Contratto FISE ancora negato, stipendi contestati, mezzi inadeguati, assistenza insufficiente e ritmi di lavoro estenuanti. I lavoratori puntano il dito contro ALIA e ATI Soc. Coop.: «Da anni ci prendete in giro. Vogliamo sapere chi si assume la responsabilità di questa situazione!»

QUARRATA. Basta promesse. Basta rinvii. Basta silenzi. ALIA E ATI SOC. COOP.: SIETE ENTRAMBE AL CENTRO DELLE NOSTRE CONTESTAZIONI.
Siamo i lavoratori che ogni giorno garantiscono la raccolta dei rifiuti porta a porta nel territorio di Quarrata. Siamo quelli che salgono sui camion quando ancora molti cittadini dormono, quelli che percorrono chilometri di strade, che sollevano continuamente mastelli e sacchi, che lavorano con il freddo, sotto la pioggia e con temperature estive insopportabili. Siamo quelli senza i quali il servizio di raccolta si fermerebbe. Eppure ci sentiamo trattati come lavoratori di serie B.
Da anni chiediamo il riconoscimento di condizioni contrattuali adeguate, stipendi dignitosi, mezzi efficienti e un’organizzazione del lavoro sostenibile.
E DA ANNI CI TROVIAMO A COMBATTERE CONTRO UN MURO DI PROMESSE, RINVII E RISPOSTE CHE NON RISOLVONO NULLA.
Oggi chiamiamo pubblicamente in causa ALIA, committente del servizio, e ATI Soc. Coop., azienda che ci impiega.
Non accettiamo più che le responsabilità vengano rimpallate dall’una all’altra.
ALIA E ATI: IL SERVIZIO FUNZIONA SULLE NOSTRE SPALLE, MA A QUALE PREZZO? Ci viene chiesto ogni giorno di garantire un servizio essenziale per tutta la cittadinanza. Percorsi da completare, tempi da rispettare, quantità enormi di rifiuti da movimentare, strade da percorrere e imprevisti da affrontare. Ma chi si preoccupa realmente di noi?
CHI CONTROLLA SE IL LAVORO CHE CI VIENE RICHIESTO È UMANAMENTE SOSTENIBILE? CHI VERIFICA SE I MEZZI SONO ADEGUATI? CHI SI ASSUME LA RESPONSABILITÀ DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI CHE DENUNCIAMO?
ALIA e ATI hanno ruoli differenti, ma entrambe devono rispondere, ciascuna per le proprie competenze, alle questioni che solleviamo. Non vogliamo più sentirci dire che dobbiamo rivolgerci a qualcun altro.
FACCIAMO RACCOLTA RIFIUTI, MA CI APPLICANO UN CONTRATTO MULTISERVIZI! È una situazione che consideriamo profondamente ingiusta. Ogni giorno svolgiamo mansioni proprie della raccolta dei rifiuti urbani, ma ATI continua ad applicarci il contratto Multiservizi, utilizzato anche nel settore delle pulizie. Noi rivendichiamo da anni l’applicazione del contratto FISE-Assoambiente, coerentemente con le mansioni che effettivamente svolgiamo. Non si tratta di una semplice sigla su una busta paga. Si tratta di stipendi, inquadramenti, indennità e condizioni economiche che possono cambiare concretamente la vita di una famiglia.
NON VOGLIAMO CONTINUARE A SVOLGERE UN LAVORO PESANTE E RESPONSABILE CON UN TRATTAMENTO ECONOMICO CHE RITENIAMO INADEGUATO. E chiediamo ad ALIA di chiarire perché, nonostante le nostre contestazioni, la situazione non sia ancora stata risolta.
IL 1° NOVEMBRE DOVEVA CAMBIARE TUTTO. INVECE UN’ALTRA DELUSIONE! Dopo anni di battaglie, incontri e richieste, ci era stato annunciato il passaggio al contratto FISE dal 1° novembre 2026. Una data che aspettavamo da tempo. Finalmente sembrava arrivato un riconoscimento concreto. E invece, secondo quanto ci è stato comunicato, anche questo impegno sarebbe stato rinviato.
MA FINO A QUANDO PENSATE DI POTER CONTINUARE A RIMANDARE I NOSTRI DIRITTI? Per quanto tempo ancora dobbiamo lavorare aspettando una promessa che continua ad allontanarsi? E soprattutto: cosa succederà alle differenze retributive che rivendichiamo per gli anni precedenti?
GLI ANNI PASSATI A LAVORARE NON SI CANCELLANO CON UNA NUOVA DATA SUL CALENDARIO. Chiediamo ad ALIA e ATI di affrontare insieme questa questione e di fornire risposte scritte, precise e verificabili.
CAMION PROBLEMATICI, ASSISTENZA INSUFFICIENTE: DOBBIAMO ASPETTARE CHE SUCCEDA QUALCOSA? Le nostre contestazioni riguardano anche le condizioni materiali del lavoro. Segnaliamo camion che presentano problematiche, difficoltà operative e una carenza di assistenza aziendale che giudichiamo inaccettabile. Eppure ogni giorno dobbiamo garantire la raccolta. LA SICUREZZA DEI LAVORATORI NON PUÒ ESSERE CONSIDERATA UN DETTAGLIO. Non vogliamo aspettare un incidente per vedere finalmente affrontate le nostre segnalazioni. Chiediamo verifiche immediate sui mezzi, sugli interventi di manutenzione, sui tempi di assistenza e sulle condizioni in cui siamo chiamati a operare. ATI deve rispondere delle condizioni di lavoro dei propri dipendenti. ALIA deve chiarire quali controlli esercita sull’esecuzione dell’appalto.
NON BASTA CHE IL CAMION ESCA DAL DEPOSITO. DEVE ESSERE MESSO IN CONDIZIONE DI LAVORARE IN SICUREZZA, E CON LUI CHI LO GUIDA E CHI RACCOGLIE I RIFIUTI. CITTADINI DI QUARRATA, SAPETE COSA C’È DIETRO LA RACCOLTA DEI VOSTRI RIFIUTI?
Ci rivolgiamo direttamente a voi. Quando un mastello non viene svuotato, quando una strada presenta rifiuti o quando il servizio non è all’altezza delle aspettative, è comprensibile protestare. Ma prima di puntare il dito contro l’operatore, chiedetevi in quali condizioni è stato messo a lavorare. Sapete quanti chilometri percorriamo? Quanti contenitori movimentiamo? Quali difficoltà affrontiamo? Quali retribuzioni contestiamo?
NON SI PUÒ CHIEDERE AI LAVORATORI DI COMPENSARE ALL’INFINITO CON LA PROPRIA FATICA LE CARENZE CHE DENUNCIANO. Non vogliamo abbandonare le strade al degrado e non vogliamo penalizzare i cittadini. Ma non siamo più disposti ad accettare che tutte le difficoltà del servizio ricadano sulle nostre spalle. Se mancano mezzi adeguati, se l’organizzazione è insufficiente, se i tempi sono irrealistici, il problema deve essere affrontato da chi ha il potere e il dovere di intervenire.

