IL CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE SULL’HANDICAP SI RACCONTA

Problemi per i non autosufficienti
Problemi per i non autosufficienti

PISTOIA. Nel panorama dell’associazionismo pistoiese, il volontariato finalizzato alla valorizzazione ed alla tutela delle persone con disabilità, nell’ultimo trentennio ha conosciuto una nuova stagione, senza dubbio più florida rispetto a quando occuparsi di “ disabilità” era di esclusiva pertinenza dei Servizi Sociali e di un numero assai ristretto di associazioni storiche; ed anche se molti considerano tutt’ora alcune di queste piccole realtà “ figlie di un dio minore”, è innegabile che ciascuna di esse si sia ritagliata con i propri mezzi, sovente piuttosto scarsi, uno spazio dove poter affermare la sua peculiare identità e acquisire così la visibilità necessaria per farsi conoscere meglio dagli altri.

Fra tutte, il C.S.D.H. – Centro Studi e Documentazione sull’Handicap di Pistoia –  nel quale ho militato a lungo è, a buon diritto, l’associazione che rispecchia appieno questa “linea di pensiero”: un self-made di comprovata autenticità, un esempio di come l’idea si traduca in fatti, senza il supporto di cospicui stanziamenti erogati da enti e affini… Ovviamente, come ogni storia che si rispetti c’è bisogno di un narratore che la racconti, a maggior ragione se costui è il principale protagonista, quindi non indugio ulteriormente e passo subito la parola al sig. Mario Scognamiglio, fondatore e presidente inossidabile del C.S.D.H. da oltre vent’anni:

La peculiare identità, accennata da Elisabetta, che ha caratterizzato il C.S.D.H. nel corso di questi anni è stata, in primis, quella di affrontare le varie problematiche in prima persona cioè evidenziate e sottoposte all’attenzione degli amministratori pubblici direttamente dalle persone disabili, poiché siamo fermamente convinti che nessuno può descrivere determinati disagi meglio di chi li vive sulla propria pelle.

Non entro nel merito agli innumerevoli interventi fatti per evidenziare criticità di opere pubbliche eseguite per il superamento di barriere architettoniche, senza tener conto del parere di chi quotidianamente ne vive il disagio, ma voglio semplicemente far presente che la scelta descritta non è stata indolore, immensi sono stati i sacrifici fatti nell’ agire in condizioni di svantaggio notevole rispetto alla genericità dei cittadini, ma grandi sono state le gratificazioni nei vari settori in cui abbiamo operato e, soprattutto, la scelta indicata concorre a ridurre gli stereotipi culturali nei confronti di persone disabili ritenuti soggetti non idonei a partecipare attivamente alle scelte sociali e politiche del Paese.

In un prossimo spazio che la redazione ci concederà e che senz’altro ringrazio per l’opportunità che ci viene offerta, entreremo nel merito delle varie iniziative del C.S.D.H.

Elisabetta Giromella

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