wonderland italy. A CIASCUNO LA SUA PORCATA

E chi crede a Renzi...?
E chi crede a Renzi…?

MIO FIGLIO ha 10 anni, è in quinta elementare, un’età cruciale, l’età in cui c’è già stato il compagno saputello, che si è premurato di dirti che Babbo Natale non esiste.

Dentro di te sai che è vero, ma cerchi ovviamente di resistere, perché, specie se la tua infanzia è stata felice, è dura rinunciare a questa favola, ma anche se non lo è stata, è ugualmente duro rinunciare a una delle poche speranze che ti hanno comunque permesso di sentirti bambino come gli altri.

Ma alla fine sai che il tuo compagno ha ragione e forse, in fondo, ti ha fatto un favore; ti ha aperto gli occhi, nessun pasto è gratis ed è meglio se lo impari presto.

Capita così che a 1.400.000 italiani su 8 milioni di beneficiari, vengano chiesti indietro, tutti d’un botto gli 80 euro-indebitamente percepiti in busta paga per un anno grazie alla mancia preelettorale del 2014.

Capita che 400.000 di questi siano nel frattempo divenuti incapienti per aver perso il posto di lavoro e che quindi ora si trovino senza stipendio e con l’obbligo di restituire quasi 1000 euro allo pseudo Stato italiano. Che li vuole, tutti e subito.

UNA CRUDELTÀ GRATUITA

Il mondo è crudele
Il mondo è crudele

Questa crudeltà di Stato fa il paio con gli esodati: ad ognuno il suo pezzo di sadico divertimento. Poteva essere evitata?

Certo: bastava che il bonus venisse elargito in sede consuntiva di dichiarazione dei redditi, ma il nostro aveva fretta, incombevano le europee e doveva dimostrare agli italiani che si era svoltato, quindi figuriamoci se nel governo si sono posti il problema di chi, pur avendone inizialmente diritto, poteva, durante l’anno, perdere il lavoro e quindi finire sotto la soglia minima reddituale di 8000 euro lordi annui necessaria o se, proprio a causa del bonus, rischiava di saltare allo scaglione superiore perdendo in parte tale beneficio.

Non sia mai che questi facciano, come avviene in altri Paesi, una simulazione degli effetti di una legge o decreto, per capire quali conseguenze avrà sulla popolazione…

A CIASCUNO LA SUA PROCURA (DI TRANI)

e dopo la Brigliadori e Red Ronnie ecco a voi la procura!
E dopo la Brigliadori e Red Ronnie ecco a voi la Procura!

Strano Paese l’Italia.

Questa settimana, bontà loro, i nostri amici giudici di Trani dopo aver inquisito i vertici di Deutsche Bank, per aver osato vendere i titoli di Stato italiani nel recentissimo 2011, ora assolvono i vaccini dall’accusa di essere responsabili dell’autismo.

Si raccomandano però con l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) di rivedere i propri studi in materia che non si sa mai.

A CIASCUNO I NOSTRI SCIENZIATI (E A NOI I CARTOMANTI)

chi ci teniamo? La uno , la due o la tre?...
Chi ci teniamo? La uno…

Strano Paese l’Italia, che costringe una scienziata e parlamentare del valore di Ilaria Capua che ha dedicato gran parte della sua carriera professionale alla virologia, ad andarsene dove la vogliono (sarà un caso che abbiamo la procura di Trani?).

Tra gli incarichi ricoperti, quello di direttrice del dipartimento di scienze biomediche comparate dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie.

Risale al 2000, lo sviluppo di Diva (Differentiating Vaccinated from Infected Animals), una strategia finalizzata, con successo, all’eradicamento dell’epidemia di influenza aviaria.

La due...
La due…

Nel 2006 invece la scelta, da parte della studiosa, di usare il metodo open access per la condivisione, in una banca dati scientifica aperta, della frequenza genetica sul primo ceppo, africano, di influenza H5NI. Nel 2005 però, nell’ambito di uno scambio di studi in materia con gli Usa, finisce in un’inchiesta dove viene accusata di traffico internazionale di virus finalizzato allo sterminio del genere umano.

O la tre...?
O la tre…?

Dal 2005 ad oggi quanto tempo è passato? Intanto nel 2006 aveva individuato un ceppo dell’aviaria e, anziché brevettare quella scoperta, l’aveva resa pubblica. Di più: aveva promosso una campagna internazionale a favore del libero accesso ai dati sulle sequenze genetiche dei virus. Nel 2007, Scientific American l’aveva inserita tra i cinquanta scienziati più importanti del mondo e nel 2008 la rivista americana Seed l’aveva inclusa tra le cinque revolutionary minds a livello mondiale. Risultato: la nostra, ormai stufa di aspettare che un giudice decida se lei è una sterminatrice del genere umano o una scienziata, se ne va a lavorare in Usa dove un intero dipartimento universitario viene messo al suo servizio. Però noi abbiamo le scie chimiche e il mago Otelma.