UN SERVIZIO PUBBLICO DI QUALITÀ NON SI COSTRUISCE CON LAVORATORI ESAUSTI, DEMOTIVATI E CHE SI SENTONO ABBANDONATI. ALIA E ATI, IL RISPARMIO ECONOMICO NON PUÒ ESSERE PAGATO DAI LAVORATORI! Vogliamo che sia fatta piena chiarezza anche sulle condizioni economiche dell’appalto. Le risorse previste consentono davvero di garantire il corretto trattamento contrattuale, mezzi efficienti, personale sufficiente e carichi di lavoro sostenibili? Oppure esistono criticità economiche e organizzative che finiscono per ricadere sugli operatori? Non conosciamo tutte le condizioni degli accordi tra ALIA e ATI, ed è proprio per questo che chiediamo trasparenza e controlli.
NON ACCETTIAMO CHE IL COSTO DI UN SERVIZIO PUBBLICO VENGA CONTENUTO SACRIFICANDO LA DIGNITÀ DI CHI LAVORA. Se ci sono problemi nell’appalto, devono essere affrontati da chi lo gestisce. Non scaricati sui dipendenti. NON VOGLIAMO PIÙ PROMESSE. VOGLIAMO FATTI, CONTRATTI E ARRETRATI! La nostra vicenda è stata portata anche all’attenzione dell’Ispettorato del Lavoro. Non siamo rimasti fermi. Abbiamo chiesto, aspettato, partecipato agli incontri e continuato a lavorare. Ma adesso la misura è colma. Chiediamo ad ALIA e ATI risposte pubbliche e immediate sul contratto FISE, sulle differenze retributive pregresse, sulle condizioni dei mezzi, sull’assistenza e sui carichi di lavoro. Chiediamo inoltre agli organi competenti di effettuare tutte le verifiche necessarie.
NON CI INTERESSA PIÙ SENTIRE DI CHI SAREBBE LA COLPA. CI INTERESSA CHE CHI HA RESPONSABILITÀ SI ASSUMA FINALMENTE L’IMPEGNO DI RISOLVERE I PROBLEMI. SE SIAMO COSÌ ESSENZIALI, PERCHÉ I NOSTRI DIRITTI VENGONO SEMPRE DOPO? Senza di noi, i rifiuti resterebbero davanti alle case. Senza di noi, i mastelli non verrebbero svuotati. Senza di noi, il servizio quotidiano di raccolta non potrebbe essere garantito. Ma quando chiediamo stipendi adeguati e rispetto, sembra che la nostra voce non abbia lo stesso valore.

SIAMO ESSENZIALI PER IL SERVIZIO, MA CI SENTIAMO DIMENTICATI QUANDO SI PARLA DEI NOSTRI DIRITTI. Non siamo numeri su un foglio, non siamo soltanto un costo da inserire in un appalto. Siamo persone. Abbiamo famiglie, figli, responsabilità, bollette e mutui da pagare. E soprattutto abbiamo una dignità che non siamo più disposti a mettere da parte.
ALIA E ATI: ADESSO BASTA SCARICABARILE. VOGLIAMO RISPOSTE! Non chiediamo favori. Chiediamo il riconoscimento del nostro lavoro, la verifica delle somme che riteniamo dovute e condizioni che ci permettano di lavorare in sicurezza. Siamo pronti a continuare questa battaglia attraverso ogni iniziativa legittima, anche pubblica, finché non arriveranno risposte concrete.
AI CITTADINI CHIEDIAMO DI NON VOLTARSI DALL’ALTRA PARTE. Perché dietro ogni strada pulita c’è qualcuno che ha lavorato per renderla tale. E dietro ogni lavoratore c’è una persona che merita rispetto.
ALIA E ATI, NON POTETE CONTINUARE A PRETENDERE IL MASSIMO DA CHI DENUNCIA DI RICEVERE TROPPO POCO. BASTA PROMESSE. BASTA RINVII. BASTA SILENZIO. IL NOSTRO LAVORO NON È UN FAVORE. I NOSTRI DIRITTI NON SONO UNA CONCESSIONE. LA NOSTRA DIGNITÀ NON È IN APPALTO!
I lavoratori ATI Soc. Coop. impegnati nella raccolta porta a porta per conto di ALIA nel territorio di Quarrata, Pistoia, Agliana e i comuni della Toscana


























