Tentativo di chiudere tutto in 10 minuti e nessun confronto: ora la partita decisiva si sposta in consiglio comunale

MONTALE. La seduta della commissione consiliare del 3 settembre si è trasformata in ciò che molti temevano: una farsa, una riunione lampo che ha dato ai cittadini (una ottantina quelli fatti entrare nella sala. ndr) l’ennesima impressione di essere presi in giro. In attesa della pubblicazione del video integrale — necessario affinché ognuno possa valutare con piena autonomia quanto accaduto — emergono già alcuni elementi che hanno lasciato sgomenta la platea di presenti.
La commissione ha tentato di chiudere tutto in appena dieci minuti, limitandosi alla lettura delle modifiche allo Statuto da parte del segretario comunale. Modifiche giudicate irricevibili e presentate senza alcuna volontà di confronto.
A colpire è stato anche il livello di credibilità e preparazione istituzionale, sceso — secondo molti — ai minimi storici. Alcuni consiglieri hanno rivendicato il “diritto a non dire nulla”, sostenendo persino che nelle commissioni non si debba discutere perché “se ne parla poi in Consiglio Comunale”.
Una posizione che ha lasciato interdetti i cittadini: se non si discute nelle commissioni, a cosa servono?
Sul tema della partecipazione popolare, la seduta ha mostrato un ulteriore elemento critico: il tentativo di affossare sul nascere l’ipotesi di dare il voto ai cittadini. I tempi prospettati e le modalità indicate sono stati giudicati del tutto inadeguati.
La strategia percepita è chiara: da un lato si inviano richieste formali di sospensione del dibattito in ATO, dall’altro si spera in una votazione regionale rapida, così da evitare che la cittadinanza possa realmente esprimersi.
La registrazione della seduta — invitano i presenti — merita di essere ascoltata con attenzione: parole, silenzi, atteggiamenti. Tutto parla, tutto racconta il livello di rappresentanza che i cittadini si trovano davanti.
Ora la partita decisiva si gioca in Consiglio Comunale
Il prossimo Consiglio Comunale sarà il momento della verità. Lì si capirà se, dopo la riunione di oggi e l’annunciata presentazione di un nuovo documento, qualcosa potrà davvero cambiare.
I promotori invitano tutti i cittadini a essere presenti, a guardare negli occhi i propri rappresentanti, a non lasciare che decisioni cruciali vengano prese nel silenzio di aule vuote.
Si chiede fin da ora che venga garantito a tutti il diritto alla presenza:
- se i locali non sono idonei, si scelgano spazi più capienti;
- in alternativa, si allestisca il cortile esterno con sedie e maxischermo.
La partecipazione non si comprime. Presenti e compatti.


























