Oliviero Billi – Linea Libera https://www.linealibera.online Notiziario di Area Metropolitana. Informazione, cronaca, politica, attualità, satira, cultura, inchieste, servizi, varietà. Direttore Edoardo Bianchini Tue, 07 Nov 2023 16:47:33 +0000 it-IT hourly 1 la battutaccia. «APRÈS MOI LE DÉLUGE!» DISSE IL MAZZANTI. E ARRIVARONO ROMITI E ALLUVIONE https://www.linealibera.online/la-battutaccia-apres-moi-le-deluge-disse-il-mazzanti-e-arrivarono-romiti-e-alluvione/ Tue, 07 Nov 2023 16:47:33 +0000 https://www.linealibera.online/?p=404065 Ieri, 6 novembre, alle 16:48, il Comune si è svegliato e ha avvisato i cittadini su cosa devono fare nel post-alluvione. Magari dare l’allarme prima sarebbe stato meglio: così i democratici del «treppiede» hanno chiuso la stalla quando i buoi...]]>

Ieri, 6 novembre, alle 16:48, il Comune si è svegliato e ha avvisato i cittadini su cosa devono fare nel post-alluvione. Magari dare l’allarme prima sarebbe stato meglio: così i democratici del «treppiede» hanno chiuso la stalla quando i buoi erano già scappati…


Mazzanti traduce a S.E. Tardelli l’espressione “Après moi le déluge!”


CHE CHIUDETE LA STALLA A BUOI SCAPPATI,

POLITICI NOSTRALI UN PO’ FUMATI?


Ora anche il vicesindaco Mearelli sta diventanto un collaboratore di Tvl col gelato in mano

 

Dire che l’alluvione di Quarrata dipende dal Mazzanti e dal Romiti, o dalle loro amministrazioni, sarebbe un’insopportabile bestemmia. Più o meno come dire che tutto dipende dal cambiamento climatico.

Cose come queste ci sono sempre state. Negli anni della sindacatura di Rosita Testai, quando abitavo in via Galilei al terzo piano del palazzo della fu Banca Toscana, fui proprio io, una notte, a svegliarla per metterla in allarme: anche allora era esondata la Fermulla e via Montalbano era un fiume, come è accaduto il 4 novembre scorso.

Ma bestemmia non è affatto opinare, ritenere e addossare un 90% di responsabilità, alle amministrazioni di sinistra dal post-conciliarismo del sindaco Marini fino ai giorni nostri.

Questi amministratori, emeriti sgranatori, mangia-merende e sensibili solo alla ganascia (après moi le déluge!, dopo di me il diluvio; che cazzo me ne frega se vanno tutti sotto, tanto basta che non ci vada io), hanno permesso, senza controllo, che il famoso tema dell’ambiente e del territorio fosse gestito direttamente da certe teste di minchia di funzionari che hanno concesso tombature, soppressioni di fogne e fosse, murature di muri a secco, cementificazioni di ogni genere e sbancamenti di monti-montagnole-montagne e quant’altro.

Sindaci, l’apparente e il reale. 1

Sindaci, l’apparente e il reale. 2

Sindaci, l’apparente e il reale. 3

Sindaci, l’apparente e il reale. 4

Sindaci, l’apparente e il reale. 5

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Sindaci, l’apparente e il reale. 9

Sindaci, l’apparente e il reale. 10

Mi spiego meglio. Tutta la storia delle vie vicinali-interpoderali (dal ragionier non-dottor Romolo Perrozzi in poi) che mi è costata 104 giorni di arresti domiciliari comminati da una Gip Martucci, «prossima sociale» di un Claudio Curreli a trazione Vlad Țepeș; tutta quella storia e non solo quella, grazie alla quale personaggetti falsificatori della realtà ambientale e del diritto (tipo il geometra Franco Fabbri, il fu-comandante dei vigili quarratini Oliviero Billi, il fu suo successore Marco Bai e, via via, fino al supercalifragilistichespiralidoso ingegner Iuri Gelli, falso testimone in aula e nei documenti, ma valorizzato da un ossequioso Gaspari, trepido dinanzi all’assurda determinazione persecutoria del Vlad di cui sopra, non ha portato solo a tappare mezzo Montalbano, ma anche a far costruire (riguardatevi Giani il catastrofista di Montenero) case sugli argini, sotto gli argini e dentro gli alvei dei corsi d’acqua.

Poi la natura si incazza e dice: «Dio vi ama, ma a me state tutti sui coglioni!». E fa bene. Perché Quarrata, nonostante abbia leggi e regolamenti pagati dagli stessi cittadini, ha distribuito (e forse anche “a pago”) permessi, permessini e permessucci, occhi chiusi e cuciti a non vedere nemmeno gli osceni capannoni abusivi dell’assessore Simone Niccolai.

Dìtecelo il giorno dopo cosa dobbiamo fare…

Ma che aspettarsi di meglio, se quelli che dovrebbero vigilare sulle leggi e sulla legalità (la procura, con Coletta, con Curreli, con altri), proteggono questo “carro di zingari” che sono in facciata i nostri amminEstratori – in Toscana perlopiù di sinistra (ma quelli di destra non sono differenti) – e nelle retrovie una caterva di dipendenti pubblici che fanno, spesso, vergogna alla vergogna?

Eccellenza Monsignor Tardelli… Faccia come Dio. Non li stia a sentire tutti questi «cosi», perlopiù analfabeti, che, una volta sgranato e fatte le loro comparsate in tv, non sono più umani, come lei li ha definiti nel suo intervento su Tvl del Bardelli, luminoso esempio di giornalismo fiancheggiatore del potere di turno…

La democrazia e i democratici sono la peggior forma di dittatura che esista. E come dicevano i greci, anche con Esopo, perché, al posto di un ladro per volta, ne mettono su intere schiere, se non addirittura eserciti.

E tutti zecche appiccicate intorno al culo del cavallo – che in realtà è un… popolo-bue.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]


Comunicato per la procura
e per il presidente Barbarisi

 

Signori, spiace dovervelo ripetere per l’ennesima volta, anche perché non sapete né volete leggere. Ma le favole dei presidenti dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli e Giampaolo Marchini, contro di noi, vi hanno – sentite bello questo termine antiquato e démodé – turlupinato a bòno.


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analogie & anomalie 4. PISTOIA E “IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON”: O QUANDO PER UN GIUDICE LE «PROSSIMITÀ SOCIALI» HANNO ASSAI PIÙ PESO DELLE PROVE DOCUMENTALI https://www.linealibera.online/analogie-anomalie-4-pistoia-e-il-curioso-caso-di-benjamin-button-o-quando-per-un-giudice-le-prossimita-sociali-hanno-assai-piu-peso-delle-prove-documentali/ Wed, 06 Sep 2023 11:12:32 +0000 https://www.linealibera.online/?p=399912 Dopo quattro anni di battage giornalistico limpido, chiaro e documentato, essere ancora qui a parlare della genialità dei giudici di Pistoia che difendono la corruzione, non è uno sconcio che solo uno stato corrotto può lasciar correre senza battere ciglio?...]]>

Dopo quattro anni di battage giornalistico limpido, chiaro e documentato, essere ancora qui a parlare della genialità dei giudici di Pistoia che difendono la corruzione, non è uno sconcio che solo uno stato corrotto può lasciar correre senza battere ciglio? Alla faccia delle «autorità costituite» della Gip Martucci!


Il genere umano non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina [G. Leopardi]


MEGLIO CREDERE A UN FALSARIO

CHE A CHI T’INDICA UN BESTIARIO?


 

Traveggole. Pur sapendo, Gaspari sentenziò che Iuri Gelli il falsario era attendibile, mentre Edoardo Bianchini era uno stalker. Evviva le «autorità costituite». Vi piace certa giustizia?

 

Èccovi un’altra memorabile prova dell’inadeguatezza di certa magistratura penale di Pistoia, che ogni giorno sa farsi apprezzare per le sue decisioni decisamente sballate. E senza remissione.

Prima che Luca Gaspari si lasciasse prender la mano dalle «prossimità sociali», di cui ci parlò Tom Col al Canto al Balì dal Bardellone, sapendo chiaramente come si lavora nella procura di Pistoia, avevo inviato, per raccomandata, al giudice del maxiprocesso politico contro Linea Libera, tutta la normativa riguardante le strade vicinali-interpoderali sulle quali avevo impostato una campagna giornalistica di civiltà e, soprattutto, di riaffermazione della legalità offesa e pesticciata sulle pendici del Montalbano.

Lo avevo fatto perché Gaspari sentisse il dovere di decidere avvertitamente e consapevolmente in punto di diritto e non – come invece fu – in punto di sostegno morale alla procura della repubblica (Coletta-Curreli-Grieco) con il supporto di 104 giorni di arresti domiciliari dati a scialo, sottoscritti, senza ritegno, dalla Gip Patrizia Martucci.

Temevo (e in cuor mio ne ero certo) che le «prossimità sociali» di Coletta avessero più peso, per certi Salomoni nostrani, che non la legge e le prove inconfutabili.

Luca Gaspari, prima di arrivare a decidere, ricevette da me personalmente tutto quanto era indispensabile per decidere che il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi (ormai evidentemente favorito dal Comune di Quarrata e, in séguito, dal tribunale di Pistoia, auspice-antesignano Claudio Curreli); ricevette da me personalmente (salvo errori & omissioni):

  1. una raccomandata 1-AR del 26 aprile 2022

  2. una raccomandata 1-AR del 9 maggio 2022

  3. una raccomandata 1-AR del 18 maggio 2022

Allora Gaspari sapeva o no qual era la verità? E perché non ha sentenziato secondo legge e verità fattuale? Poteva permetterselo?

tutte ricevute e certificate da avviso di ricevimento. Ma Gaspari mostrò di non sapere (o non volere?) leggere in nome del popolo italiano.

Nella vecchia scuola postfascista da me (ma anche da personaggi del calibro del professor Franco Cardini, che ne tessé gli elogi) frequentata dalle elementari all’università, mi avevano insegnato che, per Costituzione, il giudice è soggetto alla legge e al suo rispetto con «disciplina ed onore»: cosa che in Gaspari, mi spiace, ma non ho visto nella maniera più assoluta – e smentitemi se non è vero.

In costui – e non chiedo venia per l’art. 21 e la libertà di opinione, critica e commento – ho visto invece un’evidente volontà distorta di accreditare le tesi del sostituto Curreli, forse in «prossimità sociale» con il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi o per conoscenza diretta e/o per «prossimità sociale» del ragioniere con la giudice Nicoletta Maria Caterina Curci, ferrea addetta alle esecuzioni e moglie del Curreli, magistrata comodamente esercente giurisdizione nello stesso tribunale del consorte; e con tanto di giustificazione (ridicola, peraltro) da parte del presidente Maurizio Barbarisi.

Il Perrozzi fra le notizie professionali vanta la sua qualità di Ctu del tribunale di Pistoia: ma il tribunale di Pistoia (Tom Col e Maurizio Barbarisi) pur chiamato a rispondere alla mia richiesta di elenco di attribuzioni di incarichi a favore del Perrozzi, non ha gentilmente mai risposto: perché evidentemente certi magistrati si sentono non al di sopra delle parti, ma addirittura della legge e perfino di quel dio di cui, a ben vedere, non esiste prova.

Voi lettori limitatevi a leggere cosa scrisse Gaspari in sentenza, nonostante fosse a piena avvertenza della realtà legal-documentale di ciò che costituiva materia del contendere; favorendo i colleghi e condannando chi (me) stava chiedendo alla procura di fare chiarezza sui favoritismi concessi al ragionier non-dottore medesimo.

Fu raggiunto anche da questo commento a cui – ovviamente – si guardò bene di rispondere… Dio è, infstti, ontologicamente muto (e non di rado sopraffattore)

Ebbe il coraggio, il giudice Luca Gaspari, di dichiarare che mentre la narrazione di Iuri Gelli (dirigente corrottissimo e falsario del Comune di Quarrata: mi si denunci se non si crede a tanto; io le prove le ho perfino pubblicate e non pur solo una volta, sempre ignorato dalle «autorità costituite»); ebbe il coraggio di dichiarare che mentre la narrazione dell’indegno dipendente quarratino, responsabile del territorio, era vera, ciò che stavo dimostrando io, con carte alla mano e fra le mani dello stesso giudice, era assolutamente privo di fondamento.

Se ciò che è legge, è regolamento, è giurisprudenza unanime e consolidata da sempre, è privo di fondamento, quale sarà il fondamento della giustizia di certi magistrati di Pistoia come Luca Gaspari? La bontà indiscutibile delle «prossimità sociali» intrinseche ed estrinseche al tribunale?

Si dovrà per forza lapidare chi chiede, a buon diritto, giustizia; e dovrà essere applaudito il ragionier non-dottore che – come è stato dimostrato anche in sede giudiziaria di Tar e non solo – resta comunque un abusivista incallito con interventi vari ad mentulam canis? Come vedete, anche qui siamo ai vergognosi livelli di Mondo al contrario di un generale Vannacci generosamente insultato da Vauro – peraltro pistoiese, ma di sinistra

Questa mappa ufficiale era allegata al contratto di acquisto del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi. Ma se Gaspari non sapeva leggerla, perché non ha chiesto l’aiuto di un geometra? No. Preferì credere a Iuri Gelli, uno dei falsari del Comune di Quarrata

Cosa ne dicono procuratore capo e sostituti, Gip e Gup, tricche tracche e castagnole? Il popolo italiano è degno di essere lapidato solo perché non ha «prossimità sociali» che possano permettergli di avere la meglio nelle aule din giustizia nostranee?

E perché nessuna delle «autorità costituite» mi denuncia per tutto quello che sto scrivendo da 4 anni a questa parte? Forse perché, in un’aula al di fuori dalla sentina di Vanni Fucci, non una parola degli accusatori resterebbe in piedi?

Se io avessi sempre e solo raccontato balle, come ha pomposamente sentenziato Luca Gaspari, ecco chi dovrebbe uscire senza timore allo scoperto, mentre invece piega la schiena fino a terra e cerca di scomparire perseguitandomi con una sassaiola di buste verdi e di rinvii a giudizio che disonorano la giustizia; ma quella con la G maiuscola:

Alessandro Azzaroli, Andrea Casseri, Caterina Biagiotti, Chiara Contesini, Claudio Curreli, Comune di Quarrata, Emanuele Gori, Franco Fabbri, Gabriele Romiti, Giuseppe Grieco, Iuri Gelli, Leonardo De Gaudio, Linda Gambassi, Luca Gaspari, Luigi Boccia, Luigi Guerrera, Luisa Serranti, Mara Alberti, Marco Bai, Marco Mazzanti, Margherita Ferri, Maurizio Barbarisi, Nicoletta Maria Caterina Curci, Oliviero Billi, Patrizia Martucci, Roberto Ercolani, Salvatore Maricchiolo, Sergio Luciano Giuseppe Meoni, Simone Niccolai, Tommaso Coletta, S.E. & O. (rigorosamente in ordine alfabetico).

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]

[4. segue]


Cara scettico-discutibile procura di Pistoia, ti sei lasciata menare per il naso dall’ordine dei giornalisti e dai suoi presidenti avvelenati Carlo Bartoli e Giampaolo Marchini. Complimenti!

Non è il popolo a dover tremare dinanzi ai magistrati: sono i magistrati che devono portare assoluto rispetto al popolo cui appartiene la sovranità.


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original sin. ECCO IL ‘MODUS OPERANDI’ DELLA GIUSTIZIA PISTOIESE TERZA & IMPARZIALE https://www.linealibera.online/original-sin-ecco-il-modus-operandi-della-giustizia-pistoiese-terza-imparziale/ Sat, 26 Aug 2023 16:15:51 +0000 https://www.linealibera.online/?p=399150 I mali dell’Italia non sono né l’invasione dell’Africa né gli stupri né i furti, o le rapine e le violenze. Tutto questo non è la causa: è l’effetto della distrofia cerebrale dei democratici d’Italia, nostri curatori contro i pericoli del...]]>

I mali dell’Italia non sono né l’invasione dell’Africa né gli stupri né i furti, o le rapine e le violenze. Tutto questo non è la causa: è l’effetto della distrofia cerebrale dei democratici d’Italia, nostri curatori contro i pericoli del Covid 19


Il potere, proprio in quanto tale, crede di essere onnipotente ed eterno


LEX, PERCHÉ NESSUNO CI CONVINCE

DIMOSTRANDOCI CHE PISTOIA È UN  EDEN?


 

Ambarabà ciccì coccò | due zucchette sul comò | che facéan casini ad ore | senza lode e senza onore. | Ma nessuno li impicciò… | ambarabà ciccì coccò

 

In malagiustizia-pistoia. il libro di piero tony sembra scritto per i casi di “linea libera” Alessandro Romiti riflette e commenta sulle disavventure che sono toccate a noi e al nostro scomodo giornale on line.

Ma meglio odiati da molti perché diciamo la verità, piuttosto che proni alle arroganze del potere che pretende di conservare se stesso a danno della «gente comune» (cito da Tom Col); la quale non ha sufficienti «prossimità sociali» da poter sfruttare a suo esclusivo vantaggio.

A ottobre-novembre 2019 iniziai una crociata contro la stupidità furiosa di un sindaco incolto e rozzo come Marco Mazzanti; neghittoso e incapace; superbioso (i luccianesi dicono così) del suo essere di sinistra, ma soprattutto oggetto di «menamento per il naso» da parte di chiunque ne sapesse una o due in più di lui. Mi spiego meglio.

Inchiodato alla croce del malcostume del suo adoratissimo Pd, prima il Mazzanti (a lungo assessore ai lavori pubblici di quel boscabbaccano che è diventato Quarrata) ha soggiaciuto all’affarismo della scomparsa Dc, tutta rappresentata dai sistemàti ex-democristiani del prima 1975 (inversione di amministrazione Amadori-Caramelli, Dc-Pci); e poi, a testa bassa, ha operato a favore del suo partito, accogliendo acriticamente, fra i suoi dirigenti, il super-tecnico ingegner Iuri Gelli: non perché fosse un genio (il Mazzanti non era in grado più di me di poterlo capire, vista la sua e la mia preparazione carente sotto il profilo tecnico), ma solo perché quel Gelli lì era cognato del segretario Pd della Toscana, ex sindaco di Vinci. Alla faccia della meritocrazia della sinistra in cui era cresciuto e si era affermato anche un venditore di morte (e di fuffa) come Massino D’Alema.

In precedenza costui-Mazzanti era in mano a gente come il geometra Franco Fabbri – l’uomo del rilascio condoni sulla fiducia –; o anche altri campioncini di razza come un capo-vigile quale Oliviero Billi (sempre dalla parte dei protetti) o Giorgio Innocenti o Fiorello Gori, che è poi stato (dopo la pensione) anche al servizio di sua maestà burràkika e non solo. Sempre e solo – se si va a vedere – per puri scopi e interessi personali.

La Nazione. Più che in campionati in bicicletta, la giustizia pistoiese dovrebbe dedicarsi alle corse in triciclo, perché, non avendo la terza ruota, di rado riesce a mantenere lequilibrio…

Preso per il naso dai soliti suddetti, una volta diventato sindaco, il signor Okkióne ha messo alla greppia dei lavori pubblici una emerita nullità come l’uomo ragno Gabriele Romiti. Tutti bravi ragazzi, ma in quel “bravi ragazzi” c’è scritto tutto. Mangiano, bevono, consegnano diplomini alla cittadinanza, e lasciano che la barca vada, senza pensare tanto.

Non per nulla il Montalbano, area a vincoli di ogni genere, è diventata una selva di sbarre, catene, cancelli, violazioni del diritto pubblico e demaniale: perché ognuno che ha potuto – anche e soprattutto a danno degli altri –, ha fatto come ha voluto senza problemi. Bastava pagare – non solo le tasse di legge, ma forse (perché non fare come Andreotti?) anche altro.

È stato inutile presentare a tutti, anche su queste pagine (dall’inaffidabile luogotenente Salvatore Maricchiolo, alla inaffidabilissimo Comune di Quarrata e poi alla inesistente/inconsistente procura della repubblica di Pistoia) testi di legge, regolamenti comunali in vigore, giurisprudenza amministrativa costante e inconfutabile.

Non solo gente discutibile come un ragioniere, Romolo Perrozzi, che si spacciava per dottore senza esserlo; ma anche piccoli trafficatori locali, con agriturismi o tanta voglia di fare quel che volevano, hanno potuto vivere e proliferare a mo’ di metàstasi laddove i diritti erano collettivi e inalienabili.

