«Io non sono pazzo: non mi piace pagare. È una rinuncia alla mia dignità di imprenditore». Così Libero Grassi intervistato da Michele Santoro l’11 aprile 1991. Era nato a Catania il 19 luglio 1924; morì a Palermo il 29 agosto 1991. Un imprenditore italiano ucciso da Cosa nostra dopo essersi opposto a una richiesta di pizzo. È divenuto simbolo della lotta alla criminalità

*
STASERA l’amato primo cittadino di Quarrata, Gabriele Romiti, alias Tanacca, sarà sulla cresta dell’onda, anche se Quarrata affonda.
Si rappresenta il teatrino delle supercàzzole antimafia, in onore della febbre del sabato-pera (proprio pera), quando la sostanza si fa sempre più nera: e più puteolente.
Il fariseismo dilagante, sistestematico strumento di potere che fonda i suoi princìpi sulle sacre rappresentazioni del nulla logorroico, stasera fa aprire i battenti al Nuovo Cinema Paradiso dei compagni che, grazie al Pnrr, sono riusciti a farsi sganciare 3 milioni e 200 mila euro per aprire un teatro da Asilo Bargellini anni 50, quando ci andavo anch’io, e suor Oliva mi prendeva a ceffoni perché, ferma ad allacciarsi una scarpa sulla porta del cortile interno, mentre io dovevo uscire in cerca della famosa tartaruga dell’asilo, osai spingerla per il culo. Un affronto!
180 posti per una spesa di 3 milioni e 200 mila euro fanno esattamente 17.777, virgola 7 euro periodico per ciascun posto.
Va bene che la cultura non ha prezzo e, come bene spiegherà Galimberti – filosofo schierato fra i compagni di la Repubblica e il Pd –, la bellezza [è] legge segreta della vita, ma Cristo! Con tutti i problemi che abbiamo nel mondo e con una Quarrata di Tanacca che fa schifo (basta vedere il sudiciume di Via Montalbano, con una fila di mostre-lezzume piene di polvere e degrado) si doveva per forza pensare prima di tutto a un nuovo teatro?
Parlo per paradosso (che i più non sanno nemmen cosa sia), ma il magnificat (anzi un bel De profundis) andava, forse meglio, cantato per Quarrata in degrado. Per il consumo del territorio in mano alle piccole, ma potenti, mafie locali del mattone; per le violazioni alle leggi e ai regolamenti edilizi stuprati da funzionari infedeli e indecenti venditori di autorizzazioni, condoni, permessi a onor di stronzi e a danno dei fessi…
Rispetto profondo per chi, come Libero Grassi, ha mostrato nei fatti il valore del suo nome fino alla morte.
Ma in un Comune che ci tappèzza di vie Flacone e Borsellino, di stadi Raciti, di Liberi Grassi, cosa pensare di una “torma di amministratori” che vivono distribuendo cittadinanze onorarie (penso a don Ciotti), ma non muovono un dito per far pulizia dei propri monti di concio in casa propria? Volete che creda a questi “signori della presa di culo”?
Impossibile. E lo ribadisco con forza. Perché la cultura è un valore che non va messo, come le perle, dinanzi ai porci, perché (parole di Cristo), i porci vi si rivoltano contro. E ascoltare gente come il Mazzanti, che sa solo giocare a burraco e leggere i libri di Salgari; o fidarsi di un sindaco che, nei propri messaggi whatsapp, scrive «un’intervento» con l’apostrofo; o vedere che un assessore agli abusi costruire, senza conseguenze, capannoni abusivi nel proprio orto; o constatare che nessuno di tutti questi anti-mafiosi fa niente per colpire giustamente chi falsifica documenti e relazioni d’ufficio: fa schifo.

Di filosofi ne conosco uno molto più concreto, che in pochi sanno leggere in lingua originale. Si chiama Lucio Anneo Seneca, tutore di Nerone, e ha scritto una frase che è una montagna più alta dell’Everest.
Ci richiama con queste tre parole verba rebus proba: dimostra ciò che dici con le tue azioni!
A Quarrata, di gente che lo fa, non solo non ce n’è – che io sappia. Ma addirittura i primi a non farlo sono gli amministratori pubblici. Sia quelli che regnano in maggioranza nella loro beata asinina ignoranza; sia quelli che li assecondano nel loro beato asinesco ossequio dai banchi dell’opposizione.
Insomma… C’è di che stare allegri in mezzo a tanta incarnata (e incarnita) falsità istituzionale.
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
© Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
Stampa online non clandestina né illegale
checché ne dicano i magistrati della città di Vanni Fucci



























