
PISTOIA. Approfittiamo, per parlarvi d’altro, del nuovo, ma non certo ultimo, fatto di micro criminalità accaduto ieri, nel pomeriggio, alla Rosticceria Francesco di via dell’Ospizio, a Pistoia (un uomo è entrato nel laboratorio attiguo, ha portato via un borsellino di una dipendente, ma, mentre fuggiva, è stato raggiunto dal titolare che è riuscito a rimpossessarsi del portamonete, riuscendo anche, durante l’incruenta a colluttazione, a strappare al ladro un giacchetto e un borsone, nel quale c’erano una siringa e delle tronchesi).
Altro, è il paese Italia (stavolta la p è minuscola, perché parliamo seriamente), dove il furto – che si tratti di un tossicodipendente alla spasmodica ricerca della pace-eroina, o di un’alta carica politica ché è così che è cresciuto e che crede che questo sia il metodo migliore – è ormai un’abitudine, una malattia endemica, radicata, storica, perfettamente oleata, accuratamente tramandata di padre in figlio, quasi inestirpabile. Quasi, è un imperativo, che abbiamo il dovere di coltivare per lasciare qualcosa ai nostri figli in cui sperare.
Perché in questo paese (la p immaginatela piccola, piccola, più piccola di quel che si possa) tanto la tossicodipendenza, quanto il malaffare sono stati combattuti con la stessa identica arma, spuntata e inoffensiva: la demagogia, che non ha portato, ovviamente, a nulla, se non a legittimare tanto i tossici quanto gli imbroglioni.
Sul posto, poco più tardi, è arrivata una volante del 113: i due agenti hanno preso appunto delle descrizioni sommarie del ladro mancato offerte dal proprietario e avranno stilato il rapporto, che in serata sarà giunto, insieme ad altre annotazioni, sul tavolo del Questore.
Il malvivente, o meglio, il malvissuto, sarà forse, ieri sera, oggi, domani, la prossima settimana, individuato, intercettato denunciato a piede libero, ma poi lasciato in balìa di se stesso, libero ma condannato a continuare a delinquere in un’altra qualsiasi rosticceria per racimolare quei 20, 30, 40 euro, dipende cosa si trova, con i quali assicurarsi un’altra dose di purgatorio.
Bella Italia, amate sponde
pur vi torno a riveder!
Trema in petto e si confonde
l’alma oppressa dal piacer…


