Tutto questo anche se, a detta di un sostituto non certo esempio di illuminato del diritto, Giuseppe Grieco, coadiuvato da un magistrato infedele alla Costituzione – Claudio Curreli – ha sostenuto la tesi che le violazioni dei vincoli protezionistico-paesaggistici del Montalbano, non erano “materia di interesse pubblico” ma solo privato. Gli faceva comodo vendicarsi su di me, unico giornalista di Pistoia e dintorni che aveva disobbedito ai suoi ordini (peraltro impartiti da un procuratore sfiduciato dallo stesso Csm, Renzo Dell’Anno): gli ordini dati alla stampa di non parlare assolutamente del processo del luogotenente Sandro Mancini.

Più volte – durante il ridicolo maxiprocesso politico a firma Gaspari – ho pensato che Curreli e/o sua moglie, Nicoletta Maria Caterina Curci, conoscessero il non-dottor Perrozzi, vista l’inistenza ossessivo-compulsiva con cui gli interessi privati di costuti sono stati tutelati oltre ogni ragionevole norma di diritto a spregio delle regole dell’ordinamento italiano!

Sono loro – i magistrati della procura pistoiese – che decidono, con sulle spalle una toga che a me personalmente ricorda l’uniforme di Rudolf Höss, chi è che deve vivere e chi invece deve morire: inaudita altera parte.

Ogni pistoiese – come di solito in Italia – ha il suo collare

In più, l’arrivo a Pistoia di un procuratore capo che voleva lavorare per la «gente comune» (ma solo se si chiama Turco o in altro modo a lui grato per «prossimità sociale») non ha favorito certo il recupero del senso dello stato cui sono tenuti solo e sempre i cittadini senza blasone e senza nome, oltre che i generali che, con un libro indigeribile per l’ovvietà della verità, rompono le uova nel paniere a non-presidenti della repubblica i quali – a mio avviso – dovevano già da tempo essere finiti in carcere per continui attentati alla Costituzione.

I mali dell’Italia non sono né l’invasione dell’Africa né gli stupri né i furti, o le rapine e le violenze. Tutto questo non è la causa: è l’effetto della distrofia cerebrale dei democratici d’Italia, nostri curatori anche contro i pericoli del Covid 19.

È, tutto questo, l’effetto di una dissoluzione che la Santa Sinistra e i magistrati additati da Piero Tony nel suo libro, hanno lasciato sobbollire in salsa di conformismo, di cui oggi siamo necessariamente chiamati a subire le dovute e ineluttabili conseguenze.

Complimenti alla politica e ai magistrati politicizzati che, pur in presenza di documenti inoppugnabili, hanno volutamente ignorato il diritto per favorire questo mondo al contrario di cui gli artefici primi sono sono proprio loro!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]


Parliamoci chiaro: ma i prediletti e i favoriti dal Comune di Quarrata, peraltro favoriti dalla procura di Pistoia, sono proprio convinti di cavarsela con un bel “tutti insieme appassionatamente” come suggerisce il non-presidente Mattarella?


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corruzione. SOLO CARONTE PUÒ LIBERARCI DALLA DECOMPOSIZIONE MORALE E CIVILE DELLO STATO https://www.linealibera.online/corruzione-solo-caronte-puo-liberarci-dalla-decomposizione-morale-e-vicile-dello-stato/ Tue, 18 Jul 2023 09:38:42 +0000 https://www.linealibera.online/?p=396890 Speriamo che operi bene. Perché… o l’umanità scompare o la mafia regnerà indisturbata per sempre in mezzo a noi In rosso le geniali grafie degli intellettuali di sinistra SI VEDE CHE IL MEDITERRANEO È PIENO DI ESEMPLARI ITTICI DI QUESTO...]]>

Speriamo che operi bene. Perché… o l’umanità scompare o la mafia regnerà indisturbata per sempre in mezzo a noi


In rosso le geniali grafie degli intellettuali di sinistra


SI VEDE CHE IL MEDITERRANEO È PIENO

DI ESEMPLARI ITTICI DI QUESTO GENERE


 

Una coppia d’alto affare: Mazzanti & Bai

 

È dall’ottobre 2019 che sto lottando, giorno dopo giorno, contro un Comune di Quarrata che si autoprotegge e si autoblinda per tutte le sconcezze amministrative che ha disseminato sul suo territorio.

La pubblica amministrazione ha, come propria missione, la trasparenza e deve ispirarsi a parametri di una semplicità impressionante. Eppure non lo fa.

L’art. 1 della legge 241/90 fa, infatti, sapere che L’attività amministrativa, persegue i fini determinati dalla legge, ed è retta da criteri di economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza, secondo le modalità previste dalla presente legge, e dalle altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti, nonché dai principi dell’ordinamento comunitario. E non solo.

Facciamo il punto della situazione analizzando la realtà italiana da questo punto di vista pistoiese? Avanti!

All’inizio della storia – ottobre 2019 – ho avuto la disgrazia di trovarmi dinanzi due incompetenti, boriosi, piacioni e più o meno analfabeti, ma perfettamente integrati nel sistema-Italia, che è (e resta – poi vi ripeterò perché) una realtà di tipo corrottamente mafioso.

I due campioni, come del resto ben sapete, sono stati il sindaco Okkióne Mazzanti, e il suo cane alla gamba comandante dei vigili Marco Bai.

Il primo capace di vedere solo le tavole imbandite ove presentarsi e “battere la ganascia” con l’ossessione del plebeo che approfitta e d’altro non si occupa; e il secondo beneficato dalla grazia della Madonna di Lourdes, che gli ha tolto la vista nel momento stesso in cui il suo amico Mazzanti lo ha sistemato al posto di un Billi, anch’egli dotato della santa cecità in voga nella pubblica dis-amministrazione.

Come Billi non vedeva una beata minchia (se vuole può querelarmi, tanto mi fa un baffo), così Bai ha continuato, imperterrito, sotto l’ala protettiva di Santa Lucia, patrona una dei ciechi.

La cecità è in uso da secoli nella pubblica amministrazione italiana. A Quarrata è stata inserita – da che mi ricordi – fin da quando anch’io lavoravo in Comune (1974-75).

Era inserita al posto «di economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza». E se non fosse stato così, mi spiegate come sarebbe stato possibile che il geometra Franco Fabbri avesse potuto rilasciare tanti permessi e condoni senza una beata minchia di supporto certificatorio?

Possibile che si sia perso il senso della vergogna? O chi è stato a cancellarlo dell’orizzonte? Che sa dirci Coletta?

A Lecceto, a tal proposito, c’è un pieno di cacca di questo genere. Di cui fruiscono – con solare evidenza, che solo la procura non vuole vedere – personaggi che contano più dei cittadini comuni.

I nomi? Ma li sapete tutti, da più di tre anni a questa parte: il ragionier-non dottor Romolo Perrozzi, favorito dal Comune e poi anche dal tribunale, dove esercita le sue apprezzabili funzioni di Ctu; le signore dell’Agriturismo degli Arancini, che hanno avuto in dono, dal Comune, un impianto di illuminazione in aree private; Leonardo Bassetti, detto spàzzola che ha potuto cancellare a refe nero tutte le interpoderali-vicinali presenti nelle sue proprietà; e – presumibilmente – l’Agriturismo Il Calesse, sempre molto apprezzato dagli amministratori locali, che ha realizzato fin troppi lavori e piscine chiudendo, anch’esso, le stesse strade che per legge, sono di tutti e vanno tenute aperte.

Mi aspetto una raffica di querele che – ripeto – mi fanno un baffo, anche se a portarle avanti saranno magistrati integerrimi come quelli della procura e del tribunale di Pistoia, con in testa un procuratore capo, Tommaso Coletta, che arriva qua e promette, come prima cosa, che aiuterà la «gente comune»; ma che, in poco tempo, si scoprirà che alla gente comune preferisce quella che conta – il procuratore aggiunto di Firenze, suo amico, Luca Turco; sua sorella Lucia e chissà chi altri.

Nonostante gli obblighi di legge, il Comune di Quarrata non altro si può dire se non che fa letteralmente schifo, tanta è l corruzione che vi naviga, quasi impercettibile nella sua sostanza organica, alla superficie della dichiarata/bestemmiata legalità, oggi svilita dalla presenza di un sindaco ancor peggiore e più scarso dei due precedenti (il che è tutto dire).

Evidentemente i residenti di Vicofaro non sono «gente comune» e neppure chi, per una ammenda da 150 euro, si becca 15 giorni di arresti dal duo Grieco-Azzaroli. La critica è ancora libera o è stata abolita dai pubblici ministeri?

A fianco di questi campioni di malvezzo, malversazione, stupidità amministrativa, malafede e protezionismo dei loro accòliti (non prendiamoci per the apples con l’uguaglianza dell’art. 3 della Costituzione), si schierano, poi, in ordine:

  1. i dipendenti infedeli, falsati, falsificatori di cui nessuno vuole accorgersi;
  2. le autorità altre, praticamente cieche e assenti, dalla inutile e inefficiente prefettura con il suo inservibile ufficio del territorio (devastato); alla mistificante Regione Toscana, che ieri ha detto una cosa e oggi la smentisce;
  3. l’Asl che ignora sicurezza, inquinamento e indecenze igienico-sanitarie se presenti a Vicofaro, ma le persegue e perseguita ferocemente se appena subodorate in ambienti meno politicamente protetti; e, ciliegina sulla torta,
  4. una magistratura della procura che è tutto fuorché l’organo di garanzia tenuto all’obbligatorietà dell’azione penale art. 112 Cost. e – come hanno scritto Coletta, Contesini e Curreli al presidente Maurizio Barbarisi – a chiamato comportarsi coerentemente con il ben chiaramente citato dovere di svolgere le funzioni previste dall’art. 73 R.D. 30 gennaio 1941, n. 12 (ordinamento giudiziario), per il quale il pubblico ministero veglia sulla osservanza delle leggi, potendo intervenire «in ogni altra causa in cui ravvisa un pubblico interesse».
    (Ma interviene solo se e quando vuole…).

Riguardo all’ultimo punto 4, è evidente – convincetemi del contrario se potete – che per Coletta il principio di uguaglianza è beatamente ignorato se, a dover essere messo sotto la lente di ingrandimento, non sono il Bianchini, il Romiti e/o Linea Libera, ma un suo subalterno che ha ricevuto il Green Pass da magistrato e che, nonostante la marea di pasticci e incompatibilità in cui è impelagato, può contare su una nobiltà di sangue non a base di ferro come quello dei comuni mortali, bensì di rame (Cu, come Cu-rreli); rame, anche, dell’Anm.

Com’è possibile avere fiducia nelle «autorità costituite», dottoressa Martucci, che interviene, censura, sequestra, arresta la gente, oscura la libera stampa e il tutto senza capire – art. 21 Cost.) cosa sta esattamente facendo, ma solo sull’onda emotiva mossa dalla «prossimità sociale» di gente come Curreli che, pur capace di nascondere interi fascicoli in vergognosa violazione dell’art. 358 cpp, è ancora lì, sano, vivo, vegeto, pimpante; inarrestabile e inarrestato; al lavoro fianco a fianco con la moglie; al lavoro fianco a fianco con don Biancalani nel disobbedire alle leggi dello stato da cui, peraltro, riceve lauti emolumenti seppur – a mio modesto avviso – del tutto immeritatamente per i suoi “vizi privati” fatti passare (anche dal presidente del tribunale) per “pubbliche virtù”?

Speriamo che Caronte operi bene. Perché… o l’umanità scompare o la mafia regnerà indisturbata per sempre in mezzo a noi.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]


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un fiorino. LO SCONCIO DI LECCETO SPIEGATO CON LE IMMAGINI DEL FILM DI BENIGNI E TROISI https://www.linealibera.online/un-fiorino-lo-sconcio-di-lecceto-spiegato-con-le-immagini-del-film-di-benigni-e-troisi/ Thu, 09 Mar 2023 11:41:31 +0000 https://www.linealibera.online/?p=389559 E così iniziò l’epoca del Non ci resta che piangere, caro dottor Claudio Curreli che, a mio avviso, pur essendo un esperto di giornalismo alla Montanelli – come il suo collega maggiore Giuseppe Grieco – non ha ancora imparato, nonostante...]]>

E così iniziò l’epoca del Non ci resta che piangere, caro dottor Claudio Curreli che, a mio avviso, pur essendo un esperto di giornalismo alla Montanelli – come il suo collega maggiore Giuseppe Grieco – non ha ancora imparato, nonostante i suoi lunghissimi anni…


Quando invito la gente a una gita a Lecceto, tutti scappano come i topi da una nave che affonda. O perché mai…?


C’È CHI SI FA ACCONCIARE DAL COIFFEUR

E CHI SI FA CONCIARE DAI VOYEURS


 

 

Correva l’anno 1996, addì 23 del mese di dicembre, allorquando il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi e sua moglie (Antonia Compagnucci, †) acquistarono “le terre del sacramento” (cito Francesco Jovine) per trasformarle in feudo e, successivamente, in marchesato inaccessibile a tutti grazie a bolle papali rilasciate (come sta sta) dal Comune di Quarrata: vògliasi da parte del settore Lavori Pubblici (afferente a due geometri: Fiorello Gori/Biagini e Giorgio Innocenti/Sassaroli), vògliasi da parte del Settore Edilizia e Abusi (con afferenza al geometra Franco Fabbri/Ponziani e/o, salvo errori e omissioni, architetta Caterina Biagiotti).

In illo tempore il vigile addetto all’edilizia e alla sorveglianza dei “porcai sul territorio” era quell’Oliviero Billi, poi divenuto capo dei vigili di Quarrata, che, oltre al dipendente pubblico, esercitava, in contemporanea, la professione di commerciante di infissi per l’edilizia. Hai capito, procura della repubblica opaca di Pistoia? Altrimenti sono anche capace di ripeterlo.

Questo il quadro storico dell’epoca. Sempre in illo tempore le figlie del geometra non-dottor Romolo Perrozzi, Gaia e Giada, erano infanti o poco più che adolescenti. Ma le trovavi sedute, a giornata, sulle scalette dell’aia antistante alla loro abitazione: una colonica già di Francesco/Cecco Bellini e della moglie Argentina; di Mirando Bellini, della moglie Fima e dei figli Andrea e Doriano; indi di Federigo Carbone, avellinese di Lapìo, e della moglie Irma, con i figli Giovanni e Carlo.

E così iniziò l’epoca del Non ci resta che piangere, caro dottor Claudio Curreli che, a mio avviso, pur essendo un esperto di giornalismo alla Montanelli – come il suo collega maggiore Giuseppe Grieco – non ha ancora imparato, nonostante i suoi lunghissimi anni in magistratura e Anm, a svolgere e fare svolgere indagini come si deve: e forse perché – credo e opino – è troppo il tempo che lei dedica agli scout-Agesci, alle manifestazioni di piantumazione di alberi, e a cortei della pace, che non al suo mestiere di cui (questa la mia umile opinione) non mostra il rispetto che le sarebbe di dovere ex art. 54 della Costituzione, la famosa sorella di Mattarella (veda Benigni) perlopiù negletta dal gruppo-Coletta e dal tribunale di Pistoia. E… non sono mica incontinente, vero?

Via Vicinale di Lecceto Nord. Per qui ci sono 5 telecamere…

Le signorine Perrozzi, dal loro angolino sugli scalini, appena arrivava qualcuno a Lecceto, si attivavano a tempo di relais: «Chi siete? Cosa Portate? Sì, ma quanti siete? Un fiorino!». Quando non erano sedute sugli scalini, parlavano dalla finestra o dal finestrino del primo piano che vedete nell’immagine.

La signora Compagnucci aggiungeva anche – se mai – «Lì non si può sostare, c’è nostro… Quell’asparago non puoi coglierlo, perché è nel nostro… Codesto sasso (c’eravamo in due quando accadde con mia madre) lo rimetta a terra, perché se tutti prendono un sasso, che ci resta a noi?». Ma il giornalista professionista montanelliano Curreli e il suo praticante Grieco, ci sono mai arrivati a capirlo o hanno rinunciato?

Un’abitudine, quella delle guardie del Marchesato del Perrozzi, che dura tuttora. La signorina Giada, infatti, fermò e interrogò alla frontiera Alessandro Romiti e altri. È agli atti. E fra gli altri, anche un mio parente. Le terre del sacramento erano e sono tutte e solo loro, vero procura?

Ma forse no, anche perché quelle più a Nord su Via di Lecceto, 50 metri sotto al marchesato, appartengono, per diritto di sangue e di Dio, a Mara Alberti, Sergio Luciano Giuseppe Meoni e Margherita Ferri; tutti e tre mal consigliati e mal guidati da un avvocato fiorentino (Roberto Ercolani) inventore sognante – non senza asfissia – il diritto di “usucapione delle parti comuni”. La Corte d’Appello è stata più che chiara, ma si vede che a Firenze di «bomba» ce ne sono tre: Renzi, il Nardella della Schlein, suonatore di violino; e, terzo, proprio l’avvocato Ercolani.

Ecco. Chiunque vada colassù – dove tutto è stato reso possibile da un Comune che non ha fatto un cazzo per tenere la collina EC2 sotto controllo e sorveglianza (per chiarezza rimetto in fila i nomi dei referenti del nulla-fare: Franco Fabbri/Ponziani; Fiorello Gori/Biagini; Giorgio Innocenti/Sassaroli; Oliviero Billi/serramenti per l’edilizia e, sopra tutti, il contestabilissimo ingegner Iuri Gelli, cognato del Pd della toscana attraverso il segretario Dario Parrini ex sindaco di [gratta-e-]Vinci –; chiunque vada colassù si trova dinanzi la famosa scena del duo Benigni-Troisi.

Il ragionier non-dottor & figlie hanno, in questo specifico punto di Via di Lecceto 1 (vedi foto di testa), 4 telecamere 4 che registrano facce e culi di chi là transita. Evidentemente senza una vera ragione plausibile, perché gli eventuali stalker come me cosa mai potrebbero fare? Arrampicarsi sul muro della casa come un uomo-ragno; segare le sbarre della finestre; penetrare nell’abitazione e massacrare i presenti come il clown assassino del film?

Oppure saltare a piè pari la cancellata e, dall’aia, sfondare la porta di casa del Perrozzi? È notorio, no, procura, che io – 76 anni e varie patologie, ma soprattutto, atletico come Superman –, sono in grado di saltare 2 metri e 40 senza l’asta… Non è vero avvocata Elena Giunti che non sa il latino e – credo – neppur ragionare in termini di inoppugnabile logica?

Gli altri residenti, a mio parere turbati da «sindrome di telecamera da voyeur» – parlo dei due anzianotti più la “padrona del cielo”, Sergio Luciano Giuseppe Meoni, Margherita Ferri e Mara Alberti, pilotati dall’avvocato Ercolani – tengono, sulla discesa di via di Lecceto a numerazione pari (civici 10-12-14-18) – 6 telecamere: 5 nel primo tratto, più una nel tratto finale della particella a comune 430, foglio 44.

La maniera più efficace per scongiurare la guerra è non fornire armi a chi spara e toglierle di mano a chi le sta adoprando. Fare le sfilate con le bandierine arcobaleno, gentile dottor Curreli, non serve a nulla: è come non fare indagini. È tutto tempo gettato e un alimentare i conflitti, specie se si avvantaggiano certi avvocati (vedi Giovanna Madera) e si inventa un reato che non c’è: lo stalking giornalistico

Personalmente io capirò poco e, perciò, mi pento e mi dolgo di non riuscire a fare al meglio il giornalista montanelliano come Claudio Curreli quando si veste da addetto stampa dell’Agesci-scout. Ma se «per andare dove devo andare, io devo passare per dove devo passare» (scena di Totò e Peppino a Milano, ve la ricordate?) e sotto ben 10 telecamere, la domanda per i geni incompresi e incomprensibili della procura, che ogni giorno ci procurano non soluzioni ai problemi, ma più problemi di prima, è la seguente:

Fanno sparire il cartello e così il vincolo ambientale non c’è più, procura e «autorità costituite»?

