piRandellate. «OGNI POPOLO – ANCHE QUARRATA – HA IL GOVERNO CHE SI MERITA»


È la famosa battuta, divenuta proverbiale, con cui si fa capire che la classe politica e il tipo di potere di una nazione o di una comunità riflettono fotograficamente tutte le qualità, i pregi e i difetti dei suoi cittadini


L’estasi di Tanacca

NON FU STANTA TERESA FUOR DI TESTA

MA IL SOR TANACCA QUANDO CI FU FESTA


Bonacchini si chiede: «Ma come mai il sindaco Romiti non vota la Meloni…?»

 

La frase fu scritta per la prima volta nel 1811 dal filosofo e diplomatico francese Joseph de Maistre in una lettera in cui analizzava e criticava la situazione generale tragica dell’impero russo.

La storia, poi, è ripetitiva come lo sono anche gli uomini. I quali, dalla loro comparsa sul pianeta, non hanno mai cambiato (se non solo in maniera impercettibile) le “reazioni etologiche rettiliane” che li caratterizzavano.

Evidentemente l’istinto conta più di ogni altra crosta educativa, vera e propria sovrastruttura negativa come e quanto la religione, secondo il comunismo. O altrimenti, dopo tanta rieducazione antifascista che ci siamo dovuti ingoiare a forza (che palle!), non ci sarebbero così tanti fascisti in giro da dover assoldare eserciti di “culturosi” modello-Bonaccini, per arginare l’avanzata del nero di seppia che mette in crisi il rosso cardinale

Qui mi soffermo ad analizzare il modello-Quarrata. E mi rendo conto che non di rado i cosiddetti progressisti quando parlano sono né più né meno che “mitragliatrici di cazzate”.

Per non andar lontano a ripescare l’esempio dei compagni intellò di Capalbio (vedi la senatrice Monica Cirinnà, illuminata con 24 mila euro, però, in contanti nella cuccia del cane), mi concentro su Tanacca, che adora – evidentemente – Bonaccini e la Schlein, anche se non ha che il diplomino di rito della terza media.

Probabilmente preso a calci in culo, dal momento che, nonostante il tentativo di iscriversi alle professionali di San Vitale a Pistoia, Gabriele s’arrestò al secondo anno di corso (salvo errori).

Tra tutti del Montalbano ne hanno fatto pelle di becco… Ma l’importante è ballare

Non meglio il suo predecessore Marco Mazzanti. Terza media dell’obbligo, incarichi dirigenziali in Enel e super-brevetto di volo non per un F-35, ma in burraco: passo-le-sere-alla-Pineta e mi ci sbraco. Punto e a capo.

Ora che intellettuali di questa levatura sono diventati – come certi antichi barbari – imperatori di Roma della decadenza (e per questo basta guardare l’ingresso di Via Montalbano per piangere sul sudiciajo del progressismo locale), lo sfarinamento (della situazione della città e dei coglioni…) è diventato istituzione. S’è fatto Costituzione di Tanàcchia, senza paura e senza macchia.

Ma Quarrata avrà il suo divertimento smodato da Mamamia in tour, quale spettacolo più o meno simile al Panem et circenses dell’antica plebe romana. In questo caso, grazie al sindaco, si può parlare tranquillamente di Panem et minkienses. Espressione più adatta assai all’atmosfera locale e ai suoi Caligoli o Còmmodi di turno che suderanno dal piacere fino a notte fonda.

Romitino il paladino salvatore del collino

Buon divertimento a tutti i quarratini! Finché si avanza lungo la cinquina esistenziale istintivo-rettiliana (mangiare, bere, dormire, cacare e scopare – come diceva una professoressa pistojese ormai passata a miglior vita), la vita va avanti felice e senza pensieri.

I contadini di una volta, invece, mentre scorreggiavano liberamente all’aria aperta, dicevano, più terra-terra: «Finché si fa di hésti stianti, si va ’n culo a tutti i santi!».

E poiché il Montalbanon ci casca addosso, ma nessuno fa una beata minchia, Viva Bonaccini e viva l’Italia!

Edoardo Bianchini
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checché ne dicano i magistrati della città di Vanni Fuccci