
PISTOIA. Un commento di tutto rispetto sull’ultimo libro di Matilde Calamai, scrittrice e giornalista pistoiese volto televisivo di Rtv 38, “Paola. Oltre la parole” Giuliano Ladolfi Editore, storia di una donna di mezza età con un matrimonio in crisi e colpita improvvisamente da ictus cerebrale e conseguentemente affetta da afasia, malattia che le impedisce di comunicare normalmente con l’esterno, ma che la porta ad effettuare un profondo lavoro interiore su se stessa.
Il commento, titolato nel parlarne, è del dott. Gino Volpi primario di Neurologia dell’ospedale San Jacopo di Pistoia, che dichiara: «L’ictus, evento improvviso e inaspettato, è sorprendente e singolare perché lascia la facoltà di ragionare senza però la padronanza del proprio corpo. È un evento che irrompe come un fulmine sconvolgendo il puzzle dei progetti della propria esistenza, dei propri sentimenti, della propria vita e il racconto di Matilde Calamai è un esempio formidabile dello scompiglio del puzzle della vita di una persona. Paola però è fortunata – osserva Volpi – perché alla fine ritrova con questo dramma l’autenticità dei sentimenti, cosa che non accade frequentemente, di solito i nostri pazienti tentano di nascondere questa malattia come fosse una vergogna.
È un comportamento tipico dell’individuo che ha avuto un ictus in quanto si sente indebolito negli aspetti più intimi della propria esistenza ai quali l’homo sapiens tiene di più ed è deleterio perché fa sì che il puzzle della propria vita venga definitivamente compromesso. Questo racconto è perciò un contributo importante poiché contribuisce alla divulgazione della conoscenza di questa malattia che, prima di tutto, deve essere prevenuta».
La protagonista della storia dunque, Paola, compie un “viaggio alla ricerca delle parole perdute”, che è soprattutto una ricerca di se stessa, aiutata da un logopedista, da uno psicanalista e da un giovane medico e nutrizionista del quale si innamora venendone ricambiata, trovando così nel momento della sua maggiore debolezza quel coraggio che le era mancato fino ad allora, nel decidere di porre fine al suo matrimonio in crisi per il timore del giudizio materno oltre che di recare un trauma ai figli.
«È risaputo che il canto aiuta le persone afasiche a ritrovare la propria voce – dice l’autrice – ma Paola, la mia protagonista, lo scopre per caso ed effettivamente per lei diventa un buon trattamento. Il canto come nuovo stimolo per riattivare il linguaggio verbale, una nuova strada da percorrere per riacquistare le parole perdute, ricordiamoci che è il cervello che canta indotto dall’orecchio che ascolta una canzone emotivamente importante per il paziente. Cantando il corpo viene messo in azione a tutti i livelli, attraverso i vari collegamenti del sistema nervoso».
Il 1° aprile scorso, quindi, mese di prevenzione dell’ictus cerebrale, Matilde Calamai è stata ospite in collegamento telefonico del programma radiofonico “Alfonso Signorini Show” di Radio Montecarlo (Rmc), in dona tutte le mattine alle ore 9 e condotto da Signorini, Luisella Berrino e Aristide “Mummi” Malnati, durante il quale si è appunto parlato del suo libro, presentato recentemente anche alla sede di Banca Mediolanum a Montecatini Terme in occasione della rassegna “Apertivi d’autore”.
Parte dei proventi ottenuti dalle vendite dell’opera saranno devoluti all’associazione per la loro all’ictus cerebrale Alice onlus.

