Chi sarà lo stalker, l’aggressivo, il violento? Il delinquente, il cattivo, il malvagio, il reo e quant’altro? Chi sarà, chi là è nato e ci ha vissuto sempre in pace con tutti prima dell’arrivo di certi personaggetti capaci anche di segare i tubi dell’acquedotto (ma il Grieco li manda a casa e gli paga pure il caffè…), o quella marmaglia di individui che, ammanicati, protetti, favoriti, vezzeggiati dalle «autorità costituite», si permettono impunemente di staccare cartelli di “collina sotto vincolo ambientale”; devastare il devastabile; impestare l’impestabile; sbancare il non sbancabile; violare tutti i divieti perché sicuri di poter contare sul malcostume, sulla corruzione e sull’assenso-silenzio di dipendenti pubblici infedeli, inattendibili e svergognati?

Ecco ora mi aspetterei non uno “squasso di pugnette”, come dicono nel bolognese/modenese, ma uno squasso di querele per diffamazione. Temo, però, che, stante la mafia in cui siamo immersi (perché questo è il mio parere e sentire, visto quanto la legge viene calpestata), tutti faranno silenzio.

Credendo, erroneamente, che tutto possa finire nel silenzio assassino di una doccia da Auschwitz allo Zyklon B, poveri sciocchi!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]


 

E UN LETTORE SCRIVE

 

I veri «privilegiati» hanno perfino tolto il cartello di Montalbano area protetta e il Comune lo ha sostituito con strada a sfondo chiuso. E non è vero perché, proseguendo, la vicinale-interpoderale che inizia al Nelli, gira in area Cachero (dove risiedevano i Gallorini, famiglia della vigilessa arrestata Claudia Vilucchi), Poggioni, Acquabona e si ricongiunge al Maestrino, sopra Buriano, a Est. Maricchiolo ha indagato sul cartello sparito?

 

Non mi permetto di dubitare delle tue affermazioni, che presumo saranno supportate da riscontri.

Certamente, là dove ci fosse dolo, sarebbero deprecabili e più che giustificata la tua iniziativa.

Ti auguro quindi di arrivare a una giusta e definitiva conclusione.

Ti saluto cordialmente.

Il lettore può starne certo. Non sarò un Montanelli come i sostituti Curreli e Grieco, ma sono pur sempre quel giornalista che, al momento della prima amministrazione di compromesso storico Dc-Pci a Quarrata e in Italia, dètti, picchiandoci in pieno, la giunta Stefano Marini al completo e mi permisi di dire perfino dove erano stati fatti gli accordi: nella fattispecie a Montemagno.

I documenti ci sono tutti, caro lettore. E so quel che dico. Sono la procura e il tribunale – purtroppo –, organi che noi cittadini-contribuenti paghiamo milionate di euro, a dimenticare fin troppo facilmente che le carte devono essere lette e fino in fondo, prima di “far pagare il giusto per il peccatore”.

E questa non è forse mafia e/o corruzione?


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legge & follie. È TUTTA COLPA DEL PARADISO? https://www.linealibera.online/legge-follie-e-tutta-colpa-del-paradiso/ Tue, 28 Feb 2023 18:55:22 +0000 https://www.linealibera.online/?p=389133 Gli artefici comunali di questo disastro sono: 1. Geom. Franco Fabbri, responsabile dei condoni e dei permessi edilizi; 2. Geom. Oliviero Billi, ex-vigile della sorveglianza edilizia e, in séguito, comandante dei vigili quarratini; 3. i Geom. Giorgio Innocenti (subalterno dell’Arch....]]>

Gli artefici comunali di questo disastro sono: 1. Geom. Franco Fabbri, responsabile dei condoni e dei permessi edilizi; 2. Geom. Oliviero Billi, ex-vigile della sorveglianza edilizia e, in séguito, comandante dei vigili quarratini; 3. i Geom. Giorgio Innocenti (subalterno dell’Arch. Nadia Bellomo – area lavori pubblici o simili) e Fiorello Gori (operante in area lavori pubblici). Poi vengono la procura e il tribunale


Solo qui, da parte del ragionier non-dottor Perrozzi che continua a produrre querele farnetiche, ci sono 4 telecamere 4, puntate sulla pubblica via. Si può ipotizzare un qualche disturbo o si rischia il 41 bis di Cospito?


MA “DIO PATRIA E FAMIGLIA”

SONO CON NOI O UN GRAN PARAPIGLIA?


 

Via Vicinale di Lecceto e Bindino: strada privata di uso pubblico generale. Come tutte le vicinali-interpoderali delle leggi dello stato e del R.U. di Quarrata, allegramente bypassato dal Comune di Quarrata con il visto complice di Procura e tribunale di Pistoia

 

Quella che vedete, è Via Vicinale di Lecceto e Bindino. È una strada pubblica da sempre, anche se di proprietà privata: ma per niente esclusiva.

È pubblica perché da sempre appartiene al demanio comunale. È pubblica perché ha la numerazione civica. È pubblica perché – ai tempi in cui ancora era in vita – la signora Antonia Compagnucci, moglie del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi e delle di lui epìgone, Giada e Gaia, si compiaceva di chiamare carabinieri e vigili urbani di Quarrata per far multare le macchine che sostavano a fianco della abitazione che vedete.

Le sciupavano il muro – diceva. Non vi pubblico le immagini delle contravvenzioni, ma quello che disse l’allora vigile Marco Bai (poi comandante falsario, fidelizzato-Mazzanti) per multare una persona. Vi venisse il dubbio di pensare che il Perrozzi è il «parón de casa» come il campanile di San Marco a Venezia, levàtevelo dalla testa: la via è pubblica e ancor più pubblicizzata da un impianto di illuminazione regalato all’Agriturismo degli Arancini. Il Bai lo scrisse, quello che vedete qui accanto, al pomposo (allora) comandante dei vigili quarratini, geom. Oliviero Billi.

Sopra avete una bellissima locandina a colori. Cercate di capirla. Se non ce la fate, vi aiuto. Darò, senz’altro, un dolore ai sostituti Claudio Curreli e Giuseppe Grieco, fedeli e solleciti sostenitori di quel consulente del tribunale di Pistoia; agli avvocati Paolo Landoni, Diletta Lastraioli, Giovanna Madera e, tandem!, Elena Giunti, che non sa il latino; al giudice Luca Gaspari che ha bevuto ti tutto, fuorviato anche dalle decisioni illogiche e illecite della Gip Patrizia Martucci.

La storia del povero ragionier non-dottor perseguitato e stalkerizzato da due miserrimi stalker, come me e Alessandro Romiti (ma il reato di stalking giornalistico esiste o è un plasma dei cervelli della procura di Pistoia?) è tutta una balla; una cicuta che, come il sangue del giusto, ricadrà su chi deve e sui suoi discendenti.

Darò senz’altro un dolore a tutti i sopradetti falsi profeti, ma voglio sottolineare e far notare – anche ai sordi, ai ciechi, ai muti – cosa sia questa parte della collina in cui il Comune di Quarrata, cazzata dopo cazzata, ha concesso a cittadini privilegiati (Romolo Perrozzi & figlie; a Mara Alberti, Gionni Dainelli, Margherita Ferri e Sergio Luciano Giuseppe Meoni) di distruggere e disastrare una parte di collina protetta a marchio EC2, arborata e anche coltivata.

Gli artefici comunali di questo disastro sono: 1. Geom. Franco Fabbri, responsabile dei condoni e dei permessi edilizi; 2. Geom. Oliviero Billi, ex-vigile della sorveglianza edilizia e, in séguito, comandante dei vigili quarratini; 3. i Geom. Giorgio Innocenti (subalterno dell’Arch. Nadia Bellomo – area lavori pubblici o simili) e Fiorello Gori (operante in area lavori pubblici). Vari ed eventuali.

In graduatoria si distinguono perché: 1. Fabbri lavorava al mattino in Comune e nel pomeriggio dal geom. Ponziani; 2. Billi sorvegliava l’edilizia, ma vendeva serramenti alle aziende di costruzioni; 3. Innocenti lavorava al mattino in Comune e nel pomeriggio dall’ing. Sassaroli; 4. la Bellomo era sin troppo inciuciata con lo sconcio della convivenza con Dugheri della Uisp, il quale Dugheri era anche socio della ditta costruttrice della famosa mai-nata piscina di Vignole tanto cara al sindaco inutile Sabrina Sergio Gori (un porcaio che è costato un occhio e mezzo della testa ai quarratini, dei quali la procura di Pistoia si frega e si catafotte); 5. Gori lavorava al mattino in Comune e nel pomeriggio presso il geom. Biagini di Valenzatico.

Bella galleria degli affaracci propri e in proprio, non c’è che dire. E se davvero da noi ci fossero magistrati degni di tal nome, contrariamente a tutte le volte che hanno “salvucchiato” diversi di questi individui pur conoscendone i traffici, costoro andrebbero a ficcare il naso nei conti correnti bancari di tali pubblici dipendenti e vedrebbero davvero, da lì, che non sto dicendo sogni, ma che ciò che narro è vox populi, vox dei in quanto fatto a tutti notorio nella santa terra comunista di Quarrata.

Per i più duri di comprendonio, anche se dottori, avvocati, ingegneri, architetti e brigidinai. Di queste note era al corrente anche la procura di Pistoia. E il giudice Gaspari, pur avvisato, ha preferito ignorare: più comodo non vedere? E il Perrozzi non è un favorito da dio e dagli uomini?

Detto questo – come ama ripetere spesso e volentieri una signora, mia ex allieva al Forteguerri, che odia il tonnaccio e i pesciacci –, tornate con la mente alla Via Vicinale di Lecceto e Bindino della locandina.

Lì sono nati i miei antenati di ascendenza femminile, almeno dal mille e 7-mille e 800. Lì ci sono state, sempre aperte, transitabili e transitate, tre strade vicinali-interpoderali che il Comune di Quarrata ha fatto otturare al Perrozzi in violazione di leggi statali e regolamenti comunali in vigore (è stato il geom. Fabbri o chi?).

Lì ci sono sempre state l’aia illecitamente chiusa dal Perrozzi come proprietà privata impropriamente definita di uso esclusivo, ma da sempre aperta e facente parte della viabilità storica di cui all’art. 111 (ma anche 109, 110, 114 e 194) del R.U.. E due piazzuole che sono uno scandalo, e che la Bellomo fece trasformare in passi carrabili, sempre in collisione con le disposizioni sopracitate. Tutti al corrente di questo. Nessuno che si sia mosso se non per arrestarmi quale stalker: o fidàtevi delle «autorità costituite»!

Per eccesso di specificazione in merito alle piazzole di sosta, il Comune di Quarrata è inadempiente perché, sulla viabilità storica di cui sopra, l’Ente ha approvato regolamenti urbanistici in cui si impegna a realizzare aree di sosta e disimpegno. A Lecceto non lo ha mai fatto: perché? Anzi ha permesso al Perrozzi di chiudere: voleva favorirne l’arrogante superbia e lo spregio nei confronti dei residente del luogo? Ma i magistrati che fanno? Correggono gli errori o li moltiplicano apposta?

Un bel giorno il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi si alza, infatti, e decide di far chiudere tutto, anche ciò che non può. Il Comune gli dà tutto quello che vuole: e i cazzi amari sono tutti di chi, lì, è nato, è morto, ha vissuto, è cresciuto ben prima dei prediletti da dio, dal Comune, dal luogotenente Maricchiolo, dal Curreli, dal Grieco, dalla Martucci, dal Gaspari e da vari ed eventuali. Il Curreli, il Boccia sono tutti uomini della Anm, associazione nazionale magistrati, che vanno a pontificare sulla bellezza della legalità. Chapeau!

Né io né la mia famiglia siamo più stati in grado di vivere serenamente i nostri beni com’era sempre stato: perché non solo il Comune ha fatto rovinare tutta l’area, ma fra tutti – procura e tribunale compresi – hanno deciso che era giusto così; che cioè una persona anziana e invalida al 100%, Bruna Lapini Bianchini, non potesse più tornare a casa sua perché l’auto con cui doveva esservi trasportata era sgradita al dio non-dottor Romolo Perrozzi e alle teorie angeliche dei Dainelli, Alberti, Ferri, Meoni i quali, pur non avendo completato come previsto le pratiche di condono e in assenza dei documenti richiesti, avevano ricevuto, dal Geom. Franco Fabbri (in cambio di cosa, mi chiedo?) sanatorie edilizie e permessi (falsi?) per costruire perfino funghi e nani Mammolo di Roberto Benigni in Il mostro. A questo ha contribuito l’ex-pubblico ministero Dell’Anno, se ben ricordo: non rilevava reati, lui.

Ma si può andare avanti in una sconcezza amministrativa e morale, in confronto alla quale la corruzione e l’inquinamento del distretto pisano del cuoio sono più gradevoli di uno Chanel numero 5?

E non è finita qui. Quando vo a Lecceto, la Margherita Ferri e il Sergio Meoni mi bloccano l’auto col loro gippone bianco, e devono intervenire i vigili di Quarrata (da loro stessi chiamati) per farmi

Ma diciamoci la verità: vi pare che la mia auto stesse ostruendo il passaggio a madame?

lasciare libero.

Poi i vigili di Quarrata presentano denuncia del fatto alla procura di Pistoia, e il tutto si perde nelle nebbie. Il mio “amico” Giuseppe Grieco ferma la pratica (aspetta che se ne vada in prescrizione?) schiacciandola sotto un piede; i Ferri-Meoni segano il tubo dell’acquedotto e mia figlia resta per 8 giorni senz’acqua, ma sempre lo stesso Giuseppe Grieco decide, con la Martucci, che non c’è violenza privata…

O «autorità costituite», sveglia! O Pistoia è davvero una cupola indegna, in cui solo gli ariani di razza pura hanno diritti e gli altri devono solo obbedienza?

Aggiungete questo: che in quest’area ci sono ben 19 (lo capite questo numero o no?), dico 19, telecamere che spulciano i peli di chiunque passi, non perché il Perrozzi – come dichiara da vero calunniatore – teme che io sia pericoloso e possa aggredire lui e i suoi (e già qui siamo alla follia), ma solo perché deve dimostrare di essere vittima di stalking fors’anche istigato dalle risposte o dalle suggestioni indecenti formulate da Curreli che inserisce nei capi d’imputazione anche le segnalazioni di avvocate favorite quali la signora Madera, spedite in maniera non conforme con mail di mezzanotte e delle 21 in piene ferie augustane!

Allora io vorrei regalare un soggiorno gratis a Lecceto a tutti i protagonisti di questa giustizia in cancrena. Basterebbero anche cinque o sei dì soltanto. E poi vorrei chiedere a Maricchiolo, Curreli, Martucci, Grieco, Coletta, Gaspari, se lo stalker è chi passa sotto 19 telecamere o coloro che, strafavoriti da tutti, 13+6 telecamere le hanno messe lì solo perché sanno di poter contare sull’arroganza di facili privilegi, essendo vergognosamente protetti da tutto e da tutti.

È questa la legge giusta, equa e uguale per tutti, ministro Nordio? O è la legge dell’Opus Dei, che mi permette i cavoli miei?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibra.info]


Ma a Lecceto ci vive gente normale o Gervaso il bradipo ficcanaso?

 

 

Sapete che se qualcuno arriva a Lecceto e si ferma la signora Giada Perrozzi esce e domanda informazioni su chi è, cosa fa lì, cosa vuole lì? E se arriva il corriere di Amazon è anche capace di strillare che “è stufa di vedere i corrieri che si fermano sulla strada”?

Ma Claudio Curreli (Anm), Luigi Boccia (Anm), Giuseppe Grieco, Tommaso Coletta, Luca Gaspari, Patrizia Martucci, il sindaco Gabriele Romiti, i vigili urbani di Quarrata: non sono capaci di far capire ai veri stalker di Lecceto che le strade pubbliche, come le donne pubbliche, sono di tutti con un’unica differenza, che le prime devono essere pagate e che le seconde sono libere e non possono essere monitorate da telecamere che s’impicciano dei fatti altrui, come accade a Lecceto?


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minkienkopfen. QUEL GRAN POLVERONE DELLE STRADE VICINALI E INTERPODERALI CON DISINFORMAZIONE, IMBROGLIUCCI, FAVORI, INTERVENTI A GAMBA TESA DI UNA MAGISTRATURA NEGHITTOSA, DISINFORMATA E CHE SI INVENTA L’INESISTENTE REATO DI “STALKING GIORNALISTICO” CON PERFINO ARRESTI DOMICILIARI https://www.linealibera.online/minkienkopfen-quel-gran-polverone-delle-strade-vicinali-e-interpoderali-con-disinformazione-imbrogliucci-favori-interventi-a-gamba-tesa-di-una-magistratura-neghittosa-disinformata-e-che-si-invent/ Wed, 01 Feb 2023 12:57:45 +0000 https://www.linealibera.online/?p=387343 È mia opinione di avere, come sempre, espresso liberamente, ma correttamente e continentemente, il mio pensiero in perfetta linea con le regole di cui all’art. 21 della Costituzione… Ce la faranno a capire in minor tempo rispetto a quello della...]]>

È mia opinione di avere, come sempre, espresso liberamente, ma correttamente e continentemente, il mio pensiero in perfetta linea con le regole di cui all’art. 21 della Costituzione…


Ce la faranno a capire in minor tempo rispetto a quello della costruzione della piramide di Cheope?


SE A STUDIARE LE COSE NON V’È IMPEGNO

VUOL DIR CHE AVETE SOL TESTA DI LEGNO!


 

Le strade vicinali-interpoderali devono restare aperte e se non sono aperte, vanno riaperte e se sono state snaturate devono essere ripristinate e il Comune ha il dovere di prevedervi appositi spazi per parcheggio e manovra. Stuadiate, Salomoni della legge e intelligenze sottili della pubblica amministrazione locale. A studiare non è mai morto nessuno!

 

Ignorantia legis non excusat, il non conoscere una norma non è sufficiente a giustificare il caos che può derivarne dall’esercizio giurisdizionale. Anzi: in certi casi – come quelli delle «autorità costituite» di cui all’art 54 della Costituzione – peggiora e incancrenisce notevolmente la condizione di quanti, in questi tre anni, hanno infilato le manine in pasta per complicare ancor più il marasma dell’Ucas, anche detto Ufficio Complicazioni Affari Semplici – alias pubblica amministrazione nostrale.

Non fece il suo dovere, nel 2008/09, la Sabrina Sergio Gori, la sindaca inutile che, finiti i mandati, andò pure a non farlo, il dovere, a San Marcello Pistoiese, a sbafo dei contribuenti (e ve lo ho già di-mostrato).

Non fecero il loro dovere i santi architetti e geometri degli uffici tecnici quarratini (l’architetta Nadia Bellomo, il geometra Giorgio Innocenti); non fece il suo dovere il comandante dei vigili quarratini, il geometra Oliviero Billi, anzi!; non fecero, poi, il loro dovere né il cieco dalle lenti a culo di bicchiere, Marco Mazzanti, bivaccatore ai tavoli di burraco, né il suo fido sceriffo Marco Bai (che rima con guai), fra l’altro falsario in certificazioni. Ovviamente con il segretario generale Giuseppe Aronica, che, pur informato, in ultimo si mostrò in tutt’altre faccende affaccendato.

Né lo fece, il dovere, il suo – di Mazzanti – protetto ingegner Iuri Gelli, figlio d’arte, o, in altri termini, capo della (mala indi)gestione del territorio scelto dal Marco e a lui ben noto come cognato del segretario Pd della Toscana, l’ex sindaco di Vinci Dario Parrini.

Non sta facendo il suo dovere l’attuale sindaco di nome, Gabriele Romiti, detto anche Uomo-Ragno, etero-diretto dal suo ex-sindaco di fatto Mazzanti, vicino alla cui gamba cammina more canis ben addestrato. Ovviamente con il segretario generale Luigi Guerrera, in tutt’altre faccende affaccendato.

Non fece il suo dovere neppure il luogotenente Salvatore Maricchiolo, che se ne guardò bene dal vedere dentro alla questione: si limitò – lo fece da sé o glielo aveva indicato il sostituto Claudio Curreli? – ad ascoltare quello che avevano da dire i maggiori responsabili di questo pasticciaccio amministrativo con favoreggiamento del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi che ottenne, sì, le autorizzazioni per tutte le opere di chiusura: ma solo ed unicamente perché illecitamente concesse sotto il profilo amministrativo, in quanto in rotta di collisione con leggi e regolamenti in vigore.

