“FAMILY DAY” E RISPETTO

Federico Gorbi
Federico Gorbi

PISTOIA. Pubblichiamo alcune considerazioni di Federico Gorbi sul significato del Family Day.

Nei giorni post Family Day ho letto di tutto su giornali, blog, social. Tante battutacce. Ne riassumo alcune:

  • “Il Family day è quella cosa che tanti mariti scendono in piazza con le mogli ma chiedono di non essere taggati nelle foto su fb che poi l’amante si incazza”
  • ”Anche quest’anno il Family Day… metà di quelli che ci vanno sono separati, con 2 o 3 figli da altrettante persone diverse e vanno a trans o con le minorenni durante i loro viaggi di lavoro… però parlano di famiglia tradizionale”
  • “Un milione a favore della famiglia tradizionale ma italiani al primo posto per turismo sessuale”

Le generalizzazioni sono sempre sbagliate (come si fa a dire “la metà di quelle che erano in piazza” o “i mariti”?) visto che è impossibile, per chiunque, conoscere un milione di persone e sapere la loro storia personale, se hanno l’amante o se vanno a trans.

La cosa più sconcertante e vigliacca è l’abbinamento tra Family Day e turismo sessuale. Non voglio negare che l’Italia sia il primo Paese al mondo per turismo sessuale, anche se vorrei una verifica su questo dato (chi lo ha detto? Come è stato misurato?). Ma se l’Italia ha questo triste primato non è affatto detto che quegli italiani che si avventurano in esperienze così squallide fossero in piazza al Family Day.

Troppo comodo, e soprattutto strumentale, questo accostamento. Quello che è peggio è che un parallelo così ardito viene usato proprio da coloro che combattono l’omofobia! Quindi se contesti il Gay Pride sei un omofobo da prendere a calci, ma se prendi per il culo qualche cattolico, accusandolo di pedofilia, sei un simpaticone che fa ammazzare dalle risate i tuoi amici.

Non voglio entrare nel merito del messaggio del Family Day, ognuno è libero di condividere o contestare quello che hanno voluto esprimere i manifestanti di Piazza San Giovanni. Voglio però ricordare una frase di Voltaire (non proprio un campione dei cattolici): “Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente”.

Federico Gorbi

2 thoughts on ““FAMILY DAY” E RISPETTO”

  1. Credo di essere, in generale, piuttosto distante dal pensiero di Federico Gorbi, e forse le cose che riporta sono anche esagerate (ma non è detto). Anch’io comunque ho notato, come minimo, un accentuato e trasversale fastidio verso la manifestazione del Family Day. e la forzata sottolineatura della presenza delle sole componenti, diciamo, estreme, a quella manifestazione (integralisti, bacchettoni, ultraconservatori o come altro li vogliamo chiamare).
    Ed allora, direi che sia il caso di sottolineare con forza e senza tentennamenti una cosa: come persone civili e come credenti abbiamo l’obbligo, pur essendo talvolta faticoso, di comprendere le ragioni degli omosessuali e venire loro incontro, accettando forme di convivenza che li favoriscano, anche in materia di mutua assistenza, reversibilità pensionistica, ecc. Detto questo, però, una cosa deve essere chiara: che nessuno ci può obbligare a pensare per forza che l’omosessualità sia una cosa normale e, quasi quasi, che “gay è bello”, come una certa moda subdola e radical chic vorrebbe quasi imporre….e guai a chi non vi si adegua.
    Piero

  2. Buona sera Piero: anche qui come sempre la società politicamente corretta si contorce in mille parole…inutili. Le cose migliori che ho sentito al riguardo sono parole dette da tre omosessuali dichiarati. Dolce e Gabbana hanno detto:
    1- “tu nasci e hai un padre e una madre ed è per questo che esiste la famiglia”
    2- ” Sono gay,(Dolce) non posso avere un figlio. Credo che non si possa avere tutto dalla vita, se non c’è vuol dire che non ci deve essere. È anche bello privarsi di qualcosa. La vita ha un suo percorso naturale, ci sono cose che non vanno modificate. E una di queste è la famiglia.”
    Giorgio Armani ha detto:
    “Un uomo omosessuale è uomo al 100%. Non ha bisogno di vestirsi da omosessuale”

    Mi sembrano cose sensate e quindi estremamente scorrette dal punto di vista dei politicamente corretti ad oltranza. Detto questo uno Stato laico dovrebbe riconoscere a tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri, distinguendo semplicemente tra chi paga le tasse e chi le evade (anche se poi dovremmo, in Italia, cercare di capire perchè le evade…). Piantiamola dunque con termini strampalati che servono a incasellare la gente e cerchiamo di capire che nel mondo esistono semplicemente uomini e donne che si sentono attratti da altre persone dello stesso sesso, ma questo non cambia il fatto, che, sono e restano a tutti gli effetti uomini e donne.
    Alla prossima!
    Massimo Scalas

Lascia un commento