dimenticanze da tr€ milioni. MA IL BUCO DEL CIS, LO ISCRIVERETE O NO A “FUORI BILANCIO”, GENI SUBLIMI DELLE AMMINISTRAZIONI DELLA PIANA?

La partecipata Cis Spa è stata sempre un gioiellino per le amministrazioni piddine che l’hanno portata all’età del pensionamento, ma nessuno ha iscritto alla voce di “partita fuori bilancio” i tre milioni candidamente annunciati dal Franceschi nella Commissione Ambiente del 28 Dicembre al Comune di Agliana. Una autentica bomba a “scoppio ritardato”, ma che un giorno scoppierà e che “pantalone” dovrà pagare


 

Edoardo Franceschi è un commercialista capace molto stimato: gli dobbiamo fare le pulci noi giornalisti perseguitati dalla Procura? Non sa cos’è il bilancio di un Comune?

 

QUARRATA-AGLIANA-MONTALE. Il rospo è stato (finalmente) sputato dal presidente Franceschi che, interrogato dal consigliere di maggioranza Riccardo Coppini, ha dovuto ammettere la pendenza di un pagamento di 3 milioni di euro in favore dell’Ati Ladurner/Hafner. E questo nella solenne Commissione Ambiente del 28.12.21.

Una bella sommetta che dovrà essere spalmata in quota parte alle azioni dei tre Comuni proprietari, non certamente prima del 2024, anno di probabile avvio di una ipotetica (molto ipotetica, anzi improbabile) riconversione dell’impianto di incenerimento dei rifiuti di via W. Tobagi con la sua formale chiusura.

Della cosa, anche il consigliere Fabrizio Nerozzi di Agliana fece una richiesta di “accesso agli atti” nel 2019: che venne stoppata dalla segretaria Paola Aveta con un bel “niet”. Così usava fare il sovietkommissar Fragai e oggi fa l’Aveta, nella tradizione consolidata al consociativismo democristiano in salsa di Agnellone-Ciottoli): anche il consigliere Riccardo Coppini non ha mai sentito parlare di tale onerosa copertura in “fuori bilancio” e dunque ha chiesto lumi, per la quota di Agliana, pari a 930.000 euro.

Ma dopo che Franceschi sputò il rospo a fronte dei commissari di Agliana, nessuno sembra avere mosso un dito per la manifesta incongruenza della mancata iscrizione a bilancio delle quote del debito che vede esposti il Montale di don Ferdinando Betti per il 21%, pari al 630 mila; Quarrata del Mazzanti e post-Mazzanti per il 48%,pari a 1,44 milioni; e Agliana del Benesperi-Pedrito, con il 31% pari a 930 mila €.

Franceschi nulla ha detto della trattazione in bilancio di tale costo e niente ha riferito dei bilanci dei Comuni proprietari. La domanda agli assessori ai bilanci è: l’avete portata nelle previsionali di spesa o no?

L’assessore quarratino Patrizio Mearelli probabilmente non sa nemmeno dov’è l’inceneritore di Montale. Comproprietà quarratina a distanza di 7 km dal regno del Mazzanti

Katia Gherardi l’ha previsto il milione di spesa fuori bilancio al Comune di Agliana?

La vicenda ha origine da un maldestro arbitrato, nato per ragioni diverse da quelle di giustizia e tenuto per sfogare delle mere rivendicazioni politiche con la “fuoriuscita-giustificata” di soldi. Una bella somma che non è mai stata spiegata: che sia una sorta di risarcimento insolito che permettesse al gruppo trentino (oggi acquistato dai cinesi) di avere qualche “rabbocco” per altre partite, non meglio compensabili? O cos’altro? Qual è la spiegazione di questa reticenza che si affetta con il coltello?

La società Cis avviò in parallelo (si parla del 2014 per i lavori avviati nel 2006 di costruzione del nuovo impianto) un altro arbitrato, per 1,6 milioni di euro, ma di questo – sicuramente compensato dagli uomini di via Tobagi (4,7 meno 1,6 dà per risultato appunto 3 milioni) – non si è saputo più nulla. E Franceschi, se non è interrogato, non parla.