E tutto questo è incontestabile, cara procura, cari sostituti Curreli e Grieco, caro giudice Gaspari e cari signorini del so-tutto-io tipo le avvocatine a sorreggere il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, di cui una, la Giovanna Madera, vergognosamente favorita dai sostituti (Curreli, Gambassi, salvo se altri) che ne accettavano, senza battere ciglio, documenti presentati in maniera irrituale, mentre li respingevano a noi di Linea Libera. Un mirabile esempio, cari Mattarella e Pm capo Coletta, della terzietà e dell’imparzialità dell’Olimpo giudiziario pistoiese!

Ripeto qui quello che ho avuto modo di dire anche in aula al giudice Luca Gaspari, che asserisce di capire, ma in realtà non ascolta che la procura come se essa fosse un divino-infallibile oracolo.

Il Comune di Quarrata ama perdere tempo in leccature, come i cani quando si curano le ferite. Ha tutti gli strumenti, ma non li adopera. Assume impegni che non rispetta. E invece di fare il proprio dovere, viene perfino aiutato da una procura che non sembra in grado di saper svolgere indagini come si deve

Contrariamente alla procura e all’amministrazione comunale quarratina, personalmente prima studio il problema e soltanto dopo intervengo e parlo. Procura e Comune, invece, prima parlano e dopo arrancano per motivare le loro oracolari affermazioni: fino a giungere a inventare reati inesistenti come lo stalking giornalistico.

Sto parlando per il sostituto Claudio Curreli; per il suo fulcro Patrizia Martucci; per la sua leva Giuseppe Grieco, e per la sua teoria copernicana Tommaso Coletta. Questa, a mio parere, è la giustizia di Pistoia: un aggiustamento ad hoc per giungere a dama con le proprie tesi; e non il religioso rispetto delle norme costituzionali e delle regole civili e penali di uno stato che è in fallimento da decenni.

Ieri, poi, mi è venuto a mano anche l’ulteriore marasma amministrativo denominato (è uno scherzo?) Regolamento per la gestione delle strade vicinali di uso pubblico; un vero e proprio manuale salutista (ma non mentale) del dottor Kellogg in Morti di salute: una serie di veri e propri “clisteri di tre litri di yogurt” per volta, come da copione.

Adoperate quel regolamento e sarete sicuramente felici per tutto e il contrario di tutto, se non altro perché, predicando le norme con la voce tipica di Biden (il “petone altisonante” in pubblico), vi si dice il tutto e il contrario di tutto.

Invero, siamo dinanzi a un manuale di logica e di anti-logica in contemporanea o in diretta che dir si voglia. E basta un solo refrain, costantemente ripetuto nella massa della pommarola distillàtavi, per capire che certi geni – incapaci di comprendere i princìpi più elementari del diritto – andrebbero allontanati dal consesso civile con gli stessi drastici sistemi adottati in Franca per un po’ dal 14 luglio 1789 in là.

Tanto per citare il refrain – anche se è inutile perché le «autorità costituite» in Italia sono peggiori dei mattoni refrattari da far caminetti – suggerisco di fare attenzione a questo ripetuto richiamo: «nel rispetto della disciplina contenuta negli strumenti urbanistici vigenti, anche in riferimento alla salvaguardia della viabilità storica». Questa formuletta viene ripetuta per ben 6 volte in appena 8 paginette smilze di coglionate megagalattiche.

Concludo segnalando – e il sostituto Claudio Curreli che è di ispirazione cattolica non potrà certo contraddirmi – che «Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e mammona» (ma neppure babbone).

E ciò deve essere detto, con levità, ma non senza il massimo rigore etico-morale, anche per colui che, in tutta questa vicenda, ha ignorato le norme e le regole sia della sua fede religiosa, che della sua fede giuridica (che, pure, voglio pensare che possa possedere).

Serve più piantare alberi o vivere secondo il precetto di Seneca «verba rebus proba», prova le tue parole con le azioni nella vita di ogni giorno? E San Paolo: «Fides sine operibus mortua est», la fede senza opere è morta. Ma la piantumazione di un gelso nero è un’opera o ci vuole qualcosa di più di un gesto puramente simbolico, anche se con l’imposizione delle mani…?

Prima di fare delle crociate come questa squallida storia del “processo politico” contro Linea Libera, il magistrato Claudio Curreli si sarebbe dovuto porre alcuni interrogativi etici su cui nessuno dei suoi colleghi lo ha invitato e lo invita a riflettere:

  1. Vuole servire un solo padrone o più padroni?

  2. Si sente, o no, in pace con la sua coscienza, trovandosi in conclamata incompatibilità ambientale rispetto alla consorte Nicoletta Maria Curci, che co-abita e co-lavora nello stesso tribunale del marito?

  3. Intende rispettare in toto o no il dettato dell’art. 358 cpp, circa il modo di svolgere indagini?

  4. Ritiene suo precipuo dovere – anche in merito all’art. 13 del Codice Etico della Anm, associazione di cui è pure rappresentante locale – studiare a fondo i casi a lui affidati o preferisce sposare tout court le tesi di ipotetiche persone offese, ma di fatto in sospetto di calunnia?

  5. Intende servire la legge – com’è chiamato a fare – «con disciplina ed onore» o preferisce dedicarsi alle piantagioni di alberi di Falcone e di Caponnetto, dando una fattiva mano e collaborazione alla verderia di Pistoia orientandosi verso la retorica ipocrita dei “vizi privati e pubbliche virtù”?

  6. Ritiene corretto utilizzare la propria mail istituzionale claudio.curreli@giustizia.it e il server stesso giustizia.it per reclamizzare interessi privati quali lo scoutismo-Agesci?

  7. Stima giuso e legale favorire, con la sua Terra Aperta, i flussi dei clandestini alla strega di un don Biancalani qualsiasi, piuttosto che servire, «con disciplina ed onore», lo stato e i cittadini, suoi datori di lavoro?

Detto questo, è mia opinione di avere, come sempre, espresso liberamente, ma correttamente e continentemente, il mio pensiero in perfetta linea con le regole di cui all’art. 21 della Costituzione.

«Ma se in vece [citando Manzoni – n.d.r.] fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s’è fatto apposta».

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]


Scarica il Regolamento per la gestione delle strade vicinali di uso pubblico


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dilettanti allo sbaraglio. NEMBO BILL CRITICA GLI EX ‘LEGENKAMERADEN’, MA TRALASCIA TROPPI PARTICOLARI DEL SUO LUMINOSO PASSATO https://www.linealibera.online/dilettanti-allo-sbaraglio-nembo-bill-critica-gli-ex-legenkameraden-ma-tralascia-troppi-particolari-del-suo-luminoso-passato/ Sun, 26 Jun 2022 10:15:46 +0000 https://www.linealibera.online/?p=374232 Non vergognatevi di essere italiani: vergognatevi di avere da sempre, e senza riguardo, inculato gli italiani seri e onesti. E tanto per dartene dimostrazione, rileggiti uno degli episodi di malaffare da te gestiti quando trafficavi in quel di Quarrata Che...]]>

Non vergognatevi di essere italiani: vergognatevi di avere da sempre, e senza riguardo, inculato gli italiani seri e onesti. E tanto per dartene dimostrazione, rileggiti uno degli episodi di malaffare da te gestiti quando trafficavi in quel di Quarrata


Che forse stava parlando anche per sé?


« IL POTERE TUTELA I DELINQUENTI »

AFFERMÒ IL BILLI URLANDO AI 4 VENTI


 

Nobile esempio della perfetta gestione della cosa pubblica fornito da Nembo Bill quando, come vicecomandante dei vigili, era responsabile dell’edilizia a Quarrata. Per meglio comprendere, leggete la nota a questo intervento

 

Che nella pubblica amministrazione italiana non ci siano uomini & donne sufficientemente preparati a riparare alla bisogna, è cosa nota.

In tutti i settori pubblici, dove pullulano i laureati a volte persino stra-laureati e “masterizzati”, c’è gente – come al Comune di Quarrata, uffici tecnici e/o ragioneria e economato e/o polizia municipale – tale per cui, pur essendo certi servizi dati in mano a laureati, è come se parlasse Gesù: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci».

Ma tutto questo va avanti non meglio nel santo palazzo del tribunale di Pistoia, dove un’augusta sostituta, la signora Luisa Serranti per essere chiari, non distingue fra le funzioni di contribuente e fornitore (per chi non capisce: tra chi paga e chi riscuote). Ça suffit.

Il 23 aprile del 2015 la Beatrice Faragli, non ancora accasata/accasciata ai piedi del Tomasi a Pistoia, scriveva sul Tirreno che il povero Nembo Bill era stato furtato.

Lui stesso, nel titolo, veniva fatto parlare con una frase meravigliosa, quella con cui Arlecchino si confessa burlando: «Le istituzioni tutelano i delinquenti».

Mai frase più appropriata è stata pronunciata. Pensate a Pistoia-Vicofaro: covo di clandestini, è lo stesso sostituto procuratore Claudio Curreli, che in procura mi rinvia a giudizio e mi fa arrestare dalla Gip Patrizia Martucci perché non rispetto le «autorità costituite»; mentre lo stesso Curreli, fuori dalla procura, coordina il traffico dei clandestini medesimi attraverso l’organismo capofila Terra Aperta (da lui manovrato e diretto) che protegge i delinquenti, dal momento che sbarcare in Italia da clandestino, sia pure col bollino di Carola Rackete, equivale a delinquere.

Nembo Bill nei giorni scorsi ha sfanculato i suoi ex-camerati leghisti definendoli dilettanti allo sbaraglio – o forse si riferiva a noi (vedi). Lo ha fatto rispondendo al Romiti che gli aveva mandato un link riguardante lui, incapace di tacere.

Poi Nembo Bill si è pentito per ciò che aveva scritto e ha pensato bene di cancellare le risposte “a bischero” che aveva dato. Peccato però che il Romiti, ratto come un ratto, aveva preso quelle risposte e, prima che fossero cancellate, le aveva girate a me, suo direttore di testata. E peccato che io, che sono manicheo e perciò poco portato alle tonalità dei grigi e dei compromessi, abbia pubblicato il Billi-pensiero. Perché è giusto che la gente sappia cosa pensano davvero le istituzioni.

Già, proprio quelle cose (le «autorità costituite» della Gip Patrizia Martucci, che mi arresta perché non sa interpretare neppure se stessa e i suoi ordini – e qui si torna ai laureati nella pubblica amministrazione…) di cui anche Nembo Bill fa parte, dato che è consigliere (?).

Oliviero, per esser cavaliero,
bisogna prima far la veglia d’armi:
smetti tu di tentar di percularmi!

Al mio dovere io men non venni mai | quando a Quarrata a lungo imperversai

Ai tuoi sindaci di una volta – la più inutile, la SS Gori; il più Okkióne, M. Mazzanti – puoi dare a intendere il cazzo che ti pare. Ma a me che so leggere e scrivere e non ho bisogno di essere protetto dai magistrati che hanno protetto anche te quando non hai fatto il tuo dovere «con disciplina ed onore» (art. 54, Cost.) tutelando, insieme alla Gori, il tuo allegro “vigile trombante” di Casale; o il prete “oste a sbafo” e altro che ora non sto a rammentare; a me non puoi raccontare cazzabùbbole. Perciò, tieni a freno quella tua paletta di lingua e abbi rispetto di chi lo merita, perché non ha mai fatto il dipendente pubblico approfittandone per vendere porte e finestre ai costruttori della zona.

Le porte e le finestre – infórmati bene – sono cose da magistrati di Pistoia, indegne di cittadini nel vero senso della parola.

Ti vergognavi, con la Faragli, di essere italiano? E perché? Solo perché t’avevano furtato? Ma pensa solo a chi è agli arresti domiciliari dal novembre scorso e solo per un furto presunto di una chiavA! Arrestato da magistrati che non distinguono – come ho scritto – fra contribuente e fornitore. E lascia a me l’onore che mi spetta di scandalizzarmi, incazzarmi e mandare a fanculo tutti quelli che, appartenenti alle vostre «autorità costituite» come te, hanno tutelato, e tuttora tutelano, i delinquenti.

Non vergognatevi di essere italiani: vergognatevi di avere da sempre, e senza riguardo, inculato gli italiani seri e onesti. E tanto per dartene una dimostrazione, rileggiti uno degli episodi di malaffare da te gestiti quando trafficavi in quel di Quarrata.

È la storia di quando facesti costruire, senza licenza o permesso, senza fiatare e senza obiettare, una vera e propria casa di legno a Margherita Ferri, Sergio Luciano Giuseppe Meoni, Mara Alberti e Dainelli Gionni, a meno di 5 metri da casa mia. Non ricordi?

Osserva bene cosa scrivesti. Vergógnatene. E ricorda, a chi oggi ti si inchina per il bene che hai fatto a Quarrata, che il vero bene è il rispetto della legalità. E torno alla casella 1 del gioco dell’oca: è vero. Le istituzioni tutelano i delinquenti.

E tu che, come istituzione, hai saputo prestar fede a questo patto scellerato, vieni a parlare di correttezza?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]


Una casa di legno

che vale bene un regno


Foto numero 1. Come appariva il manufatto all’atto dell’acquisto

La capanna di cui si parla, caro Nembo Bill, venne acquistata dai tuoi “protetti” il 31 maggio 1996. Se vuoi ti pubblico anche il contratto.

Nella foto numero 1 è come appariva all’atto di acquisto da parte di Mara Alberti, Gionni Dainelli, Sergio Luciano Giuseppe Meoni, Margherita Ferri. Ti sembra esattamente come la vedi nella foto numero 2?


Foto numero 2. Ecco cosa fu costruito senza permesso e/o condono al posto del rudere di cui alla foto n. 1

Tieni presente, Nembo Bill, che tu, oltretutto, sei un geometra. Aggiungi che eri il responsabile degli abusi edilizi di Quarrata e che, quindi, non potevi, per presunzione, essere ingenuo e digiuno delle norme regolatrici delle costruzioni.

Eppure mi rispondesti che «La capanna per la quale non è stata presentata istanza di condono edilizio, di cui all’esposto successivo, da visionatura di apposite aereofotogrammetrie dell’Istituto Geografico Militare relative all’anno 1948, in possesso dei proprietari, risulta essere esistente a quella data e pertanto non è stata fatta oggetto di condono».

Nemmeno Einstein sarebbe stato più logico! Caro geometra Nembo Bill: ma secondo il tuo semplice colpo d’occhio, le due immagini delle foto sono identiche? E secondo la tua augusta scienza geometrica, non c’era bisogno di condono solo perché la costruzione finale era la stessa presente sulle foto dell’Istituto Geografico Militare del 1948?

Ma chi volevi pigliare per il culo? Lo puoi fare a tuo piacere, forse, con la gente della procura di Pistoia, mica con me!

Lo sapeva perfettamente anche il trombaio del Comune di Quarrata che per rifare una capanna c’era da seguire tutta una procedura particolare: la stessa che voi del Comune di Quarrata, avete imposto a un residente in via di Galligana.

Non lo rammento per privacy, ma se vuoi saperne il nome, potresti farmi querela e in tal caso in aula, dinanzi al Curreli che mi dà lezioni di giornalismo alla Montanelli, tiro fuori la pratica intera, anche se poi i giudici di Pistoia – istituzioni che, come dici tu, tutelano i delinquenti – faranno proprio come cazzo vogliono e chissenefrega!


Particolare della mappa d’impianto del Catasto di Pistoia del 1954

Ce la vedi, Nembo Bill, nel particolare della mappa d’impianto del Catasto di Pistoia (1954), area segnata in verde, particella 435, la bella casina di legno del 1948 che non aveva bisogno di condono, di autorizzazione o di permesso, perché tu, istituzione, seguivi alla lettera il principio della «tutela dei delinquenti»?

Che dici, Nembo? Posso fermarmi qui o devo andare avanti?


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capi & code. CHE RIDERE: IL FU-LEGHISTA BILLI ORA CI INCOLPA PERCHÉ NON LO SOSTENEMMO COME ASSESSORE ALLA POLIZIA MUNICIPALE DI AGLIANA… https://www.linealibera.online/capi-code-che-ridere-il-fu-leghista-billi-ora-ci-incolpa-perche-non-lo-sostenemmo-come-assessore-alla-polizia-municipale-di-agliana/ Fri, 24 Jun 2022 11:18:58 +0000 https://www.linealibera.online/?p=374168 Dopo la pubblicazione dell’intervento di Romiti su Silvio Buono, Oliviero Billi, aspirante alla polizia municipale di Agrùmia, si sveglia e scrive come una vecchia zitella acida. Poi si pente e cancella i suoi interventi da WhatsApp: peccato però che mi...]]>

Dopo la pubblicazione dell’intervento di Romiti su Silvio Buono, Oliviero Billi, aspirante alla polizia municipale di Agrùmia, si sveglia e scrive come una vecchia zitella acida. Poi si pente e cancella i suoi interventi da WhatsApp: peccato però che mi fossero già stati inoltrati. Che sculo, Oliver!


Trovami un altro che può parlarti così liberamente…


Se tu passi la vita in compromessi

poi tu stai male e sempre tu ti stressi!


 

Il mare si addice a Oliviero

 

Se l’avessimo fatto, di appoggiarti, sarebbe stato peggio che andar di notte, caro Oliviero. Non ce ne frega un tubo se sei un sailor man come Braccio di ferro e se, nella seconda tua giovinezza, hai molte altre virtù – e anche opportunità con belle donne dell’Est.

Negli anni in cui sei stato comandante a Quarrata hai provocato – te lo dico pubblicamente e non te lo mando a dir dietro – più danni della grandine.

Gran parte di ciò cui sono andato incontro io, grazie anche al Mazzanti che ti voleva tanto bene da farti Kapò. Intendo alludere a processi e condanne – del cazzo, peraltro, perché scoppieranno come palloncini dinanzi a uno spillo –; e perfino alla great idea della Gip Martucci di mettermi agli arresti domiciliari per 104 giorni, perché, secondo lei, io non rispetterei le sue amate «autorità costituite». Non sono mica scemo fino al punto di credere a funzionari pubblici come te e come molti altri di quel Comune in cui la regola è il falso in atti…

Se non sono stato abbastanza chiaro, lo sarò di più, dato che tu non riesci a frenare la tua bocca che parla a vanvera.

Ecco un campionario minimo dei tuoi successi quarratini:

  1. Non hai portato in fondo nessuna delle cose che ti segnalai all’epoca. Cose, fra l’altro, che stanno tutte tornando a galla come cadaveri: costruzioni di case di legno senza licenza; osservazioni a lavori di innalzamento dei tetti senza licenza; lavori di preparazione a parcheggio di orti, da me indicati ma da te opportunamente sfanculati e lasciati perdere.Lo sai che oggi la Caterina Biagiotti sta negando le sanatorie dei tanti puttanai che mi hai lasciato alle spalle, Billi? E hai il coraggio di parlare?

  2. Non hai vigilato come dovevi (il prete che faceva ristorante senza licenza; un tuo dipendente che se ne andava a trombare in quel di Prato..) e sempre con voce seria, cupa e minacciosa, come se tu avessi una nerchia al posto della quale – come uomo e come comandante – avevi solo il pisellino ino-ino di un bimbino di 5 anni…

  3. In compenso hai venduto un mondo di serramenti e porte ai costruttori edili che operavano a Quarrata…

Avremmo dunque dovuto appoggiarti per dare spazio ai tuoi affari & traffici, Oliver? Toglitelo dalla testolina.

Almeno una cosa di positivo ce l’ha avuta, quell’energumeno mentitore e falsario di Maurizio Ciottoli. Lui, quando è stato lì come assessore, ha fatto del bene a vari cittadini e, invece di levargli le multe, le ha pagate lui stesso di persona e – con tutta la sua acuta furberia – perfino con la propria carta di credito. Tu non sei, caro Oliver, uno che possa fare la voce grossa, e specie con me. Ficcatelo nella capa!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]


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qverelae, V. DE SABRINA SYNDICO SERGIO GORI SIVE MARTIRVM, QVAE DECEM PER ANNOS QVADRATAE IN TERRA REGNAVIT TAMQVAM NON ESSET, OBSEQVIVMQUE PETENS AC OBOEDIENTIAM RELIGIOSAE SPECIEI https://www.linealibera.online/qverelae-v-de-sabrina-syndico-sergio-gori-sive-martirvm-qvae-decem-per-annos-qvadratae-in-terra-regnavit-tamqvam-non-esset-obseqvivmque-petens-ac-oboedientiam-religiosae-speciei/ Tue, 10 May 2022 19:58:38 +0000 https://www.linealibera.online/?p=371458 Traduzione del titolo a pro dell’avvocatA Elena Giunti (difensorA del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, privilegiato dal Comune di Quarrata e Ctu caro alla procura pistoiese) perché la giurisperita non conosce il latino: «querele, 5. Il sindaco Sabrina Sergio Gori o...]]>

Traduzione del titolo a pro dell’avvocatA Elena Giunti (difensorA del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, privilegiato dal Comune di Quarrata e Ctu caro alla procura pistoiese) perché la giurisperita non conosce il latino: «querele, 5. Il sindaco Sabrina Sergio Gori o dei Màrtiri, che per dieci anni regnò in terra di Quarrata, pretendendo ossequio e obbedienza di tipo religioso»


E cerchiamo di ragionare: la sindaca Sabrina Sergio Gori è stata politicamente utile o inutile?

