Sarebbe da appendice del manuale Cencelli, questa paradossale notiziòla che scaturisce da una messaggino uozzàp proveniente da Pistoia dopo il post sulla vicenda del tandem-banderuole Romiti/Torresi, esemplari politici del cambiamento continuo di casacca e di programma. Anche gli incapaci hanno il loro momento di gloria, basta saperlo prendere al balzo come le palle. E loro lo sanno…
Specchio, specchio delle mie brame… Chi sarà la più bella del reame?
AGLIANA. Non ci ricordiamo chi ha detto che “la politica è l’arte della mediazione”, ma certamente ad Agliana è l’arte di realizzare l’impossibile. Ciò è dimostrato e confermato dal Comune di Benesperi, governato dalla giunta-inciucisti, nessuno escluso. Quella che annuncia i progetti di ristoro per i danni e poi li abortisce; quella che aggredisce i colleghi capogruppo (Sindaco-Agnellone con Nesti nel 2019 e Ciottoli con Silvio Buono nell’autunno 2020); quella che millanta titoli facendo dire al sindaco di essere avvocato mentre non lo è; quella che dichiara il falso in udienza e favorisce i reati di aggressione (il Sindaco per ben due volte in 10 mesi!); quella dove “accoltellano” i dirigenti preparati e capaci (lo fecero con la Turelli nel 2021) e tengono in pattuglia gli agenti con condanne di “falso” e il rischio di reiterazione del reato ( lo sta facendo la comandante Maria Pignatiello mentre l’opposizione tace!); quella che accoglie in maggioranza consiglieri di coalizioni avversarie (Lorenzo Romiti); quella che associa rossi, verdi e neri in un abbraccio indistinto, generando un coacervo di conflitti di interessi (Aveta) con marchettari di bottega (presidente del consiglio Ruotolo ) e di travasati e travasanti e molte altre amenità.Insomma personaggetti-banderuola che seguono non il vento, ma la brezza, anche lieve; e che improvvisamente cambiano rotta a rotta di collo, al grido di Franza o Spagna, purché se magna.
Il partito dei fratellini di Giorgia è in crisi e non solo ad Agliana. Anche a Pistoia, dopo la virata dalle elezioni amministrative, il Sen. La Plastilina (Patrizio La Pietra), è pesantemente criticato dalla sezione locale. I malpancisti, parlano poco perché temono le purghe staliniane che ne seguirebbero. Anche Daniele Ricasoli, già capogruppo ad Agliana che, a gennaio l’ha sfanculato e adesso, dopo il black out della tornata elettorale di maggio, sembra riaffiorare ad Agrumia con cenni positivi verso l’amministrazione più sconclusionata dell’universo mondo, quella di Bimbominkia della vigila Vilucchi.
I rumors di palazzo che sono seguiti all’uscita del nostro recente post dedicato ai due politici più visibili del momento, Lorenzo Romiti e Ambra Torresi, sono paradossali, ma in realtà hanno un forte significato e una plausibile attualità che non vanno trascurati. Riaffiora il principio del di Vannacci e del “mondo è alla rovescia” che si sta avanzando e che, nei prossimi due anni, potrebbe seguire con altre sorprese, molte amare, per le persone provviste di ordinaria competenza e buon senso. Oppure stupire, come fatti anche divertenti per la loro sfacciata spregiudicatezza. Ma non facciamoci abituare, restiamo svegli.
La notizia è che l’assessora giurista Ambra Torresi – quella che è solita parcheggiare in curva in via Venezia con la Pignatiello che s’acceca per la circostanza – sarebbe la più probabile candidata Sindaco del centro destra, ops! pardon del raggruppamento demo-fascio-comunista che si andrebbe a costituire alla prossima tornata elettorale.
Chi meglio di lei sarà utile a confondere i confondibili? Ambra è il diavolo e l’acquasanta: il rosso e il nero, la cultura woke e l’intransigenza (apparente) in lei convivono e tutti i dabbenisti che se la ricordano a servire la rosticciana o il taglio di pizza, non avranno dubbi: Ambra è ancora una di noi, votiamola!
I fratellini hanno oramai il consenso di molti ex-demokrats. La politica dell’inciucio li ha resi sovrapponibili al meglio: hanno capito che, considerando la dimostrata incompetenza funzionale dell’elettorato aglianese (molti vivono di cervello rettiliano, e pure inferiore a quello del picchiatore Ciottoli) per intercettare i wokkisti/moderati/qualunquisti/annacquati, la persona multitasking sarà lei, con un bel marchio a fuoco del Pd sul braccio, impresso nientepopodimenoché dalla regina di un tempo oggi utilizzata a dirigere nel backstage. Parliamo della Ciampolini.
L’Eleanna vedrebbe così – e qui emerge il dramma umano – trasfigurare ogni sua progettualità politica, raggiunta con decine di riunioni di sezione, discussioni, ipotesi, simulazioni e proposte, tutte da buttarsi nel cesso! È arrivata infatti la volontaria di un tempo, già applicata all’apparecchiatura dei tavoli al Pakybar di Spedalino, promovibile sindaco in pectore non si sa di chi: e cioè forse della coalizione (falsamente) avversaria, ma in realtà pienamente sovrapponibile e confondibile-interscambiabile alla loro.
Agliana è ufficialmente una Torre di Babele dove tutti sono intercambiabili. Compresi quelli che una volta dicevano “a noi!” e che oggi stanno zitti alla greppia e alzano la mano indifferenti. Gli dedicheremo presto uno speciale fatto su misura per loro.
Magra la figura di Guido Del Fante e di Andrea Acciai, che sembrano chiamati a pagare insieme alla Ciampolini, la pesante ipoteca imposta dalla gestione schleiniana del partito, con emissario Marco Furfaro che non ha colto lo spessore di provincialismo della sua povera e modestissima Agrumia, proponendo un organigramma non gradito al rinnovato elettorato (di vecchi comunisti padronali, ne resta sempre meno), “disturbato” dall’uso dei social.
Non serve il programma condiviso e attuale, servono meglio gli ammiccamenti, le partite a burraco, le pacche sulle spalle: perché rischiare di perdere con una Greta Avvanzo o una Giulia Fondi come candidate, quando c’è una come l’Ambra, una fashion che potrà riciclarsi con rapidità al sentimento del momento, senza alcuno sforzo come sta – e smentiteci se vi riesce – facendo in questi mesi l’assessore delle “variazioni di bilancio” ché tanto paga Pantalone.
La tesi è, peraltro, chiaramente dimostrata dal sindaco Tanacca di Quarrata. Già usciere della Cassa Rurale di Vignole che, senza neanche un diploma, dimostratamente illetterato e disfunzionale in rapporto alla rappresentanza politica, è primo cittadino di una comunità di quasi 30mila abitanti, chiaramente assoggettato al controllo diretto di Okkione Mazzanti. È la politica di oggi: anche i quarratini in quanto a cervello rettiliano, non scherzano. Gli sono piaciute le partite a carte di burraco con il Mazzanti, che altro si vuole di più? Magari i Mamamia in tour?
Questo sembra dirci il messaggino del nostro lettore pistoiese che ci lusinga per i complimenti, ma che ci sbalordisce per la notizia, confermandoci i rumors che ci arrivano dal giugno scorso. Non serve più nemmeno la militanza in un partito perché – come diceva una canzone di Iannacci – “…ci vuole orecchio”… o culo (scegliete voi!)
A.R.
[alessandroromiti@linealibera.info]


