Emanuele Logli, assessore al bilancio, chieda a Renzi cosa deve fare per giustificare i 630 mila € di spesa per l’arbitrato del Comune di Montale

Marianna Menicacci segue le partecipate del Comune o non sapeva niente o, come crediamo, non vuole sapere?

Chi scrive ha riferito del pasticcio alle tre amministrazioni, con una modesta Pec inviata ai tre assessori al bilancio: per Agliana Katia Gherardi, per Quarrata l’assessore “in ciabatte” Patrizio Mearelli e per Montale il renziano Emanuele Logli (ma non dimenticandoci della collega Marianna Menicacci, assessore alle partecipate che, nel 2018 staccò con una mail, insieme al Fragai, ben 32 mila euro in favore alle società in liquidazione dei compagni di partito, la Ancinnovazione srl).

L’assessora aglianese al bilancio, Katia Gherardi, era stata bene e chiaramente informata da chi scrive (non ci aveva ancora né ripudiati né querelati, ma ci stimava e ascoltava assai interessata al nostro ricco archivio) durante una riunione a Quarrata, in presenza della reginetta dell’inciucio Milva Pacini e del già vicesindaco stressato e vessato (dalla giunta), Federico Ferretti Giovannelli.

Lorenzo Gerace che ne pensa dell’improvvisa chiusura dell’arbitrato tenuto in ghiacciaia per 12 anni?

Anche il piddino Roi Giorgi potrebbe avere qualcosa da rivedere sulla contabilità della società Cis Spa?

Insomma, i nostri consulenti hanno certezza che sia cosa grave, anzi pessima – per le amministrazioni proprietarie e per i revisori contabili – quella di non avere ancora posto a bilancio tali partite che appaiono come veri “buchi” e che sono chiaramente da mettersi nelle partite fuori bilancio.

Tali ingenti pagamenti, per la loro natura extracontrattuale, dovevano essere iscritti per la loro originale primitiva consistenza di 4,7 + 1,6 milioni, nei bilanci comunali dei tre Comuni, essendo scaturiti da una controversia del 2010: questo non è solo il nostro parere. Ma se fossero stati scritti, perché Fabrizio Nerozzi e Riccardo Coppini (appartenenti alle fazioni antagoniste centro sinistra e centro destra) hanno fatto le insolite richieste di chiarimento?

La Corte dei Conti che dirà di questa storiella piccante?

Una controversia che ha visto una transazione lunga (dal 2009, data di redazione del Sal di fine lavoro, fino al 2021) circa dodici anni. Ma se l’accordo è stato raggiunto con una semplice sottrazione e arrotondamento, perché il Franceschi l’ha tirata tanto per le lunghe? E come mai gli assessori non hanno elaborato gli adempimenti previsti per legge? Che ne penserà la Corte dei Conti? E il presidente del Collegio Sindacale, Lorenzo Gerace con il revisore Roi Giorgi, che ne pensano? I revisori contabili  dei tre Comuni, non sapevano nulla?

Anche l’Oiv dott. Riccardo Bartoli crediamo che dovrebbe alzarsi dalla poltrona e indignarsi, per scrivere qualche relazione d’infrazione per l’evidenza di tale costo improvviso e tenuto all’oscuro.

Le opposizioni storiche di centrodestra, dormono, come dorme il consigliere molto inciuciato Alberto Fedi che ha avuto l’atto di arbitrato in mano e non ha detto niente, ma che anzi ce ne ha negato la consultazione (forse per averlo promesso al Franceschi)?

L’episodio di un assessore aglianese (Gherardi) e un consigliere di opposizione di Montale centrodestra (Alberto Fedi) che sono stati bene informati della pesante partita di costo, ma che sono rimasti fermi e zitti, non è chiaramente dimostrativo della volontà trasversale di tollerare ogni malagestio che viene fatta dietro all’incenerimento dei rifiuti?

I cittadini dei tre Comuni facciano le loro valutazioni e si preparino a pagare, ché tanto anche questa volta “paga Pantalone”…

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.online]