piRandellate. E ORA TOCCA A CARLO BARTOLI FARE GIUSTIZIA. MA CE LA FARÀ A FARCELA PER LE SUE GIORNALISTE E I SUOI GIORNALISTI…?

 


Il mondo politicamente corretto che ci impongono di vivere è un concentrato di ipocrisia e di fariseismo formalista grazie al quale tutto si risolve in futili filosofie dedicate al disquisire del sesso degli angeli, della schwa o dell’asterisco, delle cittadine e dei cittadini, delle giornaliste e dei giornalisti. Roba che porta all’alienazione e al nullificio dell’oggi. Nel frattempo giornalisti e giudici si saldano a danno del popolo


Ora pro nobis peccatoribus nunc et in hora mortis nostrae. Amen!

SALVATE LA GIULIA

E I SEGRETI DI FÁTIMA


Carlo Bartoli, il presidente dei giornalisti che ha finanziato la campagna del NO dei giudici dell’Anm

*

Lo voglio proprio vedere Carlo Bartoli, il presidente dell’ordine nazionale dei giornalisti, alle prese con la “giovine madonnina infilzata” della Giulia Innocenzi, quasi Lucia manzoniana avvolta in un’aura di artefatta modestia, che non risulta iscritta all’ordine da nessuna parte e che, lasciata la veste della Virgo Virginum, s’è vestita degli abiti succinti della Marianna francese a seno nudo all’assalto della Bastiglia in difesa dei diritti professionali di una categoria alla quale (stando ai fatti) non sembra appartenere.

Lo voglio proprio vedere, questo bis-eletto presidente nazionale dei compagni della ANM-giornalisti, che prende – come ha fatto qui a Pistoia con me – e denunzia la pupillina di Michele Santoro per esercizio abusivo della professione, con l’approvazione del suo successore fiorentino, un Giampaolo Marchini paladino delle giornaliste (?) dell’Asl Toscana Centro, famose confezionatrici (oggi in pensione) delle fake news sulla bellezza della sanità toscana, santa perché di sinistra.

Similes cum similibus, direbbe Platone; che pure era comunistissimo: basta leggerne La Repubblica – non il giornale degli intellò, ovviamente. Sono convinto che Bartoli troverà il modo di sdrucciolare sulle mucillagini di anguilla che caratterizzano la politica italiana. Il giornalismo, da noi, come pure la magistratura, è tutta e solo politica.

L’ordine dei compra-venduti di Fava si è sempre distinto, come del resto i suoi «prossimi sociali», i giudici a cui ha finanziato anche la battaglia del NO-a-Nordio; si è sempre distinto, dicevo, in mirabolanti soluzioni di compromesso da vomito.

Ne cito un esempio per tutti: il nessun provvedimento nei confronti di una addetta-stampa di fede rosso-Toscana, che assommava in sé la funzione di informatrice di azienda, e quella di portavoce del direttore generale dell’azienda rosso-pubblica stessa.

Più conflitto d’interessi di così, cosa volete, signori giornalisti del politicamente corretto/corrotto?

Non vi sembra Bartoli e Marchini si siano comportati come la Gip di Torino che ha scarcerato il bengalese a-pipi-ritto che non rappresenta un pericolo per il fragile imene dell’Ifigonia in Culide?

Siamo al livello dello «Statuto delle studentesse e degli studenti» del fu-ministro Luigi Berlinguer…?

L’ordine dei giornalisti (più o meno a qualsivoglia livello) non solo non garantisce un bel niente ai suoi iscritti; non solo non dirige il traffico (più o meno illecito) degli accessi come dei clandestini in Italia: ma predica pure il moralismo autistico della sinistra che salva i suoi e spara sui non allineati. Ossia quei tre o quattro giornalisti veri (tanti ne sono rimasti) che non s’inginocchiano al «potere costituito» come sinistra pretende.

Lo voglio vedere, Carlo il mite, denunciare l’Innocenzi madonnina infilzata, figlia di Michele Santoro e prediletta dal martire Sigfrido. E voglio sganasciarmi dalle risate pensando alla dissoluzione di una mini-casta in cui, come in casa Ranucci, lavorano anche quelli che non dovrebbero: solo perché somigliano alla Madonna di Lourdes.

Le percentuali – e qui, come al mio solito, ragiono super partes – sono le stesse. In Anm c’è il 96% dei giudici, ma ne basta quel 4-5% di “votati al disegno criminoso”, per rovinare tutta la giustizia.

Nell’ordine dei giornalisti c’è il 96% dei piccoli scrivani fiorentini, ma ne basta il 4-5% di quelli che vengono eletti (peraltro da un ridicolo 2% di iscritti) per infiammare gli animi del sacro fuoco di Massimo Giannini e della “sinistra dei più meglio”.

Ici nous avons une Marianne!

La manovra di accerchiamento a ganascia (magistrati deviati più giornalisti compravenduti) fa il resto. Le due parti dell’esercito invasore tendono a chiudersi e a soffocare le voci davvero libere, terze, imparziali, indipendenti.

Per chi non lo avesse ancora capito: che gran casino questo paese in cui si mangia, si beve e si balla, andando in culo al popolo sovrano.

Ora: vi sembra possibile che io possa entusiasticamente inchinarmi a gente come questa che rilascia diplomi di corsi deontologici professionali destinati “alle giornaliste e ai giornalisti” del Bartoli? L’onestà intellettuale si ottiene, forse, per decreto?

Coraggio, presidente Bartoli! Firma la denuncia contro la Innocenzi come hai fatto con me a lode e gloria del signor Curreli e di tutta la sua santa chiesa deviata!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
© Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
Stampa online non clandestina né illegale
checché ne dicano i magistrati della città di Vanni Fucci