Ieri sera di nuovo ospite don Luigi Ciotti, che dal 2024 è cittadino onorario della città sotto l’ala del Romitino il rifasciato. Il primo cittadino ieri, 5 settembre, aveva scritto ai suoi fedeli: «Vi aspetto tutti in piazza per un appuntamento di riflessione, dialogo e ascolto insieme a moltissimi relatori»

PAROLA DEL SIGNORE
RENDIAMO GRAZIE A TANACCA

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Chi lo avrebbe mai creduto che, alla fine, Quarrata si sarebbe redenta dal male e sarebbe tornata sul binario della legalità e della retta via?
Eravamo sciocchi e ciechi. Criticoni e rosicanti (come scrivono sui giornalacci della destra). Non abbiamo avuto fede e fiducia in un Tanacca che, dopo aver pubblicamente promesso che, una volta eletto e insediato, avrebbe aperto la porta della casa comunale a tutti (del resto la fatica non era insostenibile nemmeno per lui, vista la sua preparazione tecnica nel pigio-del-bottone), lo ha anche fatto.
Asciugàtegli il sudore della fronte, a Tanacca, o prèfiche del progressismo! A forza di marce della legalità e di tutte le chiacchiere dei buoni profeti del nulla, Quarrata da ieri sera cesserà di marcire nell’illegalità che marca la pubblica amministrazione italiana e locale.
A proposito… C’era anche Simone Niccolai, l’assessore abusivista agli abusi, in strada per camminare contro chi la legge la adopera per camminarci sopra?
E come la mettiamo col fatto che Tanacca, che pure sa bene dei capannoni abusivi di Simone, ignorati dal legalitarissimo Mazzanti e da quell’incredibile Hulk che era il Marco Bai, non batte ciglio e se lo tiene stretto in giunta perché – anche per volontà della lobby del mattone – deve restare saldamente fissato alla sua poltrona di “abusivista istituzionale”?

Mi spiace tanto per l’inesistente Gianmarco Bellei, cacciator di scarabei e sostenitore delle puttanate aglianesi ben descritte nelle Cronache di Agrùmia fatte, quasi certamente, cancellare dal web da Claudio Curreli, altro nobilissimo tutor della legge… del Menga.
Mi spiace. Ma quando vedo stronzate di cotàl portata, qualcosa si rivolta dentro di me. Di me professore mediamente acculturato (come dichiara la moglie del mai-comandante Andrea Alessandro Nesti ai CC di Quarrata); di povero maestrino che osa fa le pulci a tutti e non come un Rospucci/Ranucci che opera solo a destra: assolutamente senza pietà. Destra, sinistra e centro, di fuori e anche di dentro.
Di questa febbre della legalità di cui stiamo parlando non sappiamo proprio cosa farcene, noi che non abbiamo venduto condoni; che non abbiamo salvato gli amici dalle dovute pene per i loro troiai amministrativi; che non abbiamo concesso licenze edilizie a pagamento come è noto che facessero agli uffici tecnici del Comune di Quarrata; che non abbiamo favorito gli stronzi, pronti a sganciare i soldi, che aiutano a vincere le elezioni. Lo dichiarava Tanacca stesso: ho pubblicato il video. Lo diceva lui, Gabrielino, alla gente del Parco Verde.
Noi la legalità la vogliamo: quella vera, però. Quella che è capace di mettere in piazza anche i magistrati dei cazzi loro.

Perché per essere eroi una volta (Pirandello) la via è facile: ma per essere veri galantuomini, è necessario essere Cristi ogni giorno in ogni momento. Non solo al tempo di una marcia della legalità.
E non ci sono ferite che tengano, né mai-comandanti dei vigili di Agliana che stanno su un posto usurpato per 15 anni e vengono pure elogiati da giudici svergognati come Paolo Fontana. Né non-dottori esibizionisti come il Ctu ragionier Romolo Perrozzi blindato da Curreli & C. o il sindaco non-avvocato di Agliana che si dà tutte le arie della pecora in umido alla sagra di San Michele.
Questa vostra, amici cari, è solo la logorroica, farisaica, inefficace, ipocrita, menzognera legalità del cazzo!
Edoardo Bianchini
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checché ne dicano i magistrati della città di Vanni Fucci


























