
LUCCA-PISTOIA. “O la borsa o la vita” si potrebbe dire, dato che, comunque, la vita gliel’avrebbe rovinata ben bene. L’avviso di conclusione delle indagini per Iolanda Francesca Marseglia, 52 anni, nata a Brindisi e residente a Pistoia, dove è titolare di una agenzia immobiliare, è arrivato come un fulmine a ciel sereno a maggio 2013.
Sulla donna pendono le accuse di estorsione, ex articolo 629 codice penale, ai danni di Enrico Bonacchi, anch’egli pistoiese, imprenditore. I fatti risalirebbero al marzo 2013.
Secondo le indagini effettuate dal pm della Procura della Repubblica di Lucca, la donna avrebbe minacciato ripetutamente il Bonacchi sia di persona, sia per telefono e sms, dicendo all’uomo che avrebbe provveduto a diffamarlo “in tutta Pistoia”, dove entrambi risiedono, diffondendo la notizia che era stato arrestato per violenza in danno alla moglie.
In cambio del suo silenzio, la cinquantaduenne avrebbe costretto l’uomo a darleun assegno di 100mila euro.
O i soldi o lei lo non lo avrebbe certo risparmiato, insomma. Oltretutto raccontando fatti non certo “leggeri” e in un “paesello” come Pistoia, dove tutti conoscono tutti e sanno tutto di tutti.
Alla donna, che non aveva nominato un legale di fiducia, in prima battuta era stato dato come difensore d’ufficio Sandra Baldassarri, del Foro di Lucca, a prendere le sue difese.
Il Bonacchi sarà difeso, in parte civile, dall’avvocato Pamela Bonaiuti del foro di Prato.
[Alessandra Tuci]
In data 10 giugno 2019 il giudice di primo grado del tribunale penale di Lucca, dott.ssa Michela Boi, ha assolto la Marseglia per insussistenza del fatto. La sentenza è stata appellata dall’avvocato di controparte. [aggiornamento 5.02.2020]


























