PERCHÉ IL VOTO “UTILE” È UNA SOLENNE BISCHERATA?

Bersani e voto utile
Bersani e voto utile

SAN MARCELLO-MONTAGNA. Caro direttore Bianchini
tramite Marco Ferrari ho già pubblicato diverse lettere, prima su “Quarrata/news” poi su “Linee Future”, testata per cui le fo i complimenti e che seguo con attenzione, perché ritengo che sia una delle poche (se non l’unica) che dà spazio a tutti senza farsi influenzare dalla politica; sono qui perché ne mando un’altra, di cui mi prendo tutta la responsabilità e dove voglio apparire come nome, dove descrivo perché il voto “utile è una bischerata” e le sarò grato se lo farà e la ringrazio in anticipo, e anche in caso negativo la ringrazio per il passato e la invito a continuare così a lei e a tutti i redattori.

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Stalin non ti vede...
Stalin non ti vede…

IN TEMPI ELETTORALI, o per meglio dire in tempi di campagna elettorale, spunta sempre il discorso del voto “utile”: questa teoria, tanto cara a grossi partiti come Pd o Forza Italia, si basa sull’ipotesi che votare un piccolo partito (o presunto tale), cioè che ha sempre preso, o si presuppone che prenderà, pochi voti, sia inutile, perché 1° potrebbe non superare le soglie di sbarramento poste per accedere all’organo in elezione, in questo caso le elezioni europee (ma è lo stesso discorso per le elezioni nazionali, regionali ecc.); 2° perché anche se superasse questo sbarramento, avrebbe talmente pochi rappresentanti da non poter cambiare nulla; in questo caso il voto “utile” vorrebbe dire dare il voto ad uno dei grossi partiti (o anche qui, presunti tali), in maniera che anche se non ci piace moltissimo (o proprio ci fa schifo) se ha più voti qualcosa combina!

Il presente ragionamento, il cosiddetto voto “utile”, è una solenne bischerata, o almeno lo è secondo il sottoscritto e vado ha spiegare perché:

  • 1. se torniamo indietro a prima di Tangentopoli, negli anni 80 (e ve lo dice uno che in quei tempi era bambino), i partiti politici che c’erano, non sono quelli di oggi e se dopo lo scandalo sopracitato si fosse votato col concetto di voto “utile”, saremmo ancora con i grossi partiti di allora e non sarebbero venuti fuori quegli stessi partiti che oggi gridano al voto utile.
  • Fa’ come ti pare che ' meglio...
    Fa’ come ti pare che ‘ meglio…

    2. se per ipotesi il 50% dei votanti avesse intenzione di votare un nuovo partito, che non c’è mai stato prima, ma non lo vota perché si fa condizionare dal voto “utile”, questo non avrebbe occasione di venire fuori, semplicemente per un concetto astruso.

  • 3. chi garantisce qual è il cosiddetto voto “utile”? I sondaggi? Vorrei ricordare che alle ultime nazionali, secondo questi il Pd doveva stra-vincere, Scelta Civica doveva diventare il 3° polo e la Lista Ingroia un buon 10%, il Movimento 5 Stelle non doveva prendere voti per entrare e invece per poco non vinse, Scelta Civica entra a malapena e la Lista Ingroia non entra neanche in parlamento, per dire che i sondaggi lasciano il tempo che trovano.
Campagna Ingroia
Campagna Ingroia

Per queste ragioni dico che il voto “utile” è una solenne bischerata. Votate per chi si avvicina alle vostre idee, senza farvi condizionare da discorsi vari, neanche quello che parla di anti-politica, perché se cercate la parola Politica su un qualsiasi dizionario, questo riporta: Il termine politica (dal greco polis, che significa città), viene utilizzato in riferimento all’attività ed alle modalità di governo, od anche, nel lessico politico, alla cosiddetta attività di opposizione (Wikipedia).

Voto utile e riprovevole
Voto utile e riprovevole

Quindi nessuna anti-politica, se non indifferenza totale al voto, e anche in questo invito la gente, ricordando che i nostri nonni, i nostri padri hanno combattuto guerre per permetterci di votare, di presentarsi a votare, poi se non sono convinti di nessuno, si fanno timbrare la scheda e fanno mettere a verbale che non votano perché non c’è nessuno che mi rappresenta, così non si sputa sulla memoria di chi ha combattuto per noi e forse si manda un messaggio più forte.

Chi vi scrive ha una sua idea politica e voterà e invita anche chi legge a farlo, senza voler (in questa sede) dire per chi lo farà, perché non è questa la sintesi del discorso, ma di informarvi, farvi una vostra idea e poi votare, senza farvi condizionare da quella solenne bischerata che è il voto “utile”

Marco Poli
Lettore della Montagna

Le immagini offrono una serie di esempi che – ad oggi – si sono rivelati realistici…

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