MA QUANT’UTILE FU SERGIO SABRINA

QUANDO FECE LA “PRIMA CITTADINA”?


 

Come pioveva: Ma il ricordo del passato | Fu per lei il più gran dolor | Perché al mondo aveva dato | La bellezza ed il candor…

 

Il quinto chilometro del «processo dei bavagli», messo in ponte in maniera improvvida dal sostituto Claudio Curreli, spetta a un personaggio d’alto affare: Sabrina Sergio Gori, SSG, che ha avuto, come il Benesperi di Agliana, una serie fitta-fitta di ruminazioni poi traboccate in querela grazie all’opera del suo avvocato Massimiliano Gori (parente?).

Poca favilla gran fiamma seconda scrive Dante (Paradiso I, 34). Tradotto per i mortali che non sanno ormai più né leggere né scrivere, e si affidano al commento di Roberto Benigni piuttosto che a quello di Natalino Sapegno, «basta un[a] cerinA per far prendere fuoco alla Sabrina». È sempre stato così, poi capirete.

Per lei che è una medica e che conosce di certo l’aforisma della scuola salernitana «prima digestio fit in ore» (qualcuno lo traduca all’avvocata Giunti), il primo boccone amaro che non le va giù – come si evidenzia in querela – è il fatto di essere considerata una nullità di sindaco, qual ella è.

Del resto come sarebbe possibile dire che l’uomo di Similaun era un genio all’altezza di chi ha compreso il legame di interdipendenza spazio/tempo? Sottolineare che la Sabrina è stata un “gigante di sindaco”, equivarrebbe ad affermare che un diabetico, con la necessità dell’iniezione d’insulina, non ha zuccheri in circolo e non ha problemi di metabolismo. Mi sono spiegato?

La mia persona è stata gravemente diffamata: « … negli ultimi vent’anni siamo passati da sindaci dottori (l’inutile Sergio Gori)…» (pagg. 2 e 4) e «… sotto la Sergio Gori – che si è aggiustata a puntino la sua terra dietro casa sua…» (pag. 4): così la signora medica nella querela.
Le doglianze sono due: l’aggettivo inutile e la frase si è aggiustata la sua terra dietro casa sua. Ma quali sarebbero le vere e imperdonabili onte? Ovvédiamole!

Scaricate da qua la querela e sotto le evidenziazioni, una volta scaricata, leggerete le parole che la hanno mortalmente offesa. Poi seguite le note sulle parti evidenziate da numeri.

1. In primo luogo: l’aggettivo inutile significa «non utilizzabile» (avvocata Giunti prenda nota: da in-uti[bi]lis, con prefisso di negazione più la radice del verbo utor, usare): come dire che una chiave inglese del 18 non va bene per un dado del 10 – lo sanno anche i meccanici del Magreb.

2. In secondo luogo, e per farla breve (altrimenti vedete il Vocabolario Treccani), inutile indica un qualcosa che non dà alcuna utilità o vantaggio. Tenete ben presenti queste premesse linguistiche.

3. Dopo un silenzio quasi decennale, la SSG s’è rifatta viva: e se la prende per la battuta «Finalmente sappiamo che è ancora viva». Questa, per lei, sarebbe un’offesa da lavare col sangue, signor avvocato Gori!

Mauro Dugheri e Nadia Bellomo, due artefici della rinascita e dello sviluppo di Quarrata. SSG conosce benissimo entrambi, legati a doppio filo anche con la storia oscena della piscina di Vignole. Fàtevela raccontare per esteso. La Bellomo, tra l’altro, è la favoritrice delle piazzole chiuse dal Perrozzi

4. Ancora sull’inutilità della medesima:

a) È riuscita a far costruire la piscina di Vignole? No.
b) È intervenuta a modino quando uno dei suoi vigili se ne andava a scopare a Iolo e luoghi viciniori con l’auto di servizio e la benzina del contribuente? No.
c) Ha fatto qualche accertamento quando le è stato prospettato il problema Perrozzi-Lecceto? No. Aveva ancora come comandante dei vigilozzi il Billone-fo-tutto-io. E molte altre che, volendo, posso rintracciare.
d) Vi ricomprendo anche il tema della mensa dei poveri della chiesa: dove si mangiava per 3-4 euro – non solo i poveri, ma anche gli impiegati di banca e i colletti bianchi di Quarrata. Epoca di don Mauro.
Ci andò a mangiare – per fare un servizio sul Tirreno – la stessa Marta Quilici, attualmente segretaria di Marco Mazzanti, all’epoca vicesindaco della SSG.
e) Dimenticavo: è utile una sindaca che affida la sorveglianza dei lavori della piscina di Vignole all’architetta Nadia Bellomo, dipendente del Comune di Quarrata ma anche compagna del comproprietario della ditta costruttrice della piscina, Mauro Dugheri? Ma dove siamo nella Romania di Nicolae Ceaușescu?

5.a Non è mai stata un’aquilaproblemi caratteriali: vogliamo negare la realtà storica? Avvocato Gori, ma quando diciamo che Manzoni era un nevrastenico e Hitler un pazzo, cosa dovremmo fare, castrarci per punizione perché certe cose devono essere taciute? Non mi risulta proprio.
Lei non c’era alla scuola media del Poluzzi, preside fascista, a Quarrata nel 1968. Io, malauguratamente per me, c’ero. E quando stampammo il giornalino scolastico “Il Ficcanaso” (e ci scrisse sopra anche il Mazzanti oggi Okkióne di Burràkia), l’allora scialbata Sabrina (non è un’offesa: chiara di pelle e con una chioma da dèa vichinga), stracciò bizzosamente quel foglio; gli dètte fuoco e fu richiamata e redarguita dal preside. Lei c’era, avvocato Gori?

5.b Irrintracciabile, inavvicinabile… alla cardinal Betori è la realtà, ancorché per lei spiacevole. Irrintracciabile: non ho scritto che era sparita. Che era svanita nell’aria in Liguria o sulla Costa Azzurra. No. Che era irrintracciabile e nessuno sapeva dove fosse.
Inavvicinabile: ma è fatto di pubblico dominio che, soprattutto nel secondo quinquennio di mandato, evitava accuratamente di camminare in strada e tra la gente per non essere avvicinata dal popolo. Temeva di essere contagiata dalla popolite acuta?
La similitudine con Betori, cardinale di Firenze, deriva dal fatto che, come il prelato spoletino quando subì l’attentato, dètte uno spintone al suo segretario lanciandolo contro lo sparatore, e lui si rifugiò al sicuro nell’ascensore dell’arcivescovato; la Sabrina fece lo stesso allorquando un “diversamente normale” di Valenzatico entrò in Comune e iniziò a mollare ombrellate a tutti.
Allora il coraggio della sindaca si fece strada e, veloce come una lepre, lei si chiuse nel suo ufficio, generosamente lasciando alle stecche del parapioggia la sua segretaria. Non si fanno nomi e neppure cognomi. Ma lei di segretarie ne ha avute almeno due – se non sbaglio.
Fra la gente è apparsa di più la Madonna, indica, caro avvocato Gori, che la Sabrina è stata l’antipodo del suo vicesindaco oggi Okkióne, sempre a giro, ubiquo come dio e sempre pronto a sgranare, salvo poi futingare per smaltire la prominente trippozza.

6. Anche 45 giorni per un appuntamento. Evidentemente era troppo okkupata. La stessa cosa mia madre e io: e si spiega l’irrintracciabile.
In illo tempore, caro avvocato Gori della Sabrina Sergio Gori sindaca, lei non c’era. Io sì. E ricordo bene che sempre la Marta Quilici (vedi sopra) ci fece un servizio per Il Tirreno bacchettando a dovere quel suo atteggiamento di inarrivabile dèa dell’Olimpo.
I giornali sono tutti in biblioteca. Poi lamentatevi che tutto ciò che ho detto non risponde al vero: sperate che il tempo distrugga la memoria? Non lo fa: la sedimenta e ne fa un’arenaria resistente.

Utilità: Quanti lilleri ho portato | nel Comune amministrato? | Nemmen uno tondo e bello | n’ho portato a San Marcello…

7-8. I quasi 5 anni inutilissimi di San Marcello. Vi andò, fra i montanini, come caccia-intercettore di fondi europei (anche per mantenere un posto all’Anci). Se ne tornò a casa dopo avere intercettato fondi europei per 0,0 €. Volete sostenere che questa è utilità? Accomodatevi.
Fu un assessore sanmarcellino – e lo sottolineo con forza – vergognosamente inutile e inadeguato: qual sindaco, tale assessore. Vergognosamente perché (ho avuto accesso agli atti e ho pure pubblicato qui) la SSG non solo non portò un euro uno a San Marcello, ma depauperò il Comune di circa 69 mila euro di emolumenti per la sua conclamata inefficienza/inutilità. Provate a dire il contrario: ma con carte alla mano.

9-10-11-12. Sono tutti punti della sfacciataggine ridicola. Chi ha mai parlato male della sua professionalità medica, anche se è fatto noto e accertato che molti dei suoi mutuati non erano per nulla entusiasti della sua opera?
Avrei, con quel che ho scritto, danneggiato la sua professionalità e il suo mestiere? Ma che dicono la SSG e il suo avvocato omo-cognomico? A metà pandemia è stata perfino scelta come regolatrice del traffico di tutta la “casa della salute” (che se ne va): il danno, quindi, da dove emergerebbe? Dalle sue ciance senza fondamento?
Il fatto, poi, che da anni la Sabrina non faccia politica, cosa dovrebbe dimostrare? Che siccome Benito è morto nel 1945, oggi non se ne possa parlare?
Lei è legata alla storia di Quarrata e, come tale, esiste sempre (studi di più avvocato Gori) un diritto di critica, che lei non conosce e che ha margini molto più ampi sull’uso della continenza o meno.
Della veridicità non intendo discutere: ho già detto anche troppo. Dimostrino loro, gli offesi, che ho detto cose false: ma precisando quali e contrastandole con efficaci documenti, non con nitriti isterici da puledrine in estro.

Leggete l’articolo e riflettete

13. Questo numero rappresenta il punto focale per avvalorare un’ipotesi di squallida malafede sia della SSG che del suo avvocato omo-cognomico.
Sono loro stessi che ci confermano la verità dei fatti narrati sul mio intervento del 2 agosto 2012 parte prima e su quello del 4 ottobre 2012 parte seconda (la SSG dimentica la parte 2).

Lo confessano da sé scrivendolo: se quello su cui scrissi non si è verificato (lo esplicitano loro, non io), ciò è avvenuto  non perché non ci sia stata l’operazione terra-dietro-casa, ma perché il regolamento urbanistico è scaduto e nelle more il Comune ha adottato il nuovo piano urbanistico, con conseguente operatività delle misure di salvaguardia.

Detto questo, chi è colui che, da minus habens, può sostenere che la terra dietro l’abitazione della SSG non era stata predisposta per un’operazione edilizia? Solo una procura della repubblica prevenuta contro Linea Libera e me personalmente, poteva accogliere la massa di stupidaggini concrezionate nella querela della sindaca inutile.

Il 2 agosto del 2012, quando uscii con i miei appunti, la SSG china la schiena e fa finta, quasi, di non aver sentito. Al contrario, si fa avanti oggi, a distanza di 10 anni. Lenta di riflessi? Non è un’aquila? Che dire?
Avete capito perché ho detto sempre e sempre sostenuto che la logica di Aristotele non regna in Procura?

14. La SSG e il suo avvocato omo-cognomico raccolgono, infine, tre sentenze da cui risulterei condannato per diffamazione. Personalmente non me ne sono accorto, dal momento che non ne ho traccia sulla fedina.

E se la dottoressa Sabrina Sergio Gori fosse stata Trump, che avrebbe fatto? Si sarebbe rivolta a Putin per un lancio di testate nucleari su chi lo ha criticato? I Pd sono stupendi

La SSG è adusa fare di questi giochetti con le tre carte. Ricordatevi, tutti, di quando riuscì a fare lo sgambetto elettorale ad Alessandro Cialdi.

Raccontò, la Sabrina, che non poteva esimersi dal rivelare la verità al suo popolo: Cialdi era stato inquisito. Era nelle mani di Luciano Padula, sostituto procuratore della repubblica a Pistoia (un fiorellino di magistrato: leggete qui). E lo fece proprio al botto finale della campagna elettorale. Mira al tuo popolo, o bella Signora | Che pien di giubilo oggi ti onora…
La verità, però, lei non la aveva detta né sul vigile che scopava; né sulla mensa di don Mauro; né sullo spostamento della linea di salvaguardia della Màgia rispetto alla sua terra di dietro casa.
E non si può dire che fosse affetta da demenza senile o Alzheimer, proprio no.

Ecco: è serietà questa? È utilità? È disponibilità? È efficienza? Qui, forse, potrei fare querela io. Anche se per la procura di Pistoia è più credibile la superbia di una sindaca inutile e bugiarda che la libertà di parola e di pensiero di chi viene scaraventato agli arresti non perché è un delinquente comune, ma solo perché ha chiesto alla procura (disturbandola, magari, mentre era in montagna a farsi i funghi suoi, come il Dell’Anno): «Gente, ma i favori che il Comune ha fatto fare al ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, Ctu del tribunale, sono cose tutte in regola?».

E un sostituto che lavora gomito a gomito con la moglie, giudice delle esecuzioni, e sulle medesime materie, s’è inventato che nel codice penale c’è anche l’inesistente stalking giornalistico.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]

Aggiornato l’11 maggio 2022


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processo politico 2. PLATONE AVEVA L’ACCADEMIA, ARISTOTELE IL LICEO: PISTOIA PUÒ CONTARE SU PROCURA E AULA SIGNORELLI. MA… “PER CHI SUONA LA CAMPANA”? https://www.linealibera.online/processo-politico-2-platone-aveva-laccademia-aristotele-il-liceo-pistoia-puo-contare-su-procura-e-aula-signorelli-ma-per-chi-suona-la-campana/ Sun, 13 Mar 2022 13:27:23 +0000 https://www.linealibera.online/?p=367386 L’avvocata Elena Augustin ha messo in chiaro in aula, il 7 marzo scorso dinanzi al giudice Luca Gaspari e alla platea degli altri personaggi offesi, quella che sembra la vera natura di Pedrito Benesperi. Ha infatti depositato alcune carte imbarazzanti....]]>

L’avvocata Elena Augustin ha messo in chiaro in aula, il 7 marzo scorso dinanzi al giudice Luca Gaspari e alla platea degli altri personaggi offesi, quella che sembra la vera natura di Pedrito Benesperi. Ha infatti depositato alcune carte imbarazzanti. Ma gli avvocati non dovrebbero consigliare ai clienti di essere prudenti e di non tentare di simulare malattie immaginarie come quelle dell’ipocondriaco Argante di Molière?


Ricordando Pedro Almodóvar

Pedrito sull’orlo di una crisi di nervi


 

AHI! SE RÙMINI SÌ FORTE

LE BUGGGÌE C’HAN GAMBE CORTE!

 


 

L’avvocata Elena Augustin difende il ruminante Luca Benesperi. Ma… per chi suona la campana?

PISTOIA-AGLIANA. Siamo rimasti stupiti dalla documentazione depositata dall’avvocata Elena Augustin all’udienza del 7 marzo. Le parti civili si sono affannate in arringhe fantasiose e da teatro dell’arte, mentre il tandem dei Pm Curreli/Grieco ha cambiato le regole in corsa, cancellando il reato fantascientifico di stalking giornalistico in “giornalisti persecutori” (che sarebbe la stessa cosa, se esistesse) e resta inesistente in fatto e in punto di diritto, come dice anche il prof. Giovanni Flora – Ordinario di diritto penale – : la lettura dell’articolo è un atto proprio volontario di chi legge, pertanto aprioristicamente non può esserci il reato di stalking che richiede una condotta attiva e concludente, cosa assai diversa dallo scrivere un testo.

Che il sindaco Benesperi sia confuso dentro e fuori il palazzo comunale – è cosa nota in paese; e ben documentata già dalle numerose mail a sua firma in questi due lustri e conservate in archivio, ma ancor più e proprio dai documenti che l’avv. Augustin ha prodotto.

Vediamo meglio: un certificato medico di insonnia e la lettera dove richiede la “scorta”. Sì, Pedrito si sente minacciato come Saviano o Falcone o Borsellino. Teme e trema per Bianchini e Romiti, giornalisti minacciatori, violentissimi, scozzotatori cone il suo Segatura-Agnellone-Panettone-Bottarga sarda – cibo prediletto da Ciottolìk.

Il 2021 ha visto il Sindaco pesantemente provato, anzi sconvolto, per vicende che sono state anche anticipate dal nostro giornale. Parliamo della crisi e della spaccatura della Lega nociana-bociana-piriana: del vicesindaco Fedirico Ferretti Giovannelli isolato e discriminato, assessore all’informatica, al punto che la segretaria Aveta ha preferito il cianchettatore Ciottoli per presentarsi a fare una denuncia alle fiamme gialle. E ancora, il capogruppo Silvio Buono, Patrizia Santoro, Oliviero Billi e Riccardo Coppini che hanno poi mandato a spasso la Lega (in aumento del 50% secondo la Pira).

Dopo sono arrivate anche le dimissioni del vicesindaco Ferretti, stufo di fare una specie di “pirla” con la candela in mano alle riunioni di giunta che venivano decise dalla solita Aveta.

Poi, il 9 di novembre, lo sconvolgimento della cittadina di Agliana per il solo presunto furto di una chiavA, in cui mancherebbe il corpo del reato: la chiavA non si tràva (sarebbe trova ma è per… romper l’òva). Al luogotenente Salvatore Maricchiolo, però, la chiavA non servava (sarebbe serviva, ma è per sonar la piva): i bersagli erano già stati raggiunti con l’arresto della scomoda Turelli e dell’agente Claudia Vilucchi.

Praticamente un terremoto che avrebbe messo ko un qualunque sindaco fragile in partenza e non adatto al peggior ruolo che ci sia: la fascia da primo cittadino. Altro che insonnie!

Stiamo usando la clava anche qui o siamo nel ridicolo della commedia dell’arte?

Non la pensano così l’avv. Augustin e lo psichiatra Riccardo Dalle Luche che, individua le cause delle “ruminazioni notturne” del Benesperi come riconducibili alla pressione mediatica di una maligna campagna di stampa.

Ma attenzione. Il dott. Dalle Luche premette saggiamente che il suo certificato certifica le dichiarazioni di Pedrito: viene infatti rilasciato su richiesta dell’interessato responsabile delle proprie affermazioni.Dovrebbero farci caso, a questo, i due censori della real casa pistoiese – Giuseppe Grieco e Claudio Curreli, ma anche il giudice e, in primis, con la dovuta cautela, la signora Augustin, quale difenditrice.

Non sarà il caso che, prima di dare per buone queste panzane, panzanelle, paccheri e fregnacce marsicane (sono un piatto tipico, non una semplice prise de cul, esperti signori mugnai dell’Accademia – politicamente corretta – della Crusca e della Semola!); non sarà il caso che la «giustizia pistoiese» si accerti da quanto Benesperi soffra sia di epigastralgìa, con rovesci inattesi di yogurt preminentemete liquido (politically correct per indicare la più vile diarrea), che di insonnie, dichiarate per commuovere l’accusa e gli accusatori? E se scappasse fuori – come del resto è – che Benesperi ha da sempre presentato simili patologie? Che se la è fatta sotto in ogni momento critico della sua vita?

