Segnalazione formale del comitato IononCisto inviata alla redazione del programma: «Motivazioni surreali, pressioni informali e tentativi di censura. Ora basta»
MONTALE. Di fronte all’accanimento crescente e alle motivazioni sempre più surreali utilizzate per imporre la rimozione degli striscioni di protesta dai balconi, i cittadini hanno deciso di fare un passo che raramente si rende necessario: una segnalazione formale alla redazione di Striscia la Notizia.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la giustificazione secondo cui uno striscione statico, affisso su proprietà privata, rappresenterebbe un “pericolo di distrazione” per chi guida. Una tesi che, più che a un atto amministrativo, somiglia a una gag televisiva. A questo punto, il confine tra gestione pubblica e farsa è stato completamente azzerato.
«Un teatrino del genere merita la ribalta nazionale» spiegano i promotori dell’iniziativa. «Attendiamo a braccia aperte gli operatori di Striscia e delle Iene: vengano a vedere come si tenta di condizionare la libera manifestazione del pensiero dei cittadini, persino quando avviene dentro casa propria».
Parallelamente, è stato avviato un accesso agli atti ex L. 241/1990 per ottenere ogni disposizione, ordine di servizio e motivazione formale che abbia portato agli interventi contestati. «Nessun regolamento può scavallare i principi fissati dall’Articolo 21 della Costituzione. Chi pensa di mettere a tacere il dissenso deve sapere che non ci lasceremo intimidire».
La protesta, assicurano i cittadini, non si fermerà: «Per uno striscione tolto ne spunteranno cento. Chi ha paura è già morto. E noi siamo più vivi che mai».
Perché, sottolineano, in questa vicenda non è in gioco un semplice telo appeso a una ringhiera. È in gioco il diritto di esprimere liberamente le proprie idee. È in gioco il diritto fondamentale alla salute di tutti.
E il messaggio finale è netto, senza possibilità di equivoci: «L’inceneritore deve chiudere. Mettetevi l’anima in pace».


