E QUESTE COSE SPIEGANO TUTTO

Ma cosa c’entrano questi episodi con l’economia? C’entrano se si ha la giusta visione d’insieme delle cose: quale azienda viene a rischiare il proprio capitale in un Paese dove accadono fatti come questi? Possibile che chi governa e chi gestisce la giustizia non si renda conto che robe così allontanano lavoro e investimenti per anni e anni? Pare sia possibile. E infatti chi viene da noi si adegua. Cosa dico? Andate avanti.

UN FALSO MITO MODERNO: L’EXPO DELLE MERAVIGLIE

bello!...se mi avessero anche pagato….
Bello…! Se mi avessero anche pagato…

Intanto però abbiamo avuto l’Expo, un fulgido esempio di cosa sa fare l’Italia di Renzi quando ci si mette: che strano però… Il bilancio non è stato reso noto e pare non lo sarà fin dopo i ballottaggi.

Quello che però appare certo è che ci sono almeno 200 milioni di debiti verso le aziende fornitrici, che non sono state pagate e che a causa di questo iniziano a fallire, ultima in ordine di tempo la Tecnochem che ha lasciato a casa 65 dipendenti.

Pare poi, che il nostro governo non riesca, se mai ci ha provato, a farsi pagare le quote dai partecipanti, Usa e Russia in testa, che chissà perché, fanno qui da noi ciò che non permettono di fare in casa loro. Aspettiamo il bilancio con trepidazione.

VISCO IL NEGAZIONISTA

Ma il nocciolo della settimana scorsa è stata la relazione annuale di Visco, il presidente della Banca d’Italia, il quale, sintetizzando, ci ha spiegato ancora una volta che il meccanismo di risoluzione delle crisi bancarie e il Bail In non vanno bene per l’Italia? Perché…? Boh… Questa è una domanda impertinente.

Quello che è certo è che, come già Vegas della Consob, lui non fa la minima autocritica per quanto accaduto: 200mila correntisti-azionisti di Veneto Banca e Banco Popolare di Vicenza hanno perso 11 miliardi di euro dei propri risparmi, ma lui che sapeva, non ha mosso un dito quando poteva farlo… Ma per carità! La colpa della situazione italiana è della crisi e del bail in (che non viene applicato) non delle malversazioni, non all’incapacità dei Cda delle due banche.

Ignazio Visco
Ignazio Visco

Crisi comunque si è molto risentita e ha contattato subito Nulla per sapere se Visco lo può ingoiare lui. Ma pare che Nulla abbia a sua volta girato la questione a Politica. Ma anche questa fa sapere che ne ha già troppa di gente in prestito… che ognuno si riprenda i suoi, che diamine!

Resta il fatto che anche per Veneto Banca si profila il fallimento dell’operazione di quotazione sul mercato. Non la vuole nessuno e non potrebbe essere altrimenti visto che ad esempio nel nuovo Cda siede come vicepresidente, Giovanni Schiavon, ex presidente del Tribunale di Treviso.

Ora si dà il caso che in quella veste egli ha ricevuto dal vecchio numero 1 di Veneto Banca, una bici da 5000 euro e un bel Rolex da 11mila euro e… guarda un po’, all’epoca nemmeno lui vide niente… Nessun sospetto di malversazioni e ruberie… e guarda la vita, ora è vicepresidente di Veneto Banca (vedi).

Ora penso sia anche chiaro perché nessun investitore vuole acquistare Veneto Banca, meno chiaro è per quale motivo Visco si ostina a chiedere una revisione del meccanismo europeo di risoluzione delle crisi bancarie, che eviterebbe ciò che in Italia continua ad accadere: che lo Stato, cioè noi, vada poi a salvare delle aziende private, senza peraltro salvare i risparmi dei correntisti truffati (Banca Etruria è un caso a parte: è piccola e di mezzo c’è il Sig. Boschi. Punto.), con i Cda che fanno finti rinnovamenti. Capita così che Atlante, andrà a rilevare anche Veneto Banca prosciugando la sua già esile dotazione di 6 miliardi iniziali. Ma non doveva assorbire 300 miliardi di sofferenze bancarie? Mah! Forse occorre il mago Otelma.

LA METASTASI EDUCATIVA SI RIPRODUCE IN ECONOMIA

SomariIn Italia, si sa, da ormai almeno 30 anni, solo a sentire parlare di merito, di premiare i migliori e differenziarli dai peggiori, viene l’orticaria. Questa cultura maoista-sindacalista, inizia ad essere insegnata presto.

Le scuole fanno di tutto per piallare i nostri ragazzi, scoraggiando i migliori e incoraggiando i peggiori (a continuare ad esserlo).

Questa cosa è ormai così pervasiva, che anche un sistema vitale, per una nazione, come quello bancario, ne è stato investito. Dico questo perché la vicenda delle due banche venete e del Fondo Atlante ne è la plastica rappresentazione.

Si dà il caso che Atlante è stato creato per salvare queste due banche decotte e i “signori” che le hanno dirette, usando i soldi “chiesti su base volontaria” alle altre banche, Intesa e Unicredit in primis.

Ovvero, chi ha prodotto utili, li deve girare a chi ha lavorato male. E gli azionisti di Unicredit e Intesa, i correntisti che vedono i loro depositi utilizzati in questo modo?

