
PISTOIA. La proposta attualmente in discussione sulla Tasi prevede che il maggior peso sarà sopportato dalle abitazioni principali classificate A/2 e A/3 (29000 fabbricati su un totale di 45000 sono A/3), mentre A/4 e A/5 andranno incontro a un’esenzione pressoché totale. La manovra rischia di essere profondamente iniqua perché farà pagare pochi e lascerà esenti molti, mentre sarebbe equo far pagare tutti in proporzione alla proprie forze. Queste le ragioni:
1) La Tasi è una tassa sui servizi indivisibili e non una patrimoniale, vale a dire sui servizi che tutti utilizzano, con la conseguenza che suscita perplessità l’utilizzo del criterio della classificazione catastale. Detto in altri termini, dei servizi indivisibili beneficiano tutti, indipendentemente dalla abitazione che occupano, quindi i servizi indivisibili devono essere pagati dai cittadini in funzione dell’utilizzo che ne fanno. Inoltre, si deve ricordare come la classificazione catastale sia desueta e bisognosa di aggiornamento, con la conseguenza che oggi, un edificio può essere qualificato come A/4 ma non presentare alcuna differenza rispetto a uno classificato A/3.
2) Ma soprattutto non si comprende la ragione per cui da un lato si grava su chi possiede A/2 e A/3 ma poi si esenta completamente chi abita in A/4 e A/5. Questa impostazione sembra nascere dall’idea che mentre i primi sono “ricchi” i secondi invece sarebbero “poveri” e quindi su una idea di ridistribuzione del reddito. Tuttavia questo impianto non convince, perché questa lettura non corrisponde più alla realtà odierna. La casa infatti non è più un indice di benessere e la stessa classe “media” oggi si trova in difficoltà economiche. L’esenzione in funzione del tipo di abitazione poi mette in relazione il tipo di abitazione con il reddito, che tuttavia non è detto che corrispondano. Senza considerare che attualmente i redditi superiori a 15.000 Euro pagano il massimo dell’aliquota Irpef e che quelli inferiori a 15.000 Euro sono del tutto esentati. In buona sostanza non c’è differenza di idee tra questa manovra e quella che fu alla base della scelta disastrosa delle mense.
3) Infine, si deve osservare come nella individuazione dei servizi indivisibili e dei relativi costi, si fa riferimento soltanto alla polizia municipale, ai servizi demografici, alla protezione civile e ai parchi e giardini. A parte il fatto che sarebbe forse opportuno potenziare la voce protezione civile al momento ferma a
505.000 Euro, comunque salta all’occhio soprattutto l’assenza della illuminazione pubblica, che invece dovrebbe essere ricompresa.
Ecco allora che, a nostro avviso, sarebbe più opportuno pensare a una Tasi più corrispondente alla realtà dei costi dei servizi indivisibili e più spalmata ed equamente distribuita, cercando di fare pagare tutti coloro che usufruiscono dei servizi, introducendo magari un criterio di proporzionalità in funzione del tipo di abitazione. Qualcuno potrebbe dire che così si aumentano le tasse. Se così fosse, allora si abbia il coraggio di abbassare leggermente l’Irpef a coloro che già la stanno pagando.
[*] – Membro dell’Assemblea Nazionale Pd



























