare un Piazzale Loreto dove appendere tutti coloro siano in odore di idee non conformi.

Il rosso presidente Rossi ha colto la palla al balzo e si è scatenato su Facebook scrivendo post in cui mette a nudo tutto il suo odio politico, quel rancore che fino ad oggi era stato tenuto a bada dall’assenza di una legge liberticida a senso unico: la legge Fiano dunque, la quale prevede fino a due anni di carcere per la propaganda di immagini o contenuti propri del partito fascista o nazionalsocialista tedesco, comprendendo anche l’utilizzo delle gestualità proprie di questi regimi.

Il 19 settembre il presidente della Toscana pubblica su Facebook un articolo del Fatto Quotidiano riguardante un fatto avvenuto a Siattle: un suprematista bianco, con svastica al braccio, viene steso da un pugno sferratogli da un uomo di colore. Inutile specificare in quale modo Enrico Rossi abbia commentato l’accaduto: simile ad un tifoso dopo il gol segnato dalla propria squadra durante un derby.

C’è bisogno di una bella faccia tosta per dare del pericoloso aizzatore di folle a Salvini ogni qualvolta si dica critico all’immigrazione clandestina di massa e, contemporaneamente, usando due pesi e due misure, si inciti alla violenza contro persone che stanno esprimendo idee semplicemente diverse dalle tue. Perché negli Stati Uniti è lecito sbandierare qualsiasi ideologia, anche se consiste nel girare con la svastica al braccio.

Qua in Italia, al contrario, un drappello di imbonitori tenta di sovvertire l’ordine nazionale creando leggi abominevoli con l’unico fine di scuotere gli animi, di recuperare consensi dopo anni di governi da barzelletta con risultati che han fatto ridere. A fronte di un Renzi che, brancolando nel buio si definiva di sinistra ma voleva eliminare l’articolo 18, i Fiano tentano di recuperare terreno facendo leva sulla retorica antifascista che sta facendo morire di noia gli ultimi partigiani rimasti. Questo per far capire quanto le tanto vituperate idee siano ancora fondamentali, e quanto sia ovvio che l’elettorato di sinistra si aspetti dal Partito democratico delle scelte di sinistra.

E, appunto, la base culturale di questa sinistra è fondamentalmente illiberale e antifascista solo perché

Destinazione per le idee non conformi: Piazzale Loreto o galera

comunista, e non perché antitotalitaria. È la stessa sinistra che non vuole una targa in memoria di Giuseppina Ghersi, che odia il revisionismo storico di Giampaolo Pansa perché ha portato alla luce la vera natura della Resistenza, che annichilisce chi eroicamente combatte il politicamente corretto e che, oggi, vuole la galera per chi non nega di avere idee forti, forse deprecabili ma difendibili in quanto tali.

Il nostro presidente di regione, dopo aver istituito un organismo di vigilanza contro i nuovi fascismi, incoraggia il popolino alla reazione violenta contro chi ha la svastica al braccio, rispondendo su Facebook che “anche mio nonno Gigi e suo fratello Cesare in pieno regime fascista stesero con un cazzoto un repubblichino al bar dalla Gina a Cascine di Buti. Avevano ragione da vendere e fecero proprio bene”. Dunque siamo già passati, dal nazista suprematista, al fascista. Domani, chissà, arriveremo al leghista, in un vortice di violenze che schiaccerà chiunque osi alzare il dito per esprimere un’opinione contraria.

Degli insegnamenti impartiti da nonno Gigi e suo fratello Cesare a Enrico Rossi ce ne freghiamo: oggi chiameremmo i servizi sociali. Dei crimini che la famiglia Fiano subì dai nazisti, idem: una legge non può esser proposta e poi votata per le vicende personali di qualcuno, sebbene si tratti di eventi tragici. Non possiamo esprimere queste opinioni e, a parer vostro, ci meritiamo botte o galera?

Fatevi sotto!

[Lorenzo Zuppini]

Lascia un commento