
AGLIANA. Le terribili raffiche di vento della notte scorsa non hanno risparmiato neppure lo spazio artistico Il Maggese di via Acqualunga, nella zona industriale di Spedalino Agliana. Il vento ha divelto l’intera struttura, “residenza artistica” della compagnia AmniO Teatro e luogo in cui sono stati realizzati da maggio scorso eventi teatrali e musicali per grandi e piccoli. Una struttura che era anche la sede dei laboratori di tessuti acrobatici e di teatro per adulti, adolescenti e bambini gestiti dalla compagnia diretta da David Spagnesi e Lisa Bellini.
Dislocata nella zona industriale di Spedalino negli spazi che hanno ospitato “Il Monte” l’area era stata concessa dopo un bando di gara dal Comune di Agliana all’associazione Amnio che è riuscita a creare – con molti sacrifici – uno spazio culturale polivalente che ha ospitato a partire dalla scorsa estate eventi culturali, ricreativi ma anche corsi e spettacoli.
Il vento ha distrutto completamente gli spaziosi locali interni dove erano ospitati tra l’altro i service audio e le luci dell’associazione Amnio, le scenografie, i copioni e il materiale informativo , le quinte. Il vento ha scoperchiato il tetto e rimosso anche alcune delle pareti portanti della struttura prefabbricata.

Gran parte del materiale è ora sparso nello spazio verde esterno dove era ospitata un’area giochi per bambini. È bastata una notte e una mattinata di vento per danneggiare seriamente quello che era uno spazio popolato da teatranti e musicisti e non solo.
A proposito di quanto successo il responsabile dello spazio Il Maggese, regista degli spettacoli dell’associazione Amnio, Davide Spagnesi, ha così scritto sul proprio profilo facebook:
Vorrei ringraziare tutti coloro che in questi pochi mesi vita avevano contribuito a rendere Maggese un luogo bello, pulsante di vita, capace di generare e ricevere meraviglia…
Grazie degli avvitatori con gli avvitatori, dei traslocatori, dei cantanti, dei ballerini, dei musicisti, degli attori, dei teatranti in genere, delle parole, delle paure, dei sogni, dei bisogni, dei mondi che avete regalato a quel mondo…

In teatro si sa ogni luogo è provvisorio… Si arriva al freddo, si monta, si puntano i fari, ci si trucca e ci si riscalda, si ascolta il pubblico che arriva, si entra in scena, si fa del nostro meglio perché quel tempo non sia sprecato per nessuno… Se ci scappa e tutto va bene, si prova anche a regalare bellezza… Si esce in proscenio per capire se ci siamo riusciti, si torna in camerino, ci si strucca, si smonta, si ricarica e si riparte, con tanto sonno e l’anima calda e morbida…
Ma è da tanto, troppo tempo, che al momento di aprire il sipario non c’è più niente, né pubblico, né poltrone e nemmeno il teatro…
E noi di nuovo, dopo un abbraccio e un bacio, di nuovo a costruire, con gli occhi umidi che bruciano e che piano piano cominciano di nuovo a vedere crescere una possibilità di bellezza…

Questo fino ad oggi. Per molte volte. Con tanti segni sulla pelle e cicatrici nell’anima.
Da oggi pomeriggio l’ultimo mondo bello che avevamo costruito è chiuso in un container… Gli spettacoli, passati e futuri, le serate belle insieme, le mille idee e tutto quello che sarebbe nato…
Ringrazio davvero tutti perché per l’ennesima volta ce l’avevamo fatta ed era, come sempre, più bello dei precedenti…
Io l’ho sempre detto. L’ho sempre pensato. Davvero: “Come va? Sempre meglio!”.

Oggi no. Oggi è un brutto giorno.
Davide Spagnesi
A Davide a cui mi lega il periodo di servizio civile fatto insieme presso l’associazione Pozzo di Giacobbe a Quarrata negli anni Novanta va tutta la mia comprensione ma vorrei sperare che quanto scritto sia dettato dalla rassegnazione e dal rammarico del momento e non significhi gettare la spugna e rinunciare ad un progetto, ad un sogno così importante. Non solo per lui.


























