
AGLIANA. Quello che è successo e, ahimè, sta succedendo ad Agliana negli ultimi tempi è la cartina di tornasole di un paese, quello italico, ormai impazzito, dove tutto va al rovescio e deraglia come la locomotiva della canzone di Guccini.
Il moloch rosso, a tratti bianco, a tratti ravanello pallido si è sbriciolato e quella che sembrava una maggioranza compatta come una falange romana, si è squagliata come un ghiacciolo nell’acqua calda.
La combriccola di bravi ragazzi, che i furbetti del quartierino avevano venduto come “il nuovo che avanza”, la faccia pulita del potere, giovani e inesperti al punto giusto da poterli manovrare a proprio piacimento per i soliti interessi di bottega, si è dimostrata non solo incapace ma anche presuntuosa e arrogante condannando Agliana ad altri 5 anni di immobilismo e belle promesse irrealizzate.

Punta di diamante di questo ameno quadretto il buon Giacomo Mangoni che però, inaspettatamente e fortunatamente, dopo 4 anni e spiccioli di “signorsì” e battute di tacchi si è rotto i cabbasisi (direbbe Montalbano), ha capito che intorno a lui stavano già preparando il banchetto funebre e ha rovesciato il tavolo sbattendo fuori il pistoiese Fragai (longa manus del potere magnenensiano e anima nera della Giunta per quasi un lustro): ora si fa come dico io, muoia Maciste con tutti i filistei!
Bravo Giacomo ci viene spontaneo dire e anche se l’operazione appare tardiva, meglio tardi che mai.
Ma si sa, “morto il re, viva il re” e con Giacomino fuori (apparentemente) dai giochi ecco che gli amici degli amici, la cricchettina di masnadieri che da decenni si spartiscono il Comune davanti a una pizza, non si son persi d’animo, hanno cambiato cavallo e son subito saliti sul carro del Vannuccini che ora si spaccia illibato quando è stato compagno di letto silente per 4 anni e mezzo con questo sindaco.
Misteri della fede, ma del resto anche Maria ha avuto un figlio pur rimanendo vergine.
E l’ex assessore è quindi già protagonista in un valzer di incontri con dirigenti di altri comuni, caffè al bar, allegre riunioni conviviali sulle rive del Lago primo Maggio. E pare pure che abbia dato il daspo al Magnanensi (che incontra solo la sera e lontano da occhi indiscreti) per preservare la nomea della novità, dell’uomo libero, scevro da inciuci e diktat.
Il quadro è desolante cari miei, ci vorrebbe davvero uno tsunami per spazzar via banco e chicchi e far tornare Agliana, non dico a rivivere, ma almeno a respirare un po’ di aria fresca.
Oppure avremo un altro clone del Mangoni primo cittadino (ci perdonerà il Guercini se lo plagiamo) che risponderà alle solite logiche e ai soliti celati interessi. Ce la faranno gli aglianesi per una volta in 70 anni ad opporsi a questo sistema di potere? Mancano 100 giorni, poi avremo la risposta.
(lettore ospite)






















![ridicoli. [EU]GENIO GIANI VUOLE MANTENERE L’INCENERITORE: MA NON ERA UNA “MACCHINA VECCHIA, LETALE E DA CAMBIARE”? ridicoli. [EU]GENIO GIANI VUOLE MANTENERE L’INCENERITORE: MA NON ERA UNA “MACCHINA VECCHIA, LETALE E DA CAMBIARE”?](https://www.linealibera.online/wp-content/uploads/2026/09/giani-230x184.jpg)