Spulciate pure, signori accusatori, come hanno fatto il Pm Grieco, il signor Curreli, le avvocate Elena Giunti e Elena Augustin (e forse anche la signora Cristina Meoni, difenditrice dell’Agnellone di Dio che toglie i panettoni e li dona). Il direttore ricorda che dovrebbe esserci almeno una conversazione con Ciottoli, nella quale il focoso scazzottatore-cianchettone di Romiti si batte le mani nel capo perché, appena usciti i risultati delle elezioni, Pedrito Benesperi prese a ripetere, anche pubblicamente, che aveva intenzione di dimettersi dalla carica. Che c’era? Si era acuito il fenomeno dissentèrico del sindaco e Pedrito rischiava di defungere per disidratazione? Sono questi i discorsi da fare, non le fuffe del bimbino che batte i piedini per terra e racconta ogni giorno un sacchettino di bugiòle alla mammina iperprotettiva.

Non sapevamo che Benesperi avessere quattro stomaci, rùmine compreso!

E riguardo al logoramento di nervi (il potere, logora anche chi ce l’ha ma lo usa male), non si sapeva e anche chiaramente, che era causato dalla pressione degli ex-leghisti, con richiesta di dimissioni dell’Agnellone di Dio cianchettatore/cazzottatore anche del consigliere Buono?

Strano che il sindaco Pedrito abbia chiesto il certificato medico ruminatorio il 15 novembre 2021, 70 giorni dopo l’aggressione subita dal nostro Romiti. Solo per inciso, poi, il dirigente medico non aveva il figlio candidato nella lista civica Obiettivo Agliana, con l’aspirante (oggi) Sindaco Pedrito già nel 2014?

In questo caso il giudice farebbe bene a notare la sottolineatura in rosso. Sembra di vedere un Benigni che vuol fregare l’investigatore dell’assicurazione con la storia della sua “mano ballerina”…

Esattamente un anno prima, Benesperi, anziché rivolgersi allo psichiatra, si era rivolto al pediatra Guglielmo Sforzi, il quale firmò un certificato di epigastralgia dopo appena 5 giorni dagli arresti domiciliari del direttore Bianchini: per il supporto al fantasioso stalking giornalistico coniato dalla Procura pistoiese?

Ma Benesperi, per via delle sue problematiche di salute, è in grado di assicurare le misure di tutela necessarie alla sicurezza della cittadinanza? Le ruminazioni non gli impediscono, tuttavia, di festeggiare tranquillamente con gli amici; aperitivi in compagnia e ristorante a Prato, tardi la sera, con furto nella sua auto da parte di un malandrino extracomunitario. Ma molto più di una… chiavA!

Il prossimo certificatore su richiesta dell’interessato che specializzazione avrà? Sarà un dentista, un proctologo o un urologo?

[direttore@linealibera.online]


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per i baffi di pedrito. MA QUANTI CAMBIAMENTI, MADAMA DORÈ, MA QUANTI CAMBIAMENTI! https://www.linealibera.online/per-i-baffi-di-pedrito-ma-quanti-cambiamenti-madama-dore-ma-quanti-cambiamenti/ Fri, 28 Jan 2022 11:59:35 +0000 https://www.linealibera.online/?p=364719 È tutto un rincorrere – sia Nazione che Tirreno – i fantasmini del nulla, dell’inconsistenza, dietro a una serie di amministratori che fanno letteralmente pena e che, con il passaggio da destra a sinistra e viceversa, fanno vedere solo che...]]>

È tutto un rincorrere – sia Nazione che Tirreno – i fantasmini del nulla, dell’inconsistenza, dietro a una serie di amministratori che fanno letteralmente pena e che, con il passaggio da destra a sinistra e viceversa, fanno vedere solo che l’amministrazione di un comune gli interessa non più di un pacchetto di lupini salati di quelli che si mangiano sputando il guscio per terra


 


 

Ci voleva la rivoluzione copernicana per veder volare all’aria tutta Agliana [da La Nazione]

AGLIANA. Quei cosi che si chiamano giornali locali ora, per un po’ di tempo, saranno impegnati a segnare il cambiamento epocale grazie a cui, «con la faccia di Pedrito e la stella dell’Agnello, il paese dell’Agrùmia tornerà più vispo e bello».

Poi se anche la Sonia Pira e il senatore La Pietra smetteranno di darsi noia e litigare su chi, della destra (inconsistente), avrà l’onore del candidato a sindaco alle prossime quarratine (la geometra Irene Gori, stella polare del senator meloniano; o un leghista per il quale la Sonia ha già tirato fuori le sue unghie affilate), forse ci sarà qualche minuto di stacco dal frullino delle notizie inutili.

Agliana ora cammina spedita perché il vero male della Piana di Agrùmia non sono 75 anni di comunismo acèfalo in cui, i 15 del fu comandante Nesti (1999-2015) hanno avuto il loro peso nello sgangheramento del Comune, ma il furto (presunto) della chiave della vigilA Traversi, com’è inequivocabilmente emerso dalle indagini, fitte e accuratissime, del luogotenente Salvatore Maricchiolo di Quarrata, guidato da due (non pur uno!) sostituti che preferiscono vedere certi gravissimi reati (il furto di una chiave d’auto, appunto) rispetto a problemi grossi come un Everest – tipo l’inceneritore e i suoi guai; o la storia del Carbonizzo di Montale, capace di esaltare la vanagloria del sindaco Betti che fa l’offeso perché abbiamo osato dire che è “rigido come un baccalà”.

Pezzi che si perdono per strada e pezzi che si svegliano dopo la malattia della mosca tse-tse… [da Il Tirreno]
Pensate solo cosa sarebbe successo se, come a Biden, gli fossero scappate due scorregge e noi l’avessimo scritto! Claudio Curreli cosa avrebbe fatto? Avrebbe innalzato una ghigliottina per noi in piazza del Duomo a Pistoia?

È tutto un rincorrere – sia Nazione che Tirreno – i fantasmini del nulla, dell’inconsistenza, dietro a una serie di amministratori che fanno letteralmente pena e che, con il passaggio da destra a sinistra e viceversa, fanno vedere solo che l’amministrazione di un comune gli interessa non più di un pacchetto di lupini salati di quelli che si mangiano sputando il guscio per terra.

In queste immagini ne abbiamo una bella serie rappresentativa.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]


Ma nella chiusura dell’inchiesta sul Carbonizzo di Fognano disposta da Leonardo De Gaudio, a parte il fatto che Ferdinando Betti ha avuto il “popò salvo”, chi è che, alla fine, ci guadagna davvero? Non sarà mica la Misericordia di Pistoia…?
Perché i santi quotidiani pistoiesi non si sforzano di grattare un po’ di incrostazioni? Temono, forse, di non avere più soffiate utili dagli uffici della Procura?
Ma in che dimensione vive questa città?


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¡átame! LA LEGA GONGOLA: CHI CI CRESCE E CHI CI CALA, MA POI RUZZOLA LA SCALA https://www.linealibera.online/atame-la-lega-gongola-chi-ci-cresce-e-chi-ci-cala-ma-poi-ruzzola-la-scala/ Wed, 26 Jan 2022 19:37:25 +0000 https://www.linealibera.online/?p=364617 La scena che Sonia Pira intende proporci, somiglia più da vicino alle famose donne sull’orlo di una crisi di nervi che non al trionfalismo di cui si ammanta il partito. E non ci vuole molto a leggerlo, a condizione di...]]>

La scena che Sonia Pira intende proporci, somiglia più da vicino alle famose donne sull’orlo di una crisi di nervi che non al trionfalismo di cui si ammanta il partito. E non ci vuole molto a leggerlo, a condizione di non essere giornalisti di Pistoia, quelli che credono ai Renzi che volano



 

Grande Pedro Almodóvar!

 

A leggere il comunicato di Sonia Pira sulle incredibili performances della Lega, scusatemi, ma mi è venuto da ridere a sganascia.

Mi rincresce per chi ci crede come quando vedo tanti buoni frequentatori delle chiese, che pregano dio di cui non esiste prova, come scriveva anche Eugenio Montale. Se ce ne fosse solo una, potrebbero esistere le meravigliose sinistre al potere che hanno impoverito il mondo fino all’osso e che, magari, non sapendo dove mettere i propri spiccioli, li infilano nella cuccia del cane a Capalbio come la Cirinnà?

Tranne la Giorgia – di cui, alla fine, ho finito con il non fidarmi, anche se non è alla greppia come Salvini e tutti quegli altri benefattori che fanno il bagno nei loro lauti stipendi di nullafacenti puppa-soldi (mettiamoci anche la fetta maggiore dei magistrati che, attraverso il Csm sfanculano perfino il Consiglio di Stato) –; tranne la Giorgia, che le mani in pasta non le ha, ma non per questo è più affidabile degli altri, mi commuove vedere Sonia Pira diffondere comunicati al pop-corn per accreditare la resistibile ascesa di Arturo Ui di un Salvini che è più cotto delle rape che crescono nelle terre dell’inceneritore di Montale o degli orecchioni di cavolo nero che vanno colti proprio di questi tempi, cotti dal freddo, perché altrimenti il cavolo è duro da cuocere e soprattutto da digerire.

Checché ne dica la coordinatrice, quasi simbiotica con l’intelligenza politica del senatore La Pietra (ai due spetterà, tra qualche mese, la gragnola di cacche che il Pd scaricherà sulle amministrazioni di centrodestra…) la Lega a Pistoia non ci cresce, ci cala.

È come un film di Pedro Almodóvar, un ¡Átame! (Legami!, appunto), che però non ha la forza vitale di una Victoria Abril la quale, almeno, nuda, ha tutto il suo invitante e coinvolgente sex appeal. La Lega – riflettéteci bene – è una protagonista spelacchiata come spelacchiato era stato il famoso Spelacchio della sindaca Raggi. È sempre stata da troppe parti per stare ben salda al suolo.

La scena che Sonia Pira intende proporci, somiglia più da vicino alle famose donne sull’orlo di una crisi di nervi che non al trionfalismo di cui si ammanta il partito. E non ci vuole molto a leggerlo, a condizione di non essere giornalisti di Pistoia, quelli che credono ai Renzi che volano.

La Lega ha perso più pezzi della vecchia 500 di Mariolino di Quarrata che seminava il seminabile per via. A Pistoia si è assottigliata (anche se qualcuno è passato da Berlusca a Salvini); fughe di mezzanotte e fughe civiche; Agliana in polvere e non solo: ma di cosa stiamo parlando quando si fa riferimento all’incremento del 47%? Quali dati si buttano sul piatto della bilancia? Il fatto che per anni non ci sono stati tesseramenti e ora, all’improvviso, tanto per gonfiare il petto come un gallo cedrone, si esce con quattro righe di ovvietà e iscrivendo chiunque?

Provolino una volta diceva: boccaccia mia, statti zitta! Ché se non smetto, visto quant’è poco politica e assai permalosa la Sonia, mi prendo un nuova querela – anche se non mi tremano certo le mutande.

Per una critica del tessuto connettivo di Pistoia

Chissà come sarebbe contento, però, il sostituto Claudio Curreli e tutti i suoi colleghi. In massa ipocritamente impegnati a sostenere il garantismo legale – salvo poi schiaffare 30 o 40 persone in pasto ai cosiddetti giornalisti di Pistoia, se si tratta di no-vax o di gente che, contrariamente ai più che bazzicano il palazzo d’ingiustizia, hanno ancora quello che ieri diceva di avere, mentendo, il sindaco Benesperi: una faccia onorata.

Lettura consigliata per i pistoiesi del sarcofago polveroso: Ugo Betti, Corruzione a Palazzo di Giustizia.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]


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agliana. OLIVIERO BILLI SI DIMETTE DA CONSIGLIERE COMUNALE https://www.linealibera.online/agliana-oliviero-billi-si-dimette-da-consigliere-comunale/ Mon, 24 Jan 2022 14:01:59 +0000 https://www.linealibera.online/?p=364499 L’ex leghista: “Per diversità di vedute circa la strategia politica da adottare all’interno di Agliana Civica sono stato messo democraticamente in minoranza” AGLIANA. [a.b.] Oliviero Billi abbandona il gruppo consigliare Agliana Civica e rassegna anche le dimissioni dalla carica di consigliere...]]>

L’ex leghista: “Per diversità di vedute circa la strategia politica da adottare all’interno di Agliana Civica sono stato messo democraticamente in minoranza”

Oliviero Billi

AGLIANA. [a.b.] Oliviero Billi abbandona il gruppo consigliare Agliana Civica e rassegna anche le dimissioni dalla carica di consigliere comunale. Lo ha comunicato con un post su facebook. Si profila quindi un altro terremoto politico nell’amministrazione di centrodestra guidata da Luca Benesperi.

Ex leghista (era stato eletto nelle amministrative 2019 nella lista Lega Salvini premier) insieme a Silvio Buono, Riccardo Coppini, Patrizia Santoro e a Federico Ferretti Giovannelli aveva costituito il gruppo Agliana Civica nel settembre scorso pur restando nella maggioranza e appoggiando il sindaco.

Agliana Civica

“I motivi sono tanti, ma quelli più importanti fanno riferimento a diversità di vedute circa la strategia politica da adottare all’interno di questo gruppo, della cui nascita sono stato uno dei maggiori sostenitori”.
“Purtroppo sono stato democraticamente messo in minoranza.

La convinzione però che la mia strategia fosse l’unica da adottare, mi ha indotto a lasciare il gruppo ed anche la carica di consigliere comunale, la cui espletazione, da parte mia, per i motivi di cui sopra, sarebbe risultata essere oltremodo difficile.

Faccio presente che i rapporti di stima e di amicizia con tutti i componenti di Agliana civica, per quanto mi riguarda, resteranno invariati”.
“Auguro a loro, a tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione, al Sindaco, al Presidente del Consiglio ed all’intera Giunta — conclude —i miei più sinceri auguri di un proficuo lavoro, finalizzato al miglioramento del nostro territorio ed alla qualità della vita dei nostri cittadini”.

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a onor del vero • 38. L’ITAGLIA SPIEGATA IN VIGNETTONI https://www.linealibera.online/a-onor-del-vero-%e2%80%a2-38-litaglia-spiegata-in-vignettoni/ Tue, 07 Dec 2021 12:21:50 +0000 https://www.linealibera.online/?p=361594 Dal luglio 2020 sto lottando strenuamente e da solo, perché nessuno aiuta nessuno in questo mondo della solidarietà, dell’accoglienza, della legalità, della legge e della democrazia alla Napolitan-Mattarella. Combatto: • contro un Comune, che è una piramide in ogni senso...]]>

Dal luglio 2020 sto lottando strenuamente e da solo, perché nessuno aiuta nessuno in questo mondo della solidarietà, dell’accoglienza, della legalità, della legge e della democrazia alla Napolitan-Mattarella. Combatto:
contro un Comune, che è una piramide in ogni senso (compresi i falsi e gli abusi d’ufficio) quanto a favoritismi da una parte e angherie dall’altra;
contro una procura della repubblica che, faccia quel che vuole, è un tempio sacro della violazione dei diritti umani e del mantenimento dei privilegi di alcuni rispetto ad altri;
contro una stazione di carabinieri il cui luogotenente, Salvatore Maricchiolo, si perde ed arde dietro la denuncia del furto (?) di una chiave di una vigilA di Agliana, ma non si scalda per nessuna delle prove di malversazione amministrativa che, costantemente, gli ho fornito strada facendo.
Hanno tutti preferito e preferiscono, unanimemente, scatenarsi contro uno solo, piuttosto che, onorando l’obbligatorietà dell’azione penale, entrare con l’érpice in un campo di malefiche gramigne e fare, com’è loro dovere, piazza pulita dei vari marciumi documentali.
Ecco un nuovo capitolo di questi sconci di cui dobbiamo ringraziare le «autorità costituite». Divertitevi


Osannato dai sudditi, festeggiato da Tvl di don Bardelli quasi ogni giorno, Mazzanti reclamizza l’acqua azzurra acqua chiara di Lucio Battisti, ma ad alcuni suoi quarratini fa bene acqua di fogna. Provate a negarlo se ne avete il coraggio. E nessuno lo richiama ai suoi doveri. Perciò è ben coperto e non si bagna mai…

 

BEATO QUEI CHE C’HA SEMPRE L’OMBRELLO:

SICURO STA NÉ BÀGNASI UN CAPELLO!

SEMPRE COLUI MANTIÈNESI ALL’ASCIUTTO:

PUÒ CHIACCHIERARE A VÒTO E PÒLE TUTTO!

 


 

Il vignettone per Oliviero Billi

 

Ieri vi ho deliziato con la storia del fu-comandante dei vigili di Quarrata Oliviero Billi, con un pezzo fuori-narrazione dal titolo a ciascuno il suo. Ma il Billi non farebbe meglio a starsene zitto e buono?.

Vi parlavo di una costruzione abusiva in via di Lecceto, fatta tirare su senza licenza né permesso: alla io-fo-come-mi pare; una costruzione assolutamente fuorilegge a prescindere da qualsiasi sia la “benedizione” che gli edificatori abusivi abbiano ricevuto da Comune, da Fatima, da Lourdes, da Medjugorje o da chiunque altro.

Ma se si denuncia un Green Pass falso e chi lo usa, figuriamoci se non si deve fare lo stesso per un condono inesistente (“favoreggiato” dal Comune di Quarrata) e chi ne abusa! 

1. Oggi proseguo sulla stessa linea e rappresento di nuovo a tutti (a cui peraltro ho già rappresentato la situazione: ma il Comune non risponde nemmeno; la procura è senza orecchie, senz’occhi e non sa né leggere né scrivere né fare di conto se non per tenere le sue sostanzialmente illecite posizioni); rappresento di nuovo a tutti che i seguenti signori, Mara Alberti, Gionni Dainelli, Margherita Ferri, Sergio Luciano Giuseppe Meoni, rappresentati e sempre difesi (?) dall’avvocato Roberto Ercolani del foro di Firenze – interlocutore privilegiato, non si sa a quale titolo, del Comune di Quarrata – hanno ottenuto dall’ufficio tecnico del Comune di Quarrata, e in particolare dal geometra Franco Fabbri, un condono che non poteva né doveva essere concesso perché ottenuto 1. con false dichiarazioni e 2. in assenza di tutti i requisiti richiesti dalla legge: nella fattispecie dell’atto di assenso al condono stesso da parte del comproprietario della comunione della particella su cui erano stati realizzati abusi edilizi.
Per chiarire: l’atto di assenso di Bruna Lapini, sul quale – dopo la richiesta formale – il “condonificio quarratino” sorvolò bellamente a danno delle proprietà Lapini/Bianchini-Pegoraro.
 

2. Per i sordomuti
• delle «autorità costituite» del Comune (sindaco Mazzanti; segretario Guerrera; uffici tecnici; assessore costruttore abusivo Simone Niccolai; assessorA alla [il]legalità Francesca Marini; commissioni consultive del paesaggio [ma meglio: paesaccio] e territorio; maggioranze; appoggiatori del Mazzanti e opposizioni allo stracchino di Nonno Nanni: consiliari ed extra-consiliari)
• della Polizia Municipale, settore abusi
• dei carabinieri del luogotenente Salvatore Maricchiolo
• dell’ufficio del territorio della prefettura di Pistoia e, vivaddìo,
• dell’intera procura della repubblica pistoiese
ritengo opportunamente doveroso ripetere, sottolineare e sottoscrivere, che
i signori Mara Alberti, Gionni Dainelli, Margherita Ferri, Sergio Luciano Giuseppe Meoni, rappresentati e sempre difesi (?) dall’avvocato Roberto Ercolani del foro di Firenze (interlocutore privilegiato, non si sa a quale titolo, del Comune di Quarrata)
• 
non hanno titolo a condono
• i loro contratti sono, pertanto, nulli in radice
• hanno realizzato solo opere abusive dal loro arrivo in loco (via di Lecceto 18, Quarrata, località Montorio, a confine e in comunella con il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi)
• 
continuano a fare come vogliono potendo, di fatto, contare sui favori del silenzio di tutti e – lo sottolineo con decisione, perché non credo che sia un semplice caso… –
• ogni volta che arriva una notifica di qualsiasi natura, costoro ne danno pubblico annuncio col megafono sulla particella a comune, la numero 430, come se avessero occhi e orecchie nelle cancellerie penali e fra i messi notificatori del tribunale pistoiese.
 

Socrate ripeteva: «Non si deve più rispetto a un uomo che alla verità».

