Le recenti vicende dell’inceneritore hanno fatto riaffiorare le acrobazie che caratterizzano da sempre i politici inciuciati del Comune di Agliana, con clamorose contraddizioni ed esperimenti di associazionismo-divergente impossibili neanche per le pratiche eugenetiche di Mengele…

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AGLIANA. Il post sulla costituzione del “Comitato per il sì all’inceneritore” con il rubicondo Edoardo Fanucci e Lorenzo Romiti ha superato le 72 ore di pubblicazione e non ha ricevuto alcun commento di risposta, critica o rettifica richiesta ai sensi dell’articolo 8 della legge 47 del 1948. Ciò vuole dire che la nostra tèsi è dimostrata: il Comitato inceneritorista per il Sì, l’ha costituito Don Ferdinando Betti e il rubicondo Fanucci è soltanto una figura di facciata.
L’incontro fortuito avvenuto ieri con degli elettori del tandem Lorenzo Romiti/Ambra Torresi – la S. Messa domenicale fa bene, non solo allo spirito – ci ha permesso di raccogliere le più genuine doglianze per la più psicodrammatica configurazione di due politici spedalinesi, sfacciatamente ondeggianti.
Entrambi fanno il teatro dell’orrore con degli originali cambi di casacca: il primo consigliere di opposizione (che però siede in maggioranza e vota con essa), l’altra, già sfegatata piddìna, oggi rinsavita (?) e felicemente alla greppia.
Più famosa quale assessora delle variazioni a bilancio, l’Ambra è colei che spiegò in commissione che era cosa buona e giusta, fare opposizione a un ricorso al Tar con il Comune (lo fecero contro chi scrive), per poi perderlo alla grande e così pagare 7mila euro di risarcimenti. Che razza di avvocati sono?
Non siano gli afflitti da strabismo socio-politico alternante. E per questo non viviamo degli spasmi cerebrali dati dalle continue contraddizioni logiche, come deve per forza fare Lorenzo Romiti ogni giorno.
Lui siede in consiglio con la maggioranza di destra, cioè FdI, che ha per capa, la Giorgia; mentre a Spedalino Lorenzo è un renziano doc per Italia Viva, cioè sta nella chat del partito antagonista della Meloni.
Quando poi va a Montale, deve applaudire il sindaco di uno schieramento avverso a quello di Agliana: bianco o nero, carne o verdura, vernice a solvente o all’acqua? Cosa sceglie, Lorenzo, quando sceglie? Segue criteri lineari e ordinati che lo guidano nella quotidianità? Usa ragionamenti ben congegnati e interconnessi da vere funzionalità logiche proprie, oppure no? È tutto vero o siamo un uno psicodramma da Hitchock?
I corti circuiti in consiglio comunale aglianese sono grossolani e continui per chi è costretto a sopportare delle frustrazioni intellettuali che sarebbero intollerabili per chiunque volesse esercitare – ispirato all’articolo 54 della Costituzione – qualche attività immerso nella real-politik, di un qualunque contesto sociale terrestre.
Il “Comitato per il Sì” è stato fondato dal Betti e il Fanucci fa solo la testa di legno per sostenerelo? |
Formidabile il caso pilota dell’inceneritore. L’Ambra tace, memtre il sindaco dice “nì”, e Lorenzo sostiene il comitato per il “Sì” – quello fondato dal Betti. E se il Benesperi dovesse votare “No” – opzione ancora disponibile –, che farà il renziano di Spedalino?

I loro elettori sono più che delusi. Diciamo, per come li abbiamo sentiti, anche “schifati” e hanno ragione. Un disgusto comprensibile per lo strazio osservabile alla lettura delle cronache. Vedere i candidati di dimostrata fede anpigiana e sapere che, dopo non avere mai mancato una solenne festa della liberazione, il Lorenzo siede nelle file della maggioranza, mentre l’Ambra è stata associata su La Nazione al tubatore-strozzatore-cianchettatore, eminente fascione Agnellone di Dio, fa ancora rabbrividire!
Maurizio Ciottoli è un altro inciucista democristineggiante. Quello che voleva i risarcimenti per 500mila euro dal Nesti per danni accumulati in 15 anni, ma poi ha fatto marcia indietro, su ordine, forse, dell’Aveta (tramite il suo referente avvocato Sauro Erci): una scena da Sogno di una notte di mezza estate a firma di Shakespeare..
È, quella aglianese, la giunta de’ redìoli, i riportati dalla Brana con un sindaco falsario, uso alle minacce e alle calunnie. Ma non è ancora finita. Anche il presidente dell’Anpi aglianese è comprensivo; e fa spallucce a queste pantomime napoletane, perché Antonio Gigliotti è anche in Auser; ed è contento che l’amministrazione abbia concesso il finanziamento annuale per tirare avanti il pensionismo agrumiese.
Insomma, sono tutti contenti con una amministrazione di centro-destra/sinistra, cioè nessuna delle due, ovvero demo-fascio-comunista.Ttutti insieme appassionatamente a cantar il brocardo guicciardiniano (nulla a che vedere con il Francesco di Pavana) Franza o Spagna, purché se magna!
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In questo quadro disastrato ci fanno tenerezza i due giovani consiglieri Gioele Fedi e Cristiano Mattia gettati nelle ortiche di un consiglio dove il più preparato, a partire dal presidente Ruotolo, è un incapace (Nerozzi dixit, e come dargli torto).
Loro li hanno chiamati a fare numero e sicuramente non si sono resi conto dello strazio psico-logico ed esistenziale degli inciuci di palazzo. Perché la coscienza non la puoi spengere e, prima o poi, riaffiora e vengono le ruminazioni, le revisioni, le torsioni voltagabbana… Con una opposizione cecata e anch’essa impreparata dopo l’abbandono del potente e acuto consigliere Giovanni Iorio.
Insomma che schifo per gli elettori di centro sinistra, traditi e rinnegati. Come per quelli di destra!
A.R.
[alessandroromiti@linealibera.info]
































