accoglioni. LA VERA COLPA NON MORÌ FANCIULLA: È ANCORA AL TERZO PIANO, MA NESSUNO LO DICE


Linea Libera ha seguito quasi tutte le conferenze stampa del comitato residenti, ma abbiamo spesso dovuto constatare incompetenza e pavidità. La colpa non è di don Biancalani, ma delle «autorità costituite» care alla Gip Patrizia Martucci. Ovvero i magistrati del Terzo Piano…


Don Biancalani ha interpretato il Vangelo alla lettera. Ma noi lo capiamo: ha fatto il suo e, anzi, tutti glielo hanno lasciato fare incoraggiandolo

 

PISTOIA. Vicofaro ha finalmente curvato, ma ancora non sono state dette alcune cose, che non sono affatto secondarie, se vogliamo qualificare le vicende secondo il buon senso della gente comune e cioè eliminando la disastrosa narrazione woke.

Don Biancalani potrà solo essere compreso e giustificato. Lui, curato di campagna (uno dei tre non seminarizzato, ma fatto parroco con l’imposizione delle mani, anche con incarichi importanti pure in curia, Già, sotto il vescovo Tardelli, membro del consiglio presbiteriale, si è costruito un modello evangelico al quale credeva fermamente, ma forse fuorviante sulla pastorale in parrocchia.

La procura sedeva con la Caritas. Nessuno vedeva un’evidente posizione illecita nelle attività di Claudio Curreli?

Poi – altro grosso problema – il Rosso-lani (epiteto coniato da Mario Giordano) aveva l’imprimatur di Papa Francesco che dopo un emblematico libera-tutti, consegnò una bella somma a fondo perduto (20.000 euro) al C.a.r. di Vicofaro.

È stato di fatto Francesco a liberalizzare il pasticciaccio di Vicofaro, sdoganando il sistema Biancalani nell’irregolarità e illegalità più concreta: il Vaticano è a Roma.

In Vaticano nessuno aveva visto che la parrocchia era stata abbandonata a se stessa, trasformata in un centro di accoglienza con mille problemi?

Nessuno aveva mai letto i verbali dell’Usl, i rapporti di servizio della polizia e carabinieri? Una cosa non compresa da Francesco che non per caso era ritenuto un papa non convenzionale, cioè più un prete di strada che un Papa.

Il Comitato durante l’ultima manifestazione pubblica di protesta per rivendicare legalità e sicurezza. Grandi strilli, ma poi, tutti di fatto sottovoce. Sono stati dieci anni di tribolazione, paure e minacce: ma sempre poche rivolte a coloro che avevano il dovere di intervenire e che, al contrario, mandavano migrandi irregolari agli arresti domiciliari a Vicofaro. È così che per i magistrati del NO deve funzionare il rispetto della legge? La procura perseguita, secondo il suo illuminato parere, chi non starebbe nel solco (vedi le persecuzioni contro Linea Libera), ma per sé la legge se la fa su misura. Tanto sono tutti figli di Anm e Csm…

Un’altra grave responsabilità è riconducibile alla categoria delle «autorità costituite», e qui c’entrano tutti: prefettura, sindaco, Usl, questura e Procura della Repubblica con il Pm scout Claudio Curreli che, ha tuttora compiti direttivi e di coordinamento nel Consorzio Terraperta. Una posizione fuori luogo (lo disse anche il questore Olimpia Abbate il 4.10.23) che in Curreli si vedeva un magistrato soggetto a due padroni, auto collocatosi in una posizione di conflitto funzionale e istituzionale. Fatto grave anche perché ignorato colpevolmente da tutti e  costantemente, per dieci anni.

Curreli, con tutta la sua presunzione di salvatore del mondo, non ha ancora capito che in questa vita siamo tutti dei clandestini. E che i clandestini peggiori sono quelli che, dichiarandosi (come lui) regolari, permettono, ai clandestini veri di invadere l’Europa perché la Terra deve essere Aperta

Vicofaro 5 – 22 febbraio 2024

A sinistra la procura era bene orientata in favore delle illegalità del Rosso-lani: loro se ne catafottevano delle illegalità e dei crimini che si verificavano al Car-Vicofaro alla luce del sole. Curreli è coordinatore di TerraAerta e il comitato dei cittadini (a dx) disse chiaramente che avevano paura a fare le denunce/querele alla competente procura di Genova. Va tutto bene così? I Magistrati possono lavorare per la gente e contro la gente allo stesso tempo?

Il comitato dei residenti (ribattezzati correttamente “accoglioni” da Mario Giordano) ha dimostrato di essere incapace di capire su quali “tasti pigiare”, mancando anche di ricevere una consulenza tecnico/legale decisiva per avviare i necessari esposti contro delle autorità bendate, cioè omertose e omissive, con tutti gli elementi per un esposto/querela da presentare alla procura della repubblica di Genova.

Una fatica inutile spiegar loro i termini delle questioni. I responsabili ci risposero che avevano paura di eventuali ritorsioni (ma di chi? Di cosa? Come?) e che quindi preferivano subire in silenzio, piegando la schiena. Chi ha paura non vada in guerra!: questi sono i pistoiesi. Che peraltro si fanno consigliare dagli avvocati pistoiesi, altro grave errore considerando la piovra che avvolge la città vannifucciana.

Ridicola, infine, l’uscita del sindaco Capecchi che parla di responsabilità della politica che “non avrebbe fatto abbastanza”. Probabilmente Giovanni Capecchi non ha mai seguito le cronache vicofariane perché troppo impegnato a seguire lo svolgimento del concorso a professore presso l’Università per stranieri di Perugia.

A.R.
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