3. Da un anno e mezzo chiedo di essere ascoltato dal PM Tommaso Coletta, ma io, evidentemente, non ho questo privilegio.
Al contrario ce l’ha il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, Ctu apprezzato del tribunale pistoiese, la cui avvocata può permettersi di inoltrare, con molta confidenza e in maniera del tutto «non rituale» – noterebbe il sostituto Luigi Boccia –, segnalazioni a mezza procura di Pistoia, di sabato sera, per Pec, a pochi minuti dalla mezzanotte di un giorno di agosto (questa ve la racconto domani, però. Anzi, ve la faccio vedere e toccare con mano: è prova del disagio che sta attraversando la cosiddetta “giustizia” del sistema Palamara).

4. Il capo della procura, al contrario, mi fa rinviare a giudizio dal sostituto Claudio Curreli, a mio avviso incompatibilissimo a Pistoia non solo per le sue attività favorenti l’accoglienza di migranti e l’ingresso di clandestini in Italia, ma anche perché nello stesso tribunale, e come giudice delle esecuzioni, lavora la di lui moglie, la signora Nicoletta Curci. Fatto noto a tutti e da tutti taciuto.

5. Ho fatto un quesito su queste situazioni, ho ottenuto risposte zero: perché il cittadino non conta niente dinanzi alla legge e l’art. 3 della Costituzione se lo decidono i pubblici ministeri in barba alle norme, alle regole e al dettato costituzionale per cui i giudici sono soggetti solo alla legge. Cosa che non vedo proprio…

6. Mi chiedo, e chiedo a tutte queste «autorità costituite» della Gip Patrizia Martucci, se terzietà e imparzialità dei giudici siano un dovere o, al contrario, un preciso e solo privilegio riservato a chi – nell’ottica del signor Claudio Curreli e dei suoi colleghi – come il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, fra l’altro Ctu noto e apprezzato del tribunale di Pistoia, può contare su una corsia preferenziale anche nell’accoglimento e nello smaltimento di una caterva vergognosa di querele e calunnie che il Perrozzi continua a presentare tuttora alla procura dando tutta l’impressione di soffrire di una sorta di sindrome compulsiva non del perseguitato, ma, più verosimilmente, del persecutore e (lui, non io) dello stalker benvisto e avvantaggiato con una manovra di «stalking giudiziario» messa in ponte dalla procura stessa. 

7. Ora guardate bene il sindaco Mazzanti che su Tvl inaugura i fontanelli. Sono convinto che, se invece di parlare di acqua pulita, facesse pulizia di tutti gli sconci, che tutti gli perdonano e gli coprono tenendolo al caldo e al sicuro, farebbe, anche lui, l’obbligo del suo dovere di fedele servitore dello stato, pur se lo stato, a questo punto, non esiste più. 

8. Non crederete mica che sia finita qui, vero? Finirà solo quando la procura deciderà di chiarire la ragione per cui le querele di Romolo Perrozzi (30, 40 o quante sono?), più quelle di altri 15 accusatori bislacchi e livorosi, siano state ammazzettate tutte insieme come le «cipolle di Tropea dop» e mandate in aula senza che Curreli sia stato fatto presentare a seguire di persona, e a spiegare, come ha fatto a confezionare il suo minestrone giudiziario.

Avrò, come cittadino, il diritto di essere arrabbiato, gentili «autorità costituite»? 

Dottor Grieco, ci avete tolto tutto, anche trent’anni di vita

Edoardo Bianchini

[direttore@linealibera.online]


 

Ma la legge è davvero uguale per tutti?

 

Guardalo bene, guardalo tutto | senza la maschera come gliè brutto! E i cittadini che dovevano portare la maschera o pagare la multa? Il sindaco era alla Màgia a dare diplomini alle nozze d’oro

 

Ieri sera, 6 dicembre 2021, Tvl a TG60, se non erro, ha dato notizia che il Mazzanti ha firmato l’ordinanza con cui «ordina, comanda e vuole» che in certe condizioni i quarratini usino le mascherine anche all’aperto.

Lui non se lo ricorda che, durante la prima ondata della pandem[enz]ia, se ne andava a giro senza nascondere il suo accattivante sorrisone compagnile con una bella e necessaria mascherina anche al chiuso, mentre il suo comandante Marco Bai si rifiutava di sanzionarlo venendo meno ai suoi doveri d’ufficio.

No, lui era al di sopra degli altri, perché era «Marco, di privilegi carco»!

Anche in quel caso né prefettura né procura mossero dito: ciechi, sordi, muti e analfabeti perché incapaci di leggere, scrivere e fare di conto.

La domanda dunque è: dottor Coletta, siamo certi che tutti i cittadini siano davvero uguali dinanzi alla legge o ogni giorno ci sono – come scriveva Primo Levi – i sommersi e i salvati?

Vilipendo la magistratura con una domanda come questa? O richiamo a un ordine e a un ordinamento che sarebbero doveri costituzionali di tutti i cittadini, procure della repubblica comprese e in prima fila?

Leggere e scrivere non sanno farlo solo i magistrati. Sanno farlo – perdoni – e molto meglio, i filologi, i linguisti, i traduttori e commentatori della classicità, che magari leggono la Logica di Aristotele anche direttamente in greco, non crede?


A Pistoia la giustizia soffre della sindrome di Palamara?


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a ciascuno il suo. MA IL BILLI NON FAREBBE MEGLIO A STARSENE ZITTO E BUONO? https://www.linealibera.online/a-ciascuno-il-suo-ma-il-billi-non-farebbe-meglio-a-starsene-zitto-e-buono/ Mon, 06 Dec 2021 13:26:49 +0000 https://www.linealibera.online/?p=361547 L’ex comandante dei vigili di Quarrata, che ai suoi tempi si occupava anche di abusi edilizi, non riesce a capire che può fare lo “spiritosino” quanto crede, ma resta comunque nella storia per ciò che ha costruito durante il fin...]]>

L’ex comandante dei vigili di Quarrata, che ai suoi tempi si occupava anche di abusi edilizi, non riesce a capire che può fare lo “spiritosino” quanto crede, ma resta comunque nella storia per ciò che ha costruito durante il fin troppo lungo corso della sua discutibile carriera


Il fotomontaggio è perfetto per dire che i politici sono delle bistecche che sanno diventare anche baccalà

 

CHI NON STA ZITTO E LINGUA SUA NON MORDE

FINISCE SPESSO A BAGNO IN ZUPPE LORDE . . .

 


 

Foto 1. Questo era il livello amministrativo del glorioso Comune di Quarrata o – per dirla con la signora Patrizia Martucci – delle «autorità costituite». Oggi quel livello è sceso ancora più in basso, pur se la procura non vuole prenderne atto come suo dovere

 

DOPO la presa in giro di Silvio Buono accompagnato dalla presenza del suo scazzottatore Maurizio Ciottoli (vedete qua), il geometra Oliviero Billi, ex-vigile degli abusi edilizi a Quarrata e poi comandante succeduto alla buonanima di Luciano Menichini; un Billi ex leghista e ora aglio-civico locale, non ha potuto fare a meno di regalarci una delle sue battutine sciape, cioè sciocche e senza sale.

A lui piace far vedere che c’è, come al tifoso che ha toccato il culo della cronista empolana, facendo scoppiare la guerra mondiale dei giornalisti politicamente corretti che danno più peso a una toccata di mela che a 104 giorni di arresti domiciliari inflitti a me, per inchieste di vero giornalismo, quando ero (che peccato, però esserlo stato!) loro collega, ma sempre, graziaddìo, anarcoide e disallineato dalla loro vena acritica Pd.

«Il fotomontaggio è mal riuscito», ha scritto il Billi. Lui, invece, era la perfezione fatta persona, sia quando faceva il vigile dei porcai edilizi, sia quando fece il saggio e potente Kublai Kahn della polizia municipale di Quarrata, che lasciò poi in mano a un suo grande allievo il quale, come Giotto, superò il maestro Cimabue, Marco Bai.

Billi Sceriffo
dell’Edilizia fai-da-te

Quand’era vigile dei troiai edilizi quarratini, Billi fece costruire abusivamente una bella casa in legno al posto di una tettoia sfasciata, perché, disse, gli abusivi (Mara Alberti, Gionni Dainelli, Margherita Ferri, Sergio Luciano Giuseppe Meoni) gli avevano mostrato una foto aerea del 1948 in cui si vedeva qualcosa al suolo (foto 1).

Peccato che dalle mappe d’impianto del catasto di Pistoia, risalenti al 1954, quelle che fanno fede di tutto e in tutto, e che la procura della repubblica di Pistoia rinnega da vera No Map (tipo No Vax); peccato che di tale tettoia capannereccia non vi sia traccia alcuna, mentre, al contrario,  c’è piena traccia e legittima traccia del gabinetto del Dvce sui terreni Lapini-Pegoraro, il manufatto che l’ufficio tecnico del Mazzanti (lo sostenevano Iuri Gelli e i suoi rottweiler, in primis il geometra Emanuele Gori) definiva apoditticamente una costruzione abusiva (foto 2).

Foto 2. Allora? Il Comune di Quarrata – protetto dal silenzio del PM – garantisce parità di diritti a tutti i cittadini o alcuni ne favorisce e altri ne mette alla gogna? È una domanda pubblica per tutta la sezione penale del tribunale di Pistoia, a iniziare dal signor Claudio Curreli e dalla Gip Patrizia Martucci

Alle persone di cui sopra (Mara Alberti, Gionni Dainelli, Margherita Ferri, Sergio Luciano Giuseppe Meoni) fu consentito (leggete bene la foto 1) di alzare una casa di legno ex novo, e senza richiesta di permesso o licenza, laddove nel 1954 la cosa rappresentata nella foto aerea mostrata a Billi era già andata giù e scomparsa da un bel po’.

Al contrario il solito ufficio tecnico quarratino, all’epoca sotto l’illuminata direzione del geometra Franco Fabbri, piantò gli occhi di Argo contro la richiesta di ricostruire davvero su una precedente costruzione allora ancora tutta in piedi. A forza di noie e angherie varie, richieste e pretese d’ogni pelo, i severissimi geometri dell’edilizia quarratina costrinsero una persona che abita in via di Galligana agli Olmi, ad ammattire e a seguire una complicata procedura di riadattamento delle mura in due o tre fasi.

E se qualcuno, anche della procura della repubblica, mi fa girare le palle, lo racconto con dovizia di particolari e documenti alla mano, non con le farlocche querele (a questo punto una trentina e passa) del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, Ctu del tribunale di Pistoia che, quanto a costruire in abusivo, si è abbondantemente sprecato in ogni direzione.

E lo ha fatto dalla chiusura delle strade e delle piazzole vicinali/interpoderali, all’innalzamaneto di pollai e altro, visibilissimi dalla pubblica via, ma, a detta dell’ingegner Iuri Gelli, assolutamente non rilevabili a occhio nudo: meno, insomma, del virus maledetto che ci sta tenendo tutti in galera. I verbali delle dichiarazioni del Gelli  del 6 luglio 2021 – o procura e Marco Mazzanti – sono di libera consultazione.

Notate che la casa di legno ex novo senza licenza né permesso, non era neppure alla distanza regolamentare dagli edifici Lapini-Pegoraro: ma il geometra Billi non sapeva neppure misurare i metri – come non sa misurare le parole quando apre la bocca o pesta sui tasti di facebook.

Guardatevela bene quella casa di legno, perché sopra c’è un’altra bella storia da manuale, ponzata a capocchia da Iuri Gelli, dai suoi rottweiler e dall’avvocato-rottweiler dei costruttori abusivi Mara Alberti, Gionni Dainelli, Margherita Ferri, Sergio Luciano Giuseppe Meoni.

Billi Sceriffo di tutte le guardie
del Regno di Okkiònia

Basta la storia del vigile Mario che se ne andava a scopare con l’auto della polizia municipale in quel di Prato e dintorni e in orario d’ufficio: storia di pubblico dominio a Quarrata, se non erro. E storia opportunamente tombata (ma, data la materia, forse meglio trombata…) sia dal generale Billi che – vedete cosa vuol dire sindaco inutile – anche dalla super-rinutile sindaca Sabrina Sergio Gori. Fu tutto abbuiato, come si dice.

Tirando le somme provvisorie

Questa bella casetta di legno, caro Billi, ci stava bene al posto della «cosa» che avevi visto sulla foto del 1948? E poteva essere tirata su, come tu stesso dichiari in Foto 1, senza permesso e senza licenza? Belle «autorità costituite», non c’è che dire!

Che Comune è quello di Quarrata, signori PM e sostituti della procura di Pistoia? Signori vigili urbani anche del Bai? Signori carabinieri del luogotenente Salvatore Maricchiolo che, con ben due eroi dell’obbligatorietà dell’azione penale (i signori Leonardo De Gaudio e Luisa Serranti), sono stati un anno intero ad ascoltare le telefonate della gente per scoprire chi è che ha rubato la chiave dell’auto della vigilA aglianese Traversi?

Ma sullo stesso livello potremmo mettere anche la storia della mensa dei poveri della parrocchia di cui si occupò, all’epoca, l’attuale portavoce del sindaco Mazzanti, Marta Quilici, con pezzi assai brillanti sul Tirreno.

Ecco il cascame di capanna abusiva fatto trasformare in costruzione in legno dal vigile Oliviero Billi con le motivazioni della minchia di cui alla Foto 1. O sono completamente rimbambito io? Dica il dottor Coletta, di grazia!

Il Comune di Quarrata, sia per queste storielle da Boccaccio 70 che da Cento giorni a Palermo, è degno di essere difeso e coperto anche quando, come nel caso del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, smaccatamente privilegia e favorisce alcuni unti del signore e bastona chi è in regola?

La domanda la giro da qui, pubblicamente, a tutta la procura del dottor Coletta e a tutto il tribunale di Pistoia, a iniziare dal signor Claudio Curreli che – voglio ricordarlo anche al presidente della sezione penale, Stefano Billet – lavora indisturbato come sostituto e si occupa anche di fallimenti e magari, chissà, con fascicoli che sono passati di mano (vogliamo controllare per favore?) a sua moglie, la giudice delle esecuzioni signora Nicoletta Curci.

Se smettessi di scrivere – cosa che cercano di costringermi a fare ad ogni costo – non sarei, cari lettori di Linea Libera, un vero e proprio imbecille patentato che rinuncia a svolgere il mestiere dell’informazione come i cronisti di Pistoia e non solo?

Sono queste le autorità costituite di cui parla signora Patrizia Martucci? Ma l’eccidio di Kindu non fu un’operazione paradossalmente più chiara rispetto a tutta questa marmaglia di manipolatori degli sconci e della dis-amministrazione italiana?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]


 

Achtung!

 

Ecco com’era la capanna abusiva e cadente a pezzi già nel 1980. Dunque come sarà stata addirittura dodici anni dopo, quando il Billi permise a Mara Alberti, Gionni Dainelli, Margherita Ferri, Sergio Luciano Giuseppe Meoni, di piazzare una casa di legno al suo posto? Ma 104 giorni di arresti domiciliari per aver disturbato un altro grande abusivista, il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, a quanto pare caro a Curreli e favorito dal Comune di Quarrata, toccano al Bianchini. Che razza di procura è quella di Pistoia? Ce lo possiamo chiedere o sfidiamo l’ira di Dio?

 

A tutti gli avvocati che mi fanno querela in nome e per conto di isterici stupidi che credono nelle querele-bavaglio; e che continueranno, in aula, a chiedermi come faccio a dirigere Linea Libera senza essere iscritto all’albo, dico semplicemente come disse il mio Maestro di Letteratura Greca all’università di Firenze.

Il compianto Prof. Adelmo Barigazzi, a una giovine che di greco ne sapeva quanto il mio gatto Carlino, dopoché, alla domanda perché lei ha scelto di fare greco?, la sventurata rispose perché mi piace, esclamò: scusi, come fa a dire che le piace una cosa che non conosce?

Avvocati così, tornassero (direbbe D’Alema) a scuola. Ma ripartendo dalle elementari…


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a onor del vero • 32. L’ITAGLIA SPIEGATA IN VIGNETTONI https://www.linealibera.online/a-onor-del-vero-%e2%80%a2-32-litaglia-spiegata-in-vignettoni/ Mon, 22 Nov 2021 12:23:38 +0000 https://www.linealibera.online/?p=360681 A volo radente sulle dichiarazioni del Ciottoli al Tirreno. Come Pier Capponi, quest’aquila ferrucciana della politica ha ancora il coraggio di prendere in giro Silvio Buono e di minacciare tutti, come dice lui, con i suoi avvocati. Peccato che –...]]>

A volo radente sulle dichiarazioni del Ciottoli al Tirreno. Come Pier Capponi, quest’aquila ferrucciana della politica ha ancora il coraggio di prendere in giro Silvio Buono e di minacciare tutti, come dice lui, con i suoi avvocati. Peccato che – come al solito – se qualcuno calunnia noi non crediamo che sia l’ex leghista: che l’assessore sia manesco è fatto notorio. Del resto la vita è buffa: in genere a gridare puttana a una signora, è sempre una prostituta per prima


Per i baffi di Pedrito! Ciottolòk è inviperito. Strilla ed urla e ognun minaccia: ma ’un s’arrossa la su’ faccia…?

 

CAMMINA CIOTTOLÒK SU GUSCI D’UOVO

MA CHE SIA BUONA IDEA PROPRIO NON TROVO

 


 

Di secolo in secolo la storia si ripete

 

1. Stamattina, come Pier Capponi, Maurizio Ciottoli minaccia l’urbe e l’orbe di querele a raffica, architettate dai suoi avvocati. Quanti ne ha oltre la Cristina Meoni, un gregge, dato che è un agnellone? 

2. «Se voi suonerete le vostre trombe – urla contro Silvio Buono, ex leghista che ha dichiarato di essere stato scazzottato da costui – noi suoneremo le nostre “qverelae”!». 

3. Le cose – a quanto ci risulta – starebbero in maniera lievemente diversa. Siamo informati (non come la procura di Pistoia che, di solito, fa indagini a occhio) che non solo il cazzottone ci fu, ma che anche “qualcuno” dovette intervenire per placare le ire ciottolesche.
Ma il signor Maurizio Bottarga Ciottoli, parla quasi sempre perché ha la bocca: che è utile per magnare bavette bottargiche, ma molto di più lo è per saper stare zitti quando si sono fatte delle emerite cazzate come lui che non vuole scollarsi dal seggiolone – anche, a quanto ci dicono, con le pressioni del senatore FdI.
 

4. Non c’è niente di peggio di chi non vuole capire. Ecco che qui uno dei suoi avvocati (scelga lui qualo, dicono a Pistoia) dovrebbe consigliargli prudenza e silenzio operoso di ravvedimento.
Va detto, però, anche che gli avvocati avvocatano e guadagnano e riscuotono a prescindere…
 

Silvio Buono. Meno male che Silvio c’è…

5. Ciottoli, a sfottò come suo solito, smeleggia Silvio Buono dicendo che all’epoca fu solo una discussione animata. Sì: ma da un bel cazzottone.
E se il buon Silvio ingoiò il rospo, lo fece – a quel che si sa – solo perché la coppia d’alto affare La Pietra/Pira corse a a spompierare acqua sul fuoco come la polizia della Lamorgese sui pericolosissimi no-vax di Trieste.
 

6. Ora sarà bello vedere, con l’Agliana Civica, come farà Sylvester Stallone Rocky-Maurizio a sedersi in giunta dove il buon Buono dovrebbe prendere il posto del cattivo (secondo Pedrito) Federico Ferretti Giovannelli; e soprattutto accanto al Ciottolok, mentre in co[s]iglio la direzione d’orchestra dovrebbe passare dalla “Venezi” (Milva Pacini) a Oliviero Billi ancor debole dopo l’infezione del Covid. 

7. Attenti tutti alle… “calu[g]nae”!
Intanto stamattina Luca Pedrito Benesperi ha fatto una passata in tribunale con la sua avvocata Elena Augustin.
Ipotesi: era lì per presentare “qverelae” anche lui o per rendere testimonianza al sostituto che si occupa dell’aggressione del Ciottoli contro il nostro Alessandro Romiti?

8. Quei due più l’avvocata hanno battuto la faccia insieme poco fa. Ma ovviamente il sindaco conciliare agrumiènse filopiddino di FdI, ha fatto come Dante: non s’è curato di lui, ma è passato senza guardare.

