PROVINCIA DI PISTOIA, IL PRESIDENTE MARMO REVOCA LE DELEGHE A QUATTRO CONSIGLIERI

Dopo le rinunce di Di Maina, Giacomelli, Leka e Tesi, il Presidente accoglie le comunicazioni “per responsabilità istituzionale”, pur non condividendone le motivazioni. Le deleghe restano vacanti in attesa di nuove determinazioni

La sede della Provincia

PISTOIA. La Provincia di Pistoia rivede la composizione delle deleghe consiliari. Con il Decreto del Presidente n. 155 del 4 settembre 2026, il Presidente Luca Marmo ha disposto la revoca parziale del precedente decreto n. 153 del 1° settembre, che assegnava funzioni specifiche ai consiglieri provinciali.

La decisione arriva dopo che i consiglieri Ilaria Di Maina, Gabriele Giacomelli, Bruno Leka e Nicola Tesi hanno comunicato formalmente la rinuncia alle deleghe loro attribuite, con protocolli registrati tra il 3 e il 4 settembre. Una scelta che, si legge nel decreto, non è motivata da impedimenti oggettivi o incompatibilità con il ruolo, ma da valutazioni politiche legate alle modalità di esercizio della prerogativa presidenziale.

Il Presidente Marmo sottolinea che la facoltà di attribuire deleghe ai consiglieri provinciali è una prerogativa prevista dalla legge e dallo statuto, non condizionata al consenso dei singoli consiglieri né riconducibile a rapporti fiduciari personali. Per questo motivo, le rinunce non incidono sulla legittimità delle deleghe originariamente conferite.

Tuttavia, il decreto evidenzia come l’“espressa indisponibilità” dei quattro consiglieri renda non proficua, allo stato, la prosecuzione del rapporto di collaborazione nelle materie loro assegnate. In un’ottica di responsabilità istituzionale e per evitare tensioni che potrebbero riflettersi negativamente sul funzionamento dell’Ente, il Presidente ha deciso di accogliere le rinunce, pur non condividendone le motivazioni.

La revoca riguarda esclusivamente le deleghe attribuite ai quattro consiglieri, mentre il resto del decreto n. 153 rimane confermato. Le competenze oggetto di rinuncia non saranno al momento riassegnate, in attesa di successive valutazioni.

Con questo atto, la Provincia apre una nuova fase di riflessione sull’organizzazione delle deleghe consiliari, in un contesto politico che negli ultimi giorni ha mostrato segnali di tensione interna.