Chi se ne frega! E i dividendi che vengono ridotti? Chi se ne frega! E vorremmo più investimenti dall’estero? Ma ci facciano il piacere!

E CI MERAVIGLIAMO?

E poi siamo qui a chiederci come è che Mps, tra il 2011 e il 2014 ha perso 14 miliardi di euro e ad oggi il 97% del suo valore di cui il 75% nell’ultimo anno, e poi Banco Popolare che perde il 96%, Unipol il 92% in 10 anni, la stessa Unicredit che in 10 anni perde il 91% del proprio valore in borsa di cui la metà nell’ultimo anno.

Che dire poi di Mediaset, Telecom che da quasi monopolisti hanno subito perdite per il 50% del loro valore, di Generali, Mediobanca, Eni e Enel che perdono tra il 40 e il 50%? (vedi).

CHI È CAUSA DEL SUO MAL…

Guardiamoci negli occhi
Guardiamoci negli occhi

Voi mi direte che è l’effetto della caduta dei mercati borsistici mondiali. Io vi dico che è l’effetto di 30 anni di furbate a corto respiro, che continuano anche con il governo Renzi.

Se infatti confrontiamo l’andamento delle borse mondiali, vediamo che quella italiana è ben ultima e unica in negativo. I dati arrivano fino al 2013: dopo, con la crisi bancaria, è peggio.

CONCLUSIONE

Le nostre difficoltà sono le… nostre difficoltà, non vengono dall’euro, non vengono dai tedeschi, sono colpa nostra.

Proteggiamo i ladri, derubiamo i poveracci e i poveracci probabilmente non sono ancora abbastanza poveri da accorgersi, che, come la rana nel pentolone d’acqua tiepida, alla fine sono finiti lessati a puntino.

I DATI DELLA SETTIMANA

  • Ipp indice prezzi alla produzione mensile di aprile: -0.7 dallo 0.2% precedente
  • Ipp annuale di aprile: -4.2% dal -3.4% precedente
  • Disoccupazione mese aprile 11.7% dall’11.4% precedente
  • Ipc indice prezzi al consumo mese maggio (preliminare): +0.3% dal -0.1% precedente
  • Ipc annuale di maggio (preliminare): -0.1% dal -0.3% precedente
  • Pil 1° trimestre +0.3% come precedente
  • Pil annuale 1° trimestre 1% come precedente
  • Indice direttori agli acquisti manifattura maggio: 52.4 dal 53.9 precedente
  • Indice direttori agli acquisti dei servizi maggio: 49.8 da 52.1 precedente

Che dire di questi dati? Allora, non sono negativi come sembra, nel senso che la disoccupazione è salita, ma in realtà ci sono 51.000 occupati in più. Allora come la mettiamo?

La mettiamo che essendo aumentate le persone in cerca di lavoro, magari persone che il mese scorso non erano iscritte al collocamento, che non cercavano lavoro e che invece ora lo cercano (magari in vista dell’estate che come sappiamo incrementa i lavori stagionali legati al turismo), la base di partenza è aumentata, distorcendo il dato. Ci sono più occupati.

povero in canna
Sono povero in canna

I prezzi invece segnalano che siamo sempre in deflazione soprattutto per quanto riguarda la produzione. Il Pil al momento è stabile e non penso che ci siano problemi fino in autunno quando i turisti torneranno a casa.

Preoccupante invece è l’indice dei direttori agli acquisti nei servizi. Infatti siamo passati sotto 50 che è il valore spartiacque tra crescita e recessione.

Preoccupante perché il settore dei servizi, contrariamente alla manifattura, è un settore a consumo interno, e quindi potrebbe stare ad indicare un nuovo rallentamento dell’economia domestica, cioè che si consuma all’interno della nazione.

A voi il giudizio: siete più ricchi? Siete più poveri?

RENZI POPULISTA

E l’Italia riprese a viaggiare come unta!
E l’Italia riprese a viaggiare come unta!

Chiudo, per chi ne ha voglia, con un interessante articolo del Financial Times, che dopo una breve luna di miele, ha preso di mira il nostro eroe.

Nell’articolo Ft mette in rilievo il risultato modesto del Pd, che è inferiore al 30% su base nazionale e spiega il calo con la disillusione degli italiani che hanno visto la corruzione e gli sprechi continuare anche con Renzi, il quale, testuale, “conduce il partito e il governo, come un one-man show”.

Renzi si è inoltre mostrato deludente e incoerente sulle riforme, così come populista con i suoi “omaggi” fiscali che non hanno stimolato la crescita.

Il giornale britannico, conclude però dicendo che la riforma costituzionale deve essere valutata dagli italiani non su basi ideologiche o di simpatie personali, ma per quello che è il loro interesse; e sostiene: è comunque una riforma che serve a togliere un parlamento inefficiente di mezzo (e io sono d’accordo – vedi: potete leggerlo iscrivendovi al sito che vi dà diritto alla lettura di 10 articoli gratis al mese.

[Massimo Scalas]

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