Minchia, che amministratori/politici abbiamo nella famosa Agrùmia della professoressa Milva Maria Cappellini, alias Blimunda! 

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]



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a onor del vero • 26. L’ITAGLIA SPIEGATA IN VIGNETTONI https://www.linealibera.online/a-onor-del-vero-%e2%80%a2-26-litaglia-spiegata-in-vignettoni/ Mon, 15 Nov 2021 10:20:24 +0000 https://www.linealibera.online/?p=360187 ♠ Stasera ad Agliana/Agrùmia si celebra il rito dell’inutilità: con[s]iglio comunale segreto, inutilerrimo, su questione della massima segretezza nota, però, a tutti perché qualche ameno sostituto ha raccontato vita, morte e miracoli di un personaggio di Riccardo Marasco nella canzone...]]>

♠ Stasera ad Agliana/Agrùmia si celebra il rito dell’inutilità: con[s]iglio comunale segreto, inutilerrimo, su questione della massima segretezza nota, però, a tutti perché qualche ameno sostituto ha raccontato vita, morte e miracoli di un personaggio di Riccardo Marasco nella canzone dedicata a un tal Luca Cava.

♠ Gli impegnatissimi con[s]iglieri agrumiènsi ponzeranno tutta la serata per arrivare, come al solito, a decidere di non decidere una beata minchia perché così va il mondo di Agliana, di Toscana, di repubblica itagliàna.

♠ Dal 31 agosto scorso, infatti, data in cui l’assessore Ciottolìk (come Diabolik) voleva picchiare Alessandro Romiti, si è giunti fino a San Martino con gli arresti divulgati a gran voce dalla stampa organica pistoiese, che però, in questi ultimi giorni, sembra si sia leggermente raffreddata, mostrandosi più cauta nella corsa alla “guerra della cacca” (chissà perché…).

♠ Stasera sapremo. Cosa, di preciso? Che vogliono tutti trasparenza e chiarezza anche se nessuno le fanno mai: a partire dalla procura di Pistoia, particolarmente dotata nel complicare le cose semplici e nell’oscurare la luce del sole. Sùbito seguìta, però, dalla segretaria Paola Aveta, indicata come povera vittima di veleni da un Tirreno che, purtroppo, entra a gamba tesa in questioni che non conosce affatto


Quando succede qualcosa, nessuno sa mai niente

 

È ancora qui il Ciottoli? Complimenti alla chiarezza e alla trasparenza della giunta del rinnovamento, della segretaria anticorruzione, delle opposizioni alla frittura di pesce che fa male senza i panini Pane & Rose della Tonioni. Agliana è ben degna di Agrùmia

 

1. Cinque giorni di Agliana Civica dati a Luca Pedrito Benesperi per mettere all’uscio un aggressivo assessore come Maurizio Ciottoli, sono passati nel più totale silenzio. Ed ecco la trasparenza e la chiarezza della giunta aglianese.
«Lega Salvini o Civica Agliana, suona sempre la solita campana». Una campana fessa (= rotta) di quelle che suonano come avessero il battaglio avvolto nei cenci.
Sembra di vedere Roma: gli ex-legaioli sono dentro e sono fuori al contempo. Dicono e disdicono; mostrano i denti e poi si scopre che sono solo dentiere di plastica da carnevale come quelle da vampiro. Un flop totale. Ciottoli è sempre lì con la sua inconcepibile okkupazione del potere. E il Billi urla urla sol per burla.

2. Vannuccini e il Pd con la Tonioni, che aveva messo su una paninoteca con marchio Pane & Rose della cooperativeria più o meno rossa, si preoccupano di fare polemiche sui manifestini delle nozze e non sui pugni del Ciottoli.
Da quando è arrivata, auspice la segretaria Aveta (sindaco di fatto ad Agliana), la «repubblica conciliare degli accordicchi», sta zitto-e-puce anche quel fine dicitore di Guido Del Fante: gli hanno premiato i suoi ex-segretari lampadati e quindi tace.

3. Sta zitto anche don Tofani che ha incassato quattrini di cui nessuno vuole parlare. È questa la trasparenza aglianese del Benesperi che non sapeva dei problemi dei vigili – ma che, in realtà, era a conoscenza di tutto: per filo e per segno perché al terzo piano c’era, ci dicono e si sa tutti, la fila dei lamentoni in divisa l’un contro l’altro armati.
Solo il luogotenente Salvatore Maricchiolo ha creduto alla storia della «chiave rapita» senza battere ciglio.
Un maresciallo presente da più parti, e non solo nella vicenda vigili, nelle storie della procura pistoiese. E forse non sarebbe male, ai fini della trasparenza e della chiarezza, che qualcuno ci spiegasse il perché da Quarrata partono diverse «onde lunghe» per i PM di piazza del Duomo.

4. Stasera, con l’unico punto all’ordine del giorno del con[s]iglio comunale (perché non indicare l’inchiesta non con un nome inglese come Untouchables, ma con un bel latino maccheronico: Vigilorum Puttanatae?) il Pedrito, che sul suo non sapere ha mentito, e il suo compare “picchiatore” pronto a strabordare a tutte l’ore, è un peccato che debbano nascondere tutta la loro trasparenza dietro la bella lastra di piombo della… riservatezza/privacy di cui amano circondarsi. Soprattutto la privacy del diritto di sapere, linea ben sostenuta anche da Donna Aveta.

5. Gratta & Vinci: ma ad Agliana nessuno vince nulla. Non i 5 Stelle-Bartoli sempre pronti a fare solo la mossa; non il Guercini che, non abitando neppure a Agliana, se non sbagliamo, non si capisce cosa ci stia a fare in con[s]iglio che non è il suo.

6. Stasera accomoderanno il tiro tutti d’amore e d’accordo, per salvarsi la coda affinché non gli resti tra uscio e battente. Va bene che alle lucertole la coda ricresce anche se gliela staccano: ma loro, i lucertoli della politica (?) aglianese preferiranno senza dubbio uscire interi dalla camera caritatis… È più comodo.

Alfredo Fabrizio Nerozzi. Cosa dirà stasera ai suoi colleghi di con[s]iglio…?
7. Fabrizio Nerozzi, marito del comandante della municipale e unica vera opposizione aglianese (non credo che lui abbia mai mangiato neppure una briciola della famosa torta da dividere), dovrebbe fare, dicono, due dichiarazioni: una di premessa e una di conclusione.
Vedremo cosa dirà. Ma, da amico, gli ho consigliato di non parlare e di non dire: inutile sprecare fiato con chi è sordo per per menomazione funzionale, ma per volontà politica. E risparmiare fiato inutile è già qualcosa. Forse meglio cercare altre soluzioni o pensare a un collegio di difesa rinforzato con avvocati da 90.

A fine mese, però, c’è il bilancio del comune e sarà un con[s]iglio pubblico. Lì si vedrà come hanno fatto quadrare il bilancio i «camerati del rinnovamento» e le possibili amebe a strascico: se sono stati davvero più o meno bravi dei loro «amici della repubblica conciliare».

Vedremo, insomma, se, per fare i loro affari, hanno gonfiato le gomme (del bilancio) o viaggiano a gomme mence (l’aggettivo mencio è più pregnante di sgonfio). 

Volete scommettere che, di queste cose, la procura della repubblica non se ne accorgerà nemmeno un po’? Ma che volete? Queste sono le famose «autorità costituite» nelle quali il cittadino è chiamato ad avere incondizionata e cieca fiducia… 

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]

 


 

E POI PEDRITO SI INDIGNA

COME SE AVESSE LA TIGNA…

 

Calma, Pedrito! Se si piglia in giro Jaweh, si potrà farlo anche con il sindachino di Agrùmia, no?

 

Sembra che Luca Pedrito Benesperi sia fortemente incazzato perché lo abbiamo vignettato come un talebano.

Perché non accetta di essere preso in giro? È un sindaco (o almeno crede di esserlo). Si sente al di sopra di dio, forse, mentre Chiarlie Hebdo rappresenta Jaweh tanto irriverentemente e senza alcuna controindicazione anche da parte dei politicamente corretti?

O è ammalato di presunzione, oltre che di epigastralgìa, perché ha fatto il famosissimo Liceo Forteguerri di Pistoia, di cui ci parlava Ilenia Reali proprio in questi giorni sul Tirreno?


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pire, pietre & ciottoli. IL SEN. DI FDI NON HA ANCORA EPURATO IL SUO ASSESSORE-AGGRESSORE DI AGLIANA. QUANTO DOBBIAMO ASPETTARE PER UN NECESSARIO E DOVEROSO “TRATTAMENTO COSTITUZIONALE”? https://www.linealibera.online/pire-pietre-ciottoli-il-sen-di-fdi-non-ha-ancora-epurato-il-suo-assessore-aggressore-di-agliana-quanto-dobbiamo-aspettare-per-un-necessario-e-doveroso-trattamento-costituzionale/ Sun, 24 Oct 2021 12:00:13 +0000 https://www.linealibera.online/?p=358981 Nel frattempo anche il famoso Ordine dei Giornalisti di Firenze e la stessa Associazione Stampa fanno onore alla famosa traduzione-fake dell’espressione virgiliana «veteres migrate, coloni!» MA LA MELONI NON LO SA CHE IL SUO ASSESSORE I GIORNALISTI ASSALIRÀ E CHE...]]>

Nel frattempo anche il famoso Ordine dei Giornalisti di Firenze e la stessa Associazione Stampa fanno onore alla famosa traduzione-fake dell’espressione virgiliana «veteres migrate, coloni!»


È vero che salire le scale della procura è assolutamente inutile, perché illumina come il sole il fatto che essa blandisce e protegge il Pd pistoiese (vedi gli sconci dei bassi profili di mezzo secolo dell’inquinamento, delle discariche e dell’inceneritore di Montale), ma il senator Patrizio ha spinto i suoi al docile silenzio della coda tra le gambe. E li protegge anche se aggrediscono cittadini e giornalisti…

MA LA MELONI NON LO SA

CHE IL SUO ASSESSORE I GIORNALISTI ASSALIRÀ

E CHE PER COLPA DI PATRIZIO

POTRÀ ARRIVARE IL COMMISSARIO PREFETTIZIO. . .


 

Il Sen. La Pietra e Sonia Pira festeggiano la vittoria del centrodestra ad Agliana. Era il 2019. Presto dovranno festeggiare lo sfarinamento di FdI e della Lega. Il conto alla rovescia è iniziato da un po’

 

PIRE, PIETRE & CIOTTTOLI: spieghiamo l’arcano per non rischiare di prendere un’altra querela dalla leghista Sonia, legatissima al senator Patrizio.

Già un’altra volta per aver scritto il commento di un lettore (del tutto innocuo), in virtù del suo centinaio di appoggi, la Sonia, che prima mi amava, mi ha denunciato: e sùbito il signor Claudio Curreli – plurimpegnato sia come PM, che come terraperturista a favore dell’ingresso illecito di clandestini (io preferisco i terrapiattisti, sono più simpaticamente pizzaioli…), indi come dissuasore non di velocità, ma di prostitute sulle rotonde di Agliana –, si fregò le mani dalla felicità e mi rinviò a giudizio con il povero e innocente Alessandro Romiti, anch’egli sgradito al sistema.

Pire da Pira: «catasta di legna per cremare i morti» oppure il più modesto nome, non della rosa di tipo Umberto Eco, ma della pera che nasce sui peri. Pietre da La Pietra (Patrizio di FdI), parola che significa, in pratica, sasso/sassi: e i sassi, si sa (= in lingua italiana arcaizzante sàssi ha lo stesso significato di si sa), difendono i loro correligionari rotondi, e cioè i ciottoli, anche d’Ombrone. E sbagliano.

Perché pire, pietre & ciottoli? Perché questi tre personaggi in cerca d’autore sono strettamente legati fra loro. I danni di oggi ad Agliana (Agrùmia), e non solo, dipendono equamente da questi tre.

Giacomo Mangoni, dignità assoluta. Manuel Vescovi voleva lui, ma la Pira preferì Pedrito: un bel chiappo

La Pira volle, sempre volle, fortissimamente volle come sindaco afeumiènse il buon epigrastràlgico Pedrito Benesperi. Manuel Vescovi non voleva sentirne parlare e c’aveva visto giusto! Lui prediligeva, in lista civica, Giacomo Mangoni: tutt’altra ciccia da Pedrito con il costante mal di stòmego e scarso appetito. Ma Luca sgusciò tra le maglie dei candidabili quando la Pira prese le redini della Lega a Pistoia. Márquez avrebbe detto Cronaca di una morte annunciata oppure La mala ora.

I più o meno nefasti risultati si vedono oggi, ma sono destinati a avere effetti, purtroppo, anche domani. Quali effetti? Intanto la conduzione leghista della Pira si è dimostrata fragilissima: come in Totò, Peppino e la malafemmina c’era stata una grande morìa delle vacche; nel film diretto dalla Sonia la moria c’è stata fra i leghisti.

E continuerà anche fino alla fine delle consiliature di Agliana-Quarrata-Pistoia, in virtù degli errori di calcolo di chi ha sempre fatto i conti con il pallottoliere anziché con la calcolatrice o il computer.

Sono convinto che la Lega tenderà a sbiadire fino alla più o meno completa evaporazione (è successo da tutte le parti); mentre FdI della inconsapevole Giorgia, strangolato in ogni modo dal senator Patrizio, si raggrinzirà come le albicocche seccate.

Su questo peseranno non solo l’ignominioso trattamento riservato all’Elena Bardelli, ma anche le scelte, sbagliatissime, dell’autostrada aperta dal La Pietra verso la scoloritura comunistizzante del suo partito locale: non fate casino – diceva ai suoi – e non salite le scale della procura.

Il capogruppo Fdi di Pistoia, Lorenzo Galligani, dovette dimettersi per una battuta infelice: Ciottoli, invece, è protetto dalla Convenzione di Ginevra?

È vero che salire le scale della procura è assolutamente inutile, perché illumina come il sole il fatto che essa blandisce e protegge il Pd pistoiese (vedi gli sconci dei bassi profili di mezzo secolo dell’inquinamento, delle discariche e dell’inceneritore di Montale); ma invitare i suoi a far la figura dei coglioni (storia di Lorenzo Galligani) e non dare la lezione che si merita a Ciottoli, la dice e la chiarisce tutta sull’incapacità di ragionare in termini di corretta e morale politica.

Anche la sfarinatura della Lega di Agliana non ha insegnato nulla a Pire, Petre e Ciottoli. E non meglio sta lavorando, il senator Patrizio, a Quarrata, dove non solo non ha fatto crescere un candidato sindaco credibile, ma è andato addirittura a pesca nel serbatoio della sinistra imponendo democraticamente l’Irene Gori: che rappresenta chi? E non fatemelo né dire né tantomeno ripetere. Vediamo solo per ciò che è, una candidata inconsistente.

Bon! Salute a tutti e figli – come si dice – maschi!

Giorgia Meloni. Secondo noi certi suoi “uomini” la prendono in giro…

Però… Le pietre non possono apparentarsi coi ciottoli. Specie se quelli d’Ombrone aggrediscono la gente in Comune; e se la gente aggredita è, per giunta, anche giornalista.

Nel frattempo auguri vivissimi di pronta guarigione dal Covid al vicesindaco Fedrico Ferretti Giovannelli, e a Oliviero Billi.

Una domanda finale: ma loro erano vaccinati o no? E se erano vaccinati, o giornalisti pavidi di Pistoia, a che cazzo serve un vaccino che non vaccina e non protegge? A far crescere, forse, la coda a tutti per poi tagliarla e farla alla… vaccinara?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]


 

NOTA FILOLOGICO-UMORISTICO-MORALE

 

L’Italia è una repubblica democratica fondata sulle code alla vaccinara. La sovranità appartiene al popolo bue

 

«Veteres migrate coloni» (Buc. IX, 4) significa «o antichi coltivatori di queste terre, andatevene altrove!».

L’ironia che prende in giro la ciucaggine di molti dottori-laureati traduce, ridancianamente: «coi vetri mi gratto i coglioni!».

Lo stesso hanno fatto e stanno facendo, sul caso aggressione-Ciottoli, sia l’Ordine dei Giornalisti che l’Associazione Stampa Toscana.

Come parimenti non avevano fiatato su 104 miei giorni di arresti domiciliari di cui devo ringraziare i provvidi signor Claudio Curreli e signora Patrizia Martucci – bocciati dal Tribunale del Riesame.


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emmenomale. LA GUARDIA DI FINANZA ERA ANDATA A BRUCIARE STUPEFACENTI https://www.linealibera.online/emmenomale-la-guardia-di-finanza-era-andata-a-bruciare-stupefacenti/ Mon, 11 Oct 2021 21:26:56 +0000 https://www.linealibera.online/?p=358219 A oltre due settimane dalla visita delle Fiamme Gialle all’inceneritore di Montale, ci viene riferito che erano lì solo per distruggere un ingente quantitativo di stupefacenti sequestrati. Silenzio dalle amministrazioni che così confermano la politica dello struzzo, tenendo il costante...]]>

A oltre due settimane dalla visita delle Fiamme Gialle all’inceneritore di Montale, ci viene riferito che erano lì solo per distruggere un ingente quantitativo di stupefacenti sequestrati. Silenzio dalle amministrazioni che così confermano la politica dello struzzo, tenendo il costante silenzio sul “gioiellino di famiglia”.

L’immagine tratta dal video speditoci la mattina del 25 Settembre che faceva vedere le quattro vetture delle Fiamme Gialle all’inceneritore

AGLIANA –MONTALE –QUARRATA. L’episodio della visita delle Fiamme Gialle nella mattina dello scorso 28 Settembre è stato risolto solo per l’efficiente capacità dei nostri ottimi informatori esterni, che ci hanno spiegato che non c’era nessun intervento di sequestro di rifiuti anomali che avrebbe giustificato il dispiegamento di ben quattro automezzi della Guardia di Finanza.

Quindi l’intervento rientrava in una normale azione di smaltimento di una notevole partita di stupefacenti.

La notizia non potrà che farci piacere. Ci conferma però la strutturale consuetudine dei Comuni proprietari a tenere il più basso profilo sulla gestione dell’impianto: nessuna reazione dai Comuni, né dalla scrivania di Edoardo Franceschi che resta muto (con la stampa).

È solo da richiamare che solitamente, la distruzione di stupefacenti all’impianto è sempre seguita da qualche nota stampa, riportata dai quotidiani extraterritoriali, anche per 13 kilogrammi.

Ma questa volta nessuna notizia per nessuno. Come mai?

Da rimarcare il fatto che gli stessi consiglieri comunale, sia di opposizione che di maggioranza in via di ridefinizione in queste ore, sarebbero stati all’oscuro fino ad oggi che esce la notizia su questi schermi, a parte qualche privilegiato consigliere che ci ha chiesto lumi e che non abbiamo lesinato di informare della natura della insolita visita dei militari.

La maggioranza consiliare – dopo la costituzione della lista Agliana Civica – si sta formalizzando in due sottogruppi: quella degli inciuciati (con capogruppo Belli, Milva Pacini e Assessore Katia Gherardi) e la scissionista, forse “distaccata”  dalla politica inciucista di Pedrito (diamo  al capogruppo Buono, Coppini, Santoro, Billi e assessore Ferretti Giovannelli il beneficio di inventario?).

Oggi i Sindaci non rispondono ai giornali, soprattutto quelli scomodi e fanno ammuìna.

Dunque, ancora una volta, il quotidiano Linea Libera ha fatto – permettetéci – un egregio lavoro di scavo, risultando l’unica testata impegnata a denunciare l’emersione delle malagestioni: Ha anche rivelato la costante natura omertosa sulla società partecipata del Cis spa dai Sindaci: nessuno dei tre ci ha dato – nella scorsa settimana – risposte di chiarimento o rettifica alle domande che sono state proposte a proposito della testimonianza del video delle pattuglie dei militari, speditoci da un lettore attento e preoccupato.

Questa è una manchevolezza grave per come dimostra e conferma, la volontà di tenere una costante cortina fumogena sulle attività dell’inceneritore e ciò non solo per i cittadini, ma anche per gli stessi consiglieri che avrebbero còmpiti di controllo ed esercizio di attività sindacale sulla res publica.

Dalle piccole cose, si hanno i grandi eventi e questo è uno dei casi magistrali, anche preavvisato, ma inutilmente.

Alessandro Romiti

[alessandroromiti@linealibera.